Itinerari al fresco in Sardegna: tra boschi e montagne per sfuggire all’afa

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Quando il termometro supera i 33°C e il sole picchia sulle coste affollate, la Sardegna svela un volto inaspettato: quello dell’entroterra montano. L’isola non è solo mare, ma custodisce anche una dimensione di alta quota con vette che sfiorano i 2000 metri, boschi di lecci e sughere, gole profonde e panorami mozzafiato . Ecco una guida agli itinerari più freschi e suggestivi per chi cerca refrigerio lontano dalla spiaggia.

Il Gennargentu: il tetto della Sardegna

Nel cuore dell’isola, in provincia di Nuoro, si erge il massiccio del Gennargentu, la catena montuosa più alta della Sardegna . La vetta più elevata è Punta La Marmora con i suoi 1834 metri, ma anche il Bruncu Spina raggiunge i 1829 metri, offrendo panorami amplissimi che nelle giornate terse regalano scorci indimenticabili .

Fonni: il paese più alto dell’isola

A 1000 metri di altitudine, Fonni è la base ideale per esplorare il Gennargentu . È il comune più alto della Sardegna, un borgo che sorprende chi pensa all’isola solo per le sue spiagge . Qui l’aria è fresca anche in piena estate, e le temperature massime medie di luglio si attestano intorno ai 28°C, ben più miti rispetto alla costa.

Cosa fare a Fonni:

  • Trekking verso il Monte Spada: sentieri tracciati conducono a panorami sulla Barbagia e sulle vallate circostanti, con punti per osservare cerbiatti, daini e mufloni 
  • Passeggiate nel Parco Donnortei e lungo il lago Gavossai: percorsi tra boschi di querce e foreste di roverelle 
  • Visita al centro storico: case in pietra con tetti in scandulas, vicoli stretti e murales che raccontano la vita pastorale 
  • Degustazione di prodotti tipici: salsiccia fonnese, savoiardi e pane in sappa 

Ollolai e Tonara: le altre perle dell’altura

Sempre sul Gennargentu si trovano altri due borghi d’alta quota. Ollolai (920 m) è un centro di pietra compatto, perfetto per chi cerca un’immersione nella Barbagia autentica, tra botteghe artigiane e sentieri che si snodano tra muretti a secco Tonara (900 m) è famosa per il suo torrone e per la lavorazione artigianale dei campanacci, circondata da castagneti e querceti che offrono radure ideali per picnic .

Il Supramonte: verticalità tra montagna e mare

Il Supramonte è forse il luogo che più di ogni altro racconta il lato selvaggio della Sardegna . Si estende per circa 35.000 ettari tra Barbagia, Ogliastra e Golfo di Orosei, caratterizzato da pareti a strapiombo, gole rocciose e siti archeologici . La cima più alta è Punta Corrasi (1463 m) .

Il trekking verso Cala Luna

Uno degli itinerari più suggestivi è quello che da Cala Gonone conduce a Cala Luna, una delle spiagge più celebri del Golfo di Orosei . Il sentiero, di circa 5,4 km, parte dalla strada che costeggia la costa e scende verso Cala Fuili, per poi risalire il pendio e proseguire con un dolce saliscendi fino alla meta . L’escursione dura circa 2 ore e, nonostante la salita iniziale sia piuttosto severa, è considerata di difficoltà media .

Il fascino del Supramonte di Baunei sta proprio in questo contrasto: si cammina tra pareti calcaree e falesie, con il profumo della macchia mediterranea, per poi arrivare a una caletta di sabbia bianca incastonata tra le rocce .

Il Monte Limbara: il balcone del nord Sardegna

Nel nord-est dell’isola, il Monte Limbara rappresenta una scelta perfetta per chi cerca un trekking panoramico con scenari quasi alpini . L’erosione di acqua e vento ha modellato nel tempo enormi massi granitici, dando origine a forme spettacolari . La cima più alta è Punta Sa Berritta (1362 m) .

Dalle vette del Limbara, nelle giornate limpide, lo sguardo può spingersi fino al lago Coghinas, all’arcipelago della Maddalena, a Tavolara e persino all’Asinara . La montagna è accessibile e offre percorsi adatti sia a escursionisti esperti che a famiglie, con aree picnic attrezzate e sentieri che si snodano tra vigneti e foreste di sughero .

Boschi e foreste: il polmone verde dell’isola

Oltre ai massicci montuosi, la Sardegna offre foreste demaniali che rappresentano veri e propri rifugi climatici.

Foresta di Mont’Arbu

Nell’Ogliastra, vicino al comune di Seui, si estende la Foresta di Mont’Arbu, una delle aree forestali più estese e incontaminate della Sardegna . Caratterizzata da altipiani calcarei, gole e falesie, è ideale per escursioni immerse nel verde, con sentieri che conducono a sorgenti e viste panoramiche spettacolari . Nei dintorni si trovano siti archeologici come il nuraghe Analù e il nuraghe Arrubiu .

Foresta di Montimannu

Nel sud-ovest dell’isola, la foresta demaniale di Montimannu si estende per 4600 ettari nel cuore del parco naturale di Monte Linas . È un “polmone verde” che ospita spettacolari cascate, come Muru Mannu con il suo salto di oltre 70 metri (la più alta della Sardegna), e una ricca fauna con cervo sardo e muflone . I sentieri CAI, contrassegnati dai numeri 113 e 109, si diramano dall’ex miniera di Canale Serci . L’area è attrezzata con tavoli, barbecue e fonti d’acqua, perfetta per una giornata di relax nella natura .

Foresta dei Sette Fratelli

Nel sud-est, la Foresta dei Sette Fratelli è una delle più estese (quasi 10.000 ettari) e meglio conservate della Sardegna . Un’escursione classica è l’Anello di Perdu Cossu, un percorso di circa 11,5 km con un dislivello di 550 metri, che richiede circa 5 ore di cammino . Partendo al mattino presto, si può usufruire delle temperature più fresche e del versante in ombra .

Bosco di Selèni

A poca distanza da Lanusei, il Bosco di Selèni supera i 1.000 ettari, popolato da lecci, castagni e grandi affioramenti granitici . L’area è attrezzata per picnic e offre sentieri immersi nel verde, con testimonianze archeologiche tra cui resti nuragici e Tombe dei Giganti . È perfetto per una giornata all’aria aperta, con aria fresca anche in estate .

Itinerario speciale: il Sentiero dei 5 Faraglioni

Nel Sulcis, nel sud-ovest dell’isola, il Sentiero dei 5 Faraglioni unisce montagna e mare in un percorso di 7,66 km che si sviluppa a mezza costa, ininterrottamente sospeso tra terra e acqua . L’escursione parte dalla spiaggia di Funtanamare e arriva a Masua, attraversando un paesaggio unico caratterizzato dalla terra rossa per la presenza di bauxite e ferro . Lungo il percorso si incontrano cinque faraglioni, tra cui il Pan di Zucchero, che con i suoi 133 metri è il faraglione più alto del Mediterraneo . La difficoltà è intermedia, ma è consigliata una buona scorta d’acqua perché il percorso è quasi completamente esposto al sole .

Consigli pratici per l’estate

  • Partire presto: le escursioni sono consigliate al mattino, quando le temperature sono più fresche e i sentieri sono in ombra 
  • Portare acqua in abbondanza: nei mesi estivi è fondamentale, specialmente nei percorsi esposti 
  • Proteggersi dal sole: cappellino, crema solare e occhiali da sole sono indispensabili 
  • Scegliere l’abbigliamento giusto: scarponi da trekking, abbigliamento a strati e mantellina antipioggia 
  • Combinare montagna e mare: molti di questi itinerari permettono di unire le due esperienze nello stesso giorno, come a Lanusei, dove in meno di mezz’ora si passa dalle alture alle spiagge di Tortolì e Arbatax 

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