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  • Alla scoperta di Tiscali: il villaggio segreto nel cuore del Supramonte

    Alla scoperta di Tiscali: il villaggio segreto nel cuore del Supramonte

    Immagina un villaggio talmente ben nascosto da essere invisibile fino a quando non ci sei dentro. Nella suggestiva cornice del Supramonte, al confine tra i comuni di Dorgali e Oliena, sorge Tiscali: un sito archeologico unico in Sardegna e uno dei più affascinanti dell’intero Mediterraneo .

    Ciò che rende speciale questo luogo è la sua posizione: il villaggio è costruito interamente all’interno di un’enorme dolina carsica, una sorta di voragine naturale sulla cima del Monte Tiscali (518 metri di altitudine) . Un’ampia apertura nella parete rocciosa è l’unico accesso a questa cavità, e il villaggio non è visibile finché non si raggiunge il suo interno . In origine, il sito era una grotta carsica, ma il successivo crollo della volta ha creato questo riparo naturale, poi colonizzato da una rigogliosa vegetazione di lecci, ginepri e lentischi . Un tempo, il villaggio è stato forse l’estremo rifugio per le genti nuragiche che resistevano all’avanzata romana .

    Cenni storici: un rifugio nel tempo

    Le origini di Tiscali risalgono all’Età del Bronzo, tra il XV e il IX-VIII secolo a.C. . Il sito venne poi frequentato e ristrutturato in epoca romana (II-I secolo a.C.) , un periodo in cui probabilmente fungeva da ultimo baluardo per le popolazioni locali in fuga dai dominatori . La sua esistenza è nota solo da poco più di un secolo: fu scoperto casualmente da alcuni carbonai alla fine dell’Ottocento e visitato per la prima volta dallo storico Ettore Pais nel 1910 .

    Struttura del villaggio

    Il sito è composto da due distinti agglomerati di abitazioni, per un totale di circa 70 capanne, distribuite su un’area di circa 5.000 m² .

    • Area Nord: Qui si trovano quaranta capanne di forma tondeggiante e ovale, tipiche dell’architettura nuragica. Presentano pareti sottili e ingressi sormontati da architravi in legno di ginepro .
    • Area Sud-Ovest: Un secondo nucleo è composto da circa trenta abitazioni più piccole, con pianta quadrata o rettangolare. In questa zona sono evidenti due fasi costruttive: una più antica a secco, con pietre di medie e grandi dimensioni (di chiara origine nuragica), e una più recente con pareti di piccole pietre miste a malta, risalente probabilmente al periodo romano .

    Purtroppo, decenni di incuria e saccheggi da parte di tombaroli hanno danneggiato il sito, che oggi conserva solo una parte della sua struttura originaria .

    Quando visitarlo

    Il sito archeologico di Tiscali è visitabile tutto l’anno, con orari che variano a seconda della stagione :

    • Da maggio a settembre: 9:00 – 19:00 .
    • Da ottobre ad aprile: 9:00 – 17:00 .

    Il periodo ideale per una visita è la tarda primavera o l’autunno, quando le temperature sono miti e il paesaggio è rigoglioso. L’estate può essere molto calda, mentre in inverno i sentieri potrebbero essere scivolosi.

    Come arrivare e sentieri

    Raggiungere Tiscali è un’avventura in sé. L’escursione è classificata come di livello Escursionistico (E), adatta a chi è in buona forma fisica e ha un minimo di familiarità con i sentieri di montagna . È obbligatorio indossare scarpe da trekking e portare con sé una scorta d’acqua .

    Esistono due percorsi principali per arrivare al villaggio :

    1. Dal versante di Oliena (Sentiero n.410): La partenza è dalla Valle di Lanaitho, nei pressi delle sorgenti di Su Gologone. Questo è il percorso più gettonato. Si percorre un sentiero che sale in modo piuttosto ripido fino alla “spaccatura” (Sa Harpidura) che dà accesso alla dolina. Si tratta di un’escursione di circa 2,35 km con un dislivello di 350 metri e una durata di circa 1,5 ore per la salita .
    2. Dal versante di Dorgali (Sentiero n.411): La partenza è dal ponte Sa Barva, nella valle di Oddoene. Il percorso segue il fiume Flumineddu e poi risale la ripida “scala di Surtana” .

    Informazioni utili per la visita

    Prima di metterti in cammino, ecco alcune informazioni pratiche per organizzare al meglio la tua escursione.

    • Biglietto d’ingresso: Per accedere al sito è necessario acquistare un biglietto, che viene venduto direttamente all’ingresso. È importante sapere che il pagamento è possibile solo in contanti, poiché la zona non è coperta da servizio POS .
    • Tariffe: (dati aggiornati al 2026)
      • Intero: € 6,00 .
      • Ridotto: € 3,00 .
      • Gruppi: € 4,00 a persona .
    • Visite guidate e organizzazione: Il sito è gestito dalla Cooperativa Ghivine di Dorgali . È possibile visitarlo in autonomia, ma dato che il sentiero non è sempre segnalato in modo impeccabile e l’ultimo tratto può essere insidioso, è fortemente consigliato rivolgersi a una guida escursionistica locale o a una delle cooperative del territorio . Le escursioni organizzate hanno un costo che si aggira intorno ai 50€ a persona e spesso includono il trasporto con fuoristrada fino al punto di partenza del sentiero .
    • Contatti: Per informazioni, puoi contattare il numero +39 349 442 5552  o fare riferimento al sito del Museo Archeologico di Dorgali .

    Visitare Tiscali significa immergersi in una Sardegna autentica e selvaggia, dove storia, natura e avventura si fondono in un’esperienza indimenticabile. È un viaggio nel tempo e nel cuore più profondo dell’isola.

  • Itinerari al fresco in Sardegna: tra boschi e montagne per sfuggire all’afa

    Itinerari al fresco in Sardegna: tra boschi e montagne per sfuggire all’afa

    Quando il termometro supera i 33°C e il sole picchia sulle coste affollate, la Sardegna svela un volto inaspettato: quello dell’entroterra montano. L’isola non è solo mare, ma custodisce anche una dimensione di alta quota con vette che sfiorano i 2000 metri, boschi di lecci e sughere, gole profonde e panorami mozzafiato . Ecco una guida agli itinerari più freschi e suggestivi per chi cerca refrigerio lontano dalla spiaggia.

    Il Gennargentu: il tetto della Sardegna

    Nel cuore dell’isola, in provincia di Nuoro, si erge il massiccio del Gennargentu, la catena montuosa più alta della Sardegna . La vetta più elevata è Punta La Marmora con i suoi 1834 metri, ma anche il Bruncu Spina raggiunge i 1829 metri, offrendo panorami amplissimi che nelle giornate terse regalano scorci indimenticabili .

    Fonni: il paese più alto dell’isola

    A 1000 metri di altitudine, Fonni è la base ideale per esplorare il Gennargentu . È il comune più alto della Sardegna, un borgo che sorprende chi pensa all’isola solo per le sue spiagge . Qui l’aria è fresca anche in piena estate, e le temperature massime medie di luglio si attestano intorno ai 28°C, ben più miti rispetto alla costa.

    Cosa fare a Fonni:

    • Trekking verso il Monte Spada: sentieri tracciati conducono a panorami sulla Barbagia e sulle vallate circostanti, con punti per osservare cerbiatti, daini e mufloni 
    • Passeggiate nel Parco Donnortei e lungo il lago Gavossai: percorsi tra boschi di querce e foreste di roverelle 
    • Visita al centro storico: case in pietra con tetti in scandulas, vicoli stretti e murales che raccontano la vita pastorale 
    • Degustazione di prodotti tipici: salsiccia fonnese, savoiardi e pane in sappa 

    Ollolai e Tonara: le altre perle dell’altura

    Sempre sul Gennargentu si trovano altri due borghi d’alta quota. Ollolai (920 m) è un centro di pietra compatto, perfetto per chi cerca un’immersione nella Barbagia autentica, tra botteghe artigiane e sentieri che si snodano tra muretti a secco Tonara (900 m) è famosa per il suo torrone e per la lavorazione artigianale dei campanacci, circondata da castagneti e querceti che offrono radure ideali per picnic .

    Il Supramonte: verticalità tra montagna e mare

    Il Supramonte è forse il luogo che più di ogni altro racconta il lato selvaggio della Sardegna . Si estende per circa 35.000 ettari tra Barbagia, Ogliastra e Golfo di Orosei, caratterizzato da pareti a strapiombo, gole rocciose e siti archeologici . La cima più alta è Punta Corrasi (1463 m) .

    Il trekking verso Cala Luna

    Uno degli itinerari più suggestivi è quello che da Cala Gonone conduce a Cala Luna, una delle spiagge più celebri del Golfo di Orosei . Il sentiero, di circa 5,4 km, parte dalla strada che costeggia la costa e scende verso Cala Fuili, per poi risalire il pendio e proseguire con un dolce saliscendi fino alla meta . L’escursione dura circa 2 ore e, nonostante la salita iniziale sia piuttosto severa, è considerata di difficoltà media .

    Il fascino del Supramonte di Baunei sta proprio in questo contrasto: si cammina tra pareti calcaree e falesie, con il profumo della macchia mediterranea, per poi arrivare a una caletta di sabbia bianca incastonata tra le rocce .

    Il Monte Limbara: il balcone del nord Sardegna

    Nel nord-est dell’isola, il Monte Limbara rappresenta una scelta perfetta per chi cerca un trekking panoramico con scenari quasi alpini . L’erosione di acqua e vento ha modellato nel tempo enormi massi granitici, dando origine a forme spettacolari . La cima più alta è Punta Sa Berritta (1362 m) .

    Dalle vette del Limbara, nelle giornate limpide, lo sguardo può spingersi fino al lago Coghinas, all’arcipelago della Maddalena, a Tavolara e persino all’Asinara . La montagna è accessibile e offre percorsi adatti sia a escursionisti esperti che a famiglie, con aree picnic attrezzate e sentieri che si snodano tra vigneti e foreste di sughero .

    Boschi e foreste: il polmone verde dell’isola

    Oltre ai massicci montuosi, la Sardegna offre foreste demaniali che rappresentano veri e propri rifugi climatici.

    Foresta di Mont’Arbu

    Nell’Ogliastra, vicino al comune di Seui, si estende la Foresta di Mont’Arbu, una delle aree forestali più estese e incontaminate della Sardegna . Caratterizzata da altipiani calcarei, gole e falesie, è ideale per escursioni immerse nel verde, con sentieri che conducono a sorgenti e viste panoramiche spettacolari . Nei dintorni si trovano siti archeologici come il nuraghe Analù e il nuraghe Arrubiu .

    Foresta di Montimannu

    Nel sud-ovest dell’isola, la foresta demaniale di Montimannu si estende per 4600 ettari nel cuore del parco naturale di Monte Linas . È un “polmone verde” che ospita spettacolari cascate, come Muru Mannu con il suo salto di oltre 70 metri (la più alta della Sardegna), e una ricca fauna con cervo sardo e muflone . I sentieri CAI, contrassegnati dai numeri 113 e 109, si diramano dall’ex miniera di Canale Serci . L’area è attrezzata con tavoli, barbecue e fonti d’acqua, perfetta per una giornata di relax nella natura .

    Foresta dei Sette Fratelli

    Nel sud-est, la Foresta dei Sette Fratelli è una delle più estese (quasi 10.000 ettari) e meglio conservate della Sardegna . Un’escursione classica è l’Anello di Perdu Cossu, un percorso di circa 11,5 km con un dislivello di 550 metri, che richiede circa 5 ore di cammino . Partendo al mattino presto, si può usufruire delle temperature più fresche e del versante in ombra .

    Bosco di Selèni

    A poca distanza da Lanusei, il Bosco di Selèni supera i 1.000 ettari, popolato da lecci, castagni e grandi affioramenti granitici . L’area è attrezzata per picnic e offre sentieri immersi nel verde, con testimonianze archeologiche tra cui resti nuragici e Tombe dei Giganti . È perfetto per una giornata all’aria aperta, con aria fresca anche in estate .

    Itinerario speciale: il Sentiero dei 5 Faraglioni

    Nel Sulcis, nel sud-ovest dell’isola, il Sentiero dei 5 Faraglioni unisce montagna e mare in un percorso di 7,66 km che si sviluppa a mezza costa, ininterrottamente sospeso tra terra e acqua . L’escursione parte dalla spiaggia di Funtanamare e arriva a Masua, attraversando un paesaggio unico caratterizzato dalla terra rossa per la presenza di bauxite e ferro . Lungo il percorso si incontrano cinque faraglioni, tra cui il Pan di Zucchero, che con i suoi 133 metri è il faraglione più alto del Mediterraneo . La difficoltà è intermedia, ma è consigliata una buona scorta d’acqua perché il percorso è quasi completamente esposto al sole .

    Consigli pratici per l’estate

    • Partire presto: le escursioni sono consigliate al mattino, quando le temperature sono più fresche e i sentieri sono in ombra 
    • Portare acqua in abbondanza: nei mesi estivi è fondamentale, specialmente nei percorsi esposti 
    • Proteggersi dal sole: cappellino, crema solare e occhiali da sole sono indispensabili 
    • Scegliere l’abbigliamento giusto: scarponi da trekking, abbigliamento a strati e mantellina antipioggia 
    • Combinare montagna e mare: molti di questi itinerari permettono di unire le due esperienze nello stesso giorno, come a Lanusei, dove in meno di mezz’ora si passa dalle alture alle spiagge di Tortolì e Arbatax 
  • Ponte del 1 maggio: non c’è solo Sant’Efisio

    Ponte del 1 maggio: non c’è solo Sant’Efisio

    Il primo maggio in Sardegna per molti significa una cosa sola: Sant’Efisio a Cagliari. È una festa immensa, barocca e commovente, ma se non ami la folla oceanica o se hai già vissuto l’esperienza, l’isola offre alternative straordinarie proprio mentre la primavera tocca il suo picco massimo.

    Mentre migliaia di persone si accalcano lungo le strade della capitale, ecco tre itinerari alternativi per godersi il weekend del primo maggio tra miniere abbandonate, borghi colorati e foreste millenarie.


    1. Il Cammino delle Miniere: Iglesiente e Costa Verde

    Se cerchi panorami che sembrano usciti da un film di avventura, il sud-ovest è la tua meta. Qui il “lavoro” (tema del 1° maggio) si respira nella roccia delle vecchie miniere.

    • Cosa fare: Visita Porto Flavia, l’incredibile porto sospeso sulla scogliera davanti al Pan di Zucchero. È un capolavoro di ingegneria mineraria unico al mondo.
    • La passeggiata: Il sentiero costiero di Nebida (il Belvedere). È una camminata facile, adatta a tutti, che offre una vista mozzafiato sui faraglioni.
    • Il tocco selvaggio: Spingiti fino a Piscinas. Le dune di sabbia dorata più alte d’Europa in questo periodo sono punteggiate di gigli bianchi e il caldo è ancora sopportabile per una lunga camminata sulla sabbia.

    2. Lo Spirito della Barbagia: Orgosolo e il Supramonte

    Mentre a Cagliari sfilano le traccas, nel cuore dell’isola si cammina nel silenzio dei boschi di leccio. Il 1° maggio in Barbagia è sinonimo di ospitalità e tradizioni arcaiche.

    • Cosa fare: Un tour dei murales di Orgosolo. Non sono solo dipinti, sono cronache di lotta e vita quotidiana. Ogni muro racconta una storia che ti farà riflettere sul significato della libertà e del lavoro.
    • L’esperienza: Un pranzo con i pastori nella foresta di Montes. Molti agriturismi e guide locali organizzano pranzi all’aperto a base di porceddu e formaggi locali, un modo autentico per onorare la festa dei lavoratori.
    • Per i più attivi: Il trekking verso la dolina di Tiscali o la gola di Gorropu. Ad aprile/maggio il clima è perfetto per queste escursioni che in estate sarebbero proibitive per il caldo.

    3. Il Fiume e il Castello: Bosa e la Valle del Temo

    Se cerchi un’atmosfera romantica e ritmi lenti, la costa centro-occidentale è il rifugio perfetto.

    • Cosa fare: Perditi tra le case color pastello di Sa Costa, il quartiere medievale di Bosa. Sali fino al Castello di Malaspina per goderti la vista sul fiume Temo (l’unico navigabile della Sardegna).
    • L’itinerario panoramico: Prendi la litoranea Bosa-Alghero. Sono 35 km di curve a picco sul mare. Fermati in una delle piazzole di sosta: con un po’ di fortuna potrai avvistare il maestoso Grifone, l’avvoltoio che nidifica su queste scogliere.
    • A tavola: Assaggia la malvasia di Bosa in una delle cantine del centro storico, accompagnata da qualche dolce tipico alla mandorla.

    Consiglio da “local”: Se decidi di muoverti verso le zone costiere meno famose, porta con te un cestino da picnic. Il 1° maggio in Sardegna la vera tradizione non è il ristorante, ma il pranzo sull’erba (o sulla sabbia) con gli amici!

  • L’altra Sardegna: Trekking Invernali tra Cime Incantate e il Silenzio dei Monti

    L’altra Sardegna: Trekking Invernali tra Cime Incantate e il Silenzio dei Monti

    Quando si pensa alla Sardegna, la mente corre inevitabilmente a distese di mare cristallino, calette di granito rosa e profumo di macchia mediterranea. Ma esiste un’altra Sardegna, potente, silenziosa e sorprendente: quella delle montagne. Un’isola dentro l’isola, che d’inverno si veste di una bellezza austera e affascinante, dove l’aria è frizzante, i panorami sono sterminati e, sulle cime più alte, la neve disegna paesaggi alpini inattesi.

    L’inverno non è la stagione del “non mare”. È la stagione perfetta per scoprire l’ossatura granitica e calcarea della Sardegna, con trekking che regalano emozioni uniche, lontani dalla folla, in un silenzio rotto solo dal vento e dallo scricchiolio dei passi sul terreno ghiacciato.

    Perché Fare Trekking in Sardegna d’Inverno?

    • La Luce: Le giornate corte sono compensate da una luce bassa, radente, che colora le rocce e le valli di toni caldi, dorati e drammatici, ideale per la fotografia.
    • I Colori: La macchia mediterranea si fa più scura, i verdi sono intensi, i cieli sono di un blu profondo o carichi di nuvole teatrali. È una tavolozza completamente diversa da quella estiva.
    • L’Assenza di Folla: Avrai sentieri, vette e rifugi quasi esclusivamente per te.
    • La Sfida e la Purificazione: Camminare nel freddo rigenera, stimola i sensi e regala una sensazione di conquista e purezza impareggiabile.

    Le Montagne da Conquistare: il Gennargentu e il Supramonte

    1. Il Tetto della Sardegna: il Massiccio del Gennargentu

    Qui si trovano le vette più alte dell’isola, dove la neve non è un’ipotesi, ma una certezza da dicembre a marzo. È la meta ideale per chi cerca l’esperienza “alpina”.

    • Punta La Marmora (1.834 m): La vetta più alta. La salita classica parte dal Passo di Correboi (circa 4-5 ore A/R). In inverno, il percorso può essere impegnativo per neve e ghiaccio, ma la vista sul mare da un lato e sulle montagne innevate dall’altro è mozzafiato.
    • Bruncu Spina (1.829 m):La regina del trekking invernale sardo. La sua cima è facilmente raggiungibile in circa 1,5-2 ore di cammino dal Passo di Correboi o dall’area di Arcu Gennargentu. È famosa per due motivi straordinari:
      1. Le sue piste da sci: Sì, in Sardegna si scia! L’impianto di Monte Spada è unico nel suo genere.
      2. La vista sulla “Pranedda”: La grande conca innevata sotto la cima, che d’inverno si trasforma in un anfiteatro di neve, offrendo un paesaggio da vero e proprio “piccolo Tibet” sardo. È il luogo simbolo per sperimentare la magia della neve in Sardegna.

    Avvertenza fondamentale per il Gennargentu: In inverno, condizioni meteo estreme e variabili sono la norma. Nebbia fitta, vento forte (maestrale) e ghiaccio possono rendere i sentieri pericolosi. ESCURSIONISMO ESPERTO E ATTREZZATURA ADEGUATA SONO OBBLIGATORI.

    2. Il Regno della Pietra: il Supramonte

    Meno soggetto a neve abbondante (se non in annate eccezionali), il Supramonte invernale offre un’esperienza diversa: la solennità del silenzio nelle sue gole e sugli altipiani deserti.

    • Tiscali: La discesa nella valle nascosta che custodisce i resti del villaggio nuragico è ancora più suggestiva con l’aria fredda e umida. La nebbia che sale dalla gola può creare atmosfere misteriose.
    • Su Gorropu, “Il Grand Canyon sardo”: L’accesso dal lato di Genna ‘e Silana (Sentiero Segnato 747) è un trekking di media difficoltà che, in inverno, evita il caldo torrido dell’estate. La vista sul canyon è sempre spettacolare, ma il vento può essere intenso.
    • Monte Corrasi (1.463 m): La vetta calcarea più alta del Supramonte, sopra Oliena. La salita è impegnativa ma ripaga con una vista a 360 gradi sulla Barbagia e, nelle giornate più limpide, fino al mare.

    Consigli Pratici per un Trekking Invernale Sicuro e Indimenticabile

    1. Attrezzatura NON Negozabile (il tuo migliore alleato):

    • Scarpe: Da trekking impermeabili e robuste, con suola scolpita e tenuta su fango/ghiaccio (es. Vibram).
    • Abbigliamento: A strati. Strato tecnico traspirante a contatto, pile intermedio, giacca impermeabile e antivento esterna. Guanti, cappello e buff sono essenziali.
    • Zaino: Con coprizaino per la pioggia/neve.
    • Accessori Fondamentali: Bastoncini telescopici (aiutano su terreni scivolosi), frontale (le giornate sono corte), borraccia termica.
    • Per le Cime (Gennargentu): Ramponi leggeri e piccozza possono diventare necessari. Valuta SEMPRE con guide locali.

    2. Pianificazione e Informazioni:

    • Controlla il Meteo: Fonte primaria. Siti come MeteoGennargentu sono specializzati. Annulla se le previsioni sono avverse.
    • Scegli Percorsi Adatti: In inverno, meglio optare per sentieri medi e noti, evitando vie ferrate o passaggi esposti se non esperti e attrezzati.
    • Partenza Presto: Sfrutta al massimo le ore di luce.
    • Avvisa Qualcuno: Comunica sempre itinerario e orario previsto di rientro.

    3. Esperienza o Guida?
    Se non sei un escursionista esperto in ambiente invernale montano, affidati a una guida ambientale escursionistica locale. Conoscono il territorio, i pericoli nascosti (come lastroni di ghiaccio) e ti regaleranno storie e approfondimenti sulla natura e la cultura del luogo. È un investimento per la sicurezza e per la qualità dell’esperienza.

    Il Mare dei Sardi? È Dentro. Fare trekking in Sardegna d’inverno non significa rinunciare al mare, ma scoprire che il suo cuore batte anche in alto, tra le rocce che ne disegnano il profilo. È un’esperienza che restituisce un’immagine completa, potente e autentica di un’isola che non smette mai di sorprendere.

    Pronto a indossare gli scarponi e a scoprire la Sardegna che non ti aspetti? Raccontaci se hai mai camminato sulle montagne sarde o chiedici consigli per il tuo primo trekking invernale!

  • Sardegna d’Autunno: Scopri il fascino quieto e i sapori intensi dell’Isola

    Sardegna d’Autunno: Scopri il fascino quieto e i sapori intensi dell’Isola

    Quando si pensa alla Sardegna, la mente corre subito all’estate: mari cristallini, spiagge bianche e vita mondana. Ma c’è un segreto ben custodito che i viaggiatori più furbi conoscono: l’autunno è forse la stagione migliore per visitare l’isola.

    Con l’estate che allenta il suo abbraccio caldo, la Sardegna si svela in una vesta nuova. I colori esplodono nelle campagne, l’aria si fa frizzante, i profumi di terra bagnata e macchia mediterranea si intensificano e un’atmosfera autentica e tranquilla avvolge ogni angolo. Se stai cercando un’esperienza lontana dalla folla, intima e ricca di scoperte, ecco la tua guida su cosa fare in Sardegna in autunno.

    1. Trekking e Natura in Festa

    L’autunno dipinge la Sardegna con una palette di colori mozzafiato. I boschi si infiammano di rosso, giallo e arancione, rendendo le escursioni un vero piacere per i sensi.

    • Il Supramonte di Orgosolo: Esplorare i sentieri del Supramonte in questa stagione è un’esperienza indimenticabile. L’aria è fresca, perfetta per camminate rigeneranti verso Gola Su Gorropu, il “Grand Canyon” d’Europa, o verso la spettacolare Valle di Lanaittu.
    • Foresta di Montes: In provincia di Nuoro, questo polmone verde è ideale per passeggiate tra lecci secolari, sorgenti naturali e una fauna che in questo periodo è particolarmente attiva.
    • La Barbagia e l’Inneresu: Addentrarsi nell’entroterra barbaricino significa scoprire un’antica Sardegna, fatta di paesi arroccati, tradizioni antiche e una natura selvaggia che in autunno mostra il suo lato più romantico.

    2. Terme e Benessere Naturale

    Con l’abbassarsi delle temperature, cosa c’è di meglio di un bordo rilassante in acque calde e benefiche? La Sardegna è ricca di terme naturali, spesso in contesti paesaggistici unici.

    • Le Terme di Fordongianus: Vicino a Oristano, queste antiche terme romane sfruttano le calde acque del fiume Tirso. Un tuffo nella storia e nel benessere, perfetto per una giornata fresca.
    • Le Piscine Naturali di Casteldoria: Nel nord Sardegna, in provincia di Sassari, le cascate termali di Casteldoria creano piscine naturali di acqua calda (circa 38°C) circondate dalla vegetazione, uno spettacolo della natura.

    3. Sapori d’Autunno: un Trionfo per il Palato

    La gastronomia sarda raggiunge il suo apice in autunno. È la stagione della raccolta, della vendemmia e dei frutti della terra più intensi.

    • Funghi e Tartufi: I boschi della Sardegna sono ricchissimi di funghi pregiati e tartufi. Assaggiali in un risotto cremoso o in un sugo per pasta fatta in casa in un agriturismo di montagna.
    • La Vendemmia: Partecipa alla raccolta delle uve nel Cannonau di Jerzu o nel Vermentino di Gallura. Molte cantine organizzano degustazioni e eventi per vivere in prima persona la magia della trasformazione dell’uva in vino.
    • Castagne e Sapa: Nelle zone del Gennargentu e della Barbagia si celebrano le castagne con sagre e feste (come “Sagra delle Castagne” a Aritzo). Assaggia i dolci tipici, le “pardulas” ripiene di ricotta e zafferano, e la “sapa”, un mosto cotto denso e dolcissimo.
    • I Vini Novelli: Novembre è il mese del vino novello. Fai un giro tra le cantine per assaggiare la prima espressione del vino della nuova annata.

    4. Eventi e Tradizioni che Scaldano il Cuore

    L’autunno in Sardegna è un calendario fitto di eventi che affondano le radici nella notte dei tempi.

    • Autunno in Barbagia (o “Cortes Apertas”): Forse l’evento più iconico della stagione. Da settembre a dicembre, i piccoli paesi della Barbagia aprono le loro corti (“cortes”), i cortili interni delle case, trasformandosi in un museo diffuso. Qui puoi assistere ad antichi mestieri, degustare prodotti tipici e respirare la vera anima di queste comunità.
    • La Sagra del Redentore (Nuoro, ultima domenica di agosto): Sebbene tecnicamente a fine estate, segna idealmente l’inizio del periodo delle feste autunnali ed è la festa folkloristica più importante dell’isola, con costumi, canti e gruppi provenienti da tutta la Sardegna.

    5. Il Mare… Sì, anche in Autunno!

    Non sottovalutare il mare sardo in settembre e ottobre. Le giornate sono spesso ancora soleggiate e le temperature dell’acqua rimangono miti a lungo. È il momento perfetto per:

    • Visitare le spiagge iconiche (Cala Mariolu, Cala Goloritzé, La Pelosa) senza la calca estiva.
    • Fare snorkeling e immersioni in un mare ancora calmo e cristallino.
    • Lunghe passeggiate sul bagnasciuga in solitudine, ascoltando solo il suono delle onde.

    Perché Scegliere l’Autunno in Sardegna?

    • Clima perfetto: Non fa più il caldo afoso di agosto, ma è ancora piacevole per ogni attività.
    • Prezzi vantaggiosi: Voli e alloggi hanno costi notevolmente più bassi rispetto all’alta stagione.
    • Nessuna folla: Puoi goderti i luoghi più belli in pace e tranquillità.
    • Autenticità: È la stagione in cui vivi il ritmo vero della Sardegna, i suoi sapori più genuini e le sue tradizioni più profonde.

    Insomma, se vuoi scoprire l’anima più vera e profonda di questa isola straordinaria, l’autunno è il tuo momento. Vieni a vivere la magia quieta della Sardegna, ti conquisterà.

  • Sardegna per gli amanti della natura: un itinerario tra mare, montagna e paesaggi selvaggi

    Sardegna per gli amanti della natura: un itinerario tra mare, montagna e paesaggi selvaggi

    La Sardegna è un paradiso per chi cerca avventure nella natura: spiagge da sogno, montagne selvagge, canyon nascosti e foreste millenarie. Questo itinerario di 7 giorni è pensato per chi vuole esplorare l’isola lontano dalle rotte turistiche, immergendosi in paesaggi mozzafiato.

    Giorno 1: Il Supramonte e la Grotta di Su Marmuri

    📍 Tappa: Oliena – Baunei
    🚗 Spostamento: Auto (1h30 da Oliena a Baunei)

    • Mattina: Trekking nel Supramonte, tra i sentieri che portano alla Valle di Lanaittu o alla Cala di Luna (partendo da Pedra Longa).
    • Pomeriggio: Visita alla Grotta di Su Marmuri, una delle più grandi d’Europa, con stalattiti e laghetti sotterranei.
    • Dove dormire: Agriturismo in zona Baunei o Santa Maria Navarrese.

    Giorno 2: Il Golfo di Orosei e Cala Goloritzé

    📍 Tappa: Golfo di Orosei
    🚤 Spostamento: Escursione in barca o trekking

    • Escursione in barca alle cale più belle: Cala Mariolu, Cala Sisine, Cala Goloritzé (accessibile anche con un trekking impegnativo).
    • Snorkeling nelle acque cristalline, tra pesci colorati e grotte marine.
    • Alternative: Se preferisci la terraferma, esplora la Selvaggio Blu, un sentiero panoramico lungo la costa.

    Giorno 3: Il Gennargentu e il Trenino Verde

    📍 Tappa: Monte Gennargentu
    🚂 Spostamento: Trenino Verde da Mandas ad Arbatax

    • Escursione nel Parco Nazionale del Gennargentu, con vette come Punta La Marmora (la più alta della Sardegna).
    • Pranzo tipico in un rifugio con porceddu e pane carasau.
    • Pomeriggio: Viaggio panoramico sul Trenino Verde, tra paesaggi montani e vecchie ferrovie.

    Giorno 4: Le Dune di Piscinas e la Costa Verde

    📍 Tappa: Costa Verde (Arbus)
    🚗 Spostamento: 2h da Oristano

    • Esplorazione delle dune di Piscinas, tra le più alte d’Europa, in un’atmosfera quasi desertica.
    • Trekking lungo la costa selvaggia, con soste nelle spiagge deserte come Scivu e Portu Maga.
    • Notte in un eco-lodge o B&B nella zona mineraria di Ingurtosu.

    Giorno 5: L’Oasi di Seu e il Canyon di Su Gorropu

    📍 Tappa: Seui – Gorropu
    🚗 Spostamento: 1h30 da Seui al canyon

    • Mattina: Escursione nel Canyon di Su Gorropu, il “Grand Canyon sardo”, con pareti alte fino a 500 metri.
    • Pomeriggio: Relax nell’Oasi di Seu, un bosco incontaminato con cascatelle e piscine naturali.

    Giorno 6: L’Arcipelago della Maddalena e Caprera

    📍 Tappa: Palau – La Maddalena
    ⛴️ Spostamento: Traghetto (20 min)

    • Giro in barca tra le isole dell’arcipelago, con soste a Spiaggia Rosa (Budelli) e Cala Coticcio (Caprera).
    • Trekking a Caprera, nel Parco Nazionale, fino al Monte Tejalone per una vista panoramica.

    Giorno 7: Le Saline di Molentargius e la Laguna di Nora

    📍 Tappa: Cagliari – Nora
    🚗 Spostamento: 40 min da Cagliari

    • Mattina: Birdwatching nelle Saline di Molentargius, tra fenicotteri rosa e cavalieri d’Italia.
    • Pomeriggio: Snorkeling nella Laguna di Nora, tra antiche rovine romane e fondali ricchi di vita marina.

    Consigli per il viaggio

    ✔ Mezzo di trasporto: Auto indispensabile per spostarsi, ma alcune zone si raggiungono solo con escursioni organizzate.
    ✔ Quando andare: Primavera e autunno sono ideali per trekking; estate perfetta per il mare.
    ✔ Cosa portare: Scarpe da trekking, binocolo, maschera e pinne per lo snorkeling.

    Conclusione

    Questo itinerario regala una Sardegna autentica, fatta di natura selvaggia e paesaggi indimenticabili. Se ami l’avventura, questa è la tua isola!

    Hai mai visitato questi luoghi? Qual è il tuo angolo di natura preferito in Sardegna? 

  • Alla Scoperta della Sardegna di Fabrizio De André

    Alla Scoperta della Sardegna di Fabrizio De André

    La Sardegna non è solo una terra di mare cristallino, montagne selvagge e tradizioni antiche. Per molti, è anche il luogo che ha ispirato e accolto uno dei più grandi cantautori italiani: Fabrizio De André. Faber, come era affettuosamente chiamato, trovò nell’isola un rifugio, una musa e una seconda casa. Per i fan del poeta genovese, visitare la Sardegna significa immergersi in un viaggio emozionale, tra i luoghi che hanno segnato la sua vita e la sua musica.

    L’Agnata: Il Rifugio di Faber

    Uno dei luoghi più iconici legati a De André è senza dubbio L’Agnata, una tenuta immersa nel cuore della Gallura, vicino a Tempio Pausania. Acquistata nel 1975 insieme alla moglie Dori Ghezzi, L’Agnata divenne il rifugio ideale per Faber, lontano dal caos della città e immerso nella natura sarda. Qui, De André trovò l’ispirazione per alcune delle sue canzoni più celebri, come “Princessa” e “Hotel Supramonte”.

    Oggi, L’Agnata è una struttura ricettiva che accoglie visitatori da tutto il mondo. Passeggiare tra gli ulivi secolari, ammirare il panorama sulle colline galluresi e respirare l’atmosfera che tanto amava Faber è un’esperienza indimenticabile per ogni fan.

    Carloforte: Un Pezzo di Genova in Sardegna

    Un altro luogo che lega indissolubilmente De André alla Sardegna è Carloforte, sull’isola di San Pietro. Questo piccolo borgo affacciato sul mare ricorda da vicino la sua amata Genova, non solo per l’architettura, ma anche per la cultura e le tradizioni. Carloforte, infatti, fu fondata da coloni liguri nel Settecento, e ancora oggi si parla un dialetto ligure.

    De André amava trascorrere del tempo qui, dove poteva ritrovare un po’ della sua terra d’origine. Per i fan, visitare Carloforte significa scoprire un angolo di Sardegna che sembra sospeso nel tempo, con le sue case colorate, le botteghe di pescatori e il mare che regala tramonti mozzafiato.

    I Luoghi dell’Anima: Tempio Pausania e Dintorni

    Oltre a L’Agnata, Tempio Pausania è un altro luogo fondamentale per chi vuole ripercorrere le orme di Faber. Questo paese, con le sue strade in granito e l’atmosfera autentica, è il cuore della Gallura. Qui, De André si immerse nella cultura sarda, imparando a conoscere le tradizioni locali e stringendo amicizie con gli abitanti del posto.

    Nei dintorni di Tempio, vale la pena visitare i paesaggi che hanno ispirato le sue canzoni: le colline ricoperte di sugherete, i vigneti di Vermentino e le rocce granitiche che sembrano scolpite dal vento.

    Il Supramonte: Tra Musica e Natura Selvaggia

    Il Supramonte, con le sue montagne aspre e i suoi sentieri impervi, è un altro luogo simbolo per i fan di De André. Questa zona, citata nella canzone “Hotel Supramonte”, rappresenta la Sardegna più autentica e selvaggia. Per chi ama il trekking, un’escursione nel Supramonte è un’esperienza indimenticabile, tra grotte, canyon e panorami che tolgono il fiato.

    Un Viaggio Emozionale

    Visitare la Sardegna attraverso i luoghi di Fabrizio De André non è solo un viaggio geografico, ma anche un percorso emozionale. Ogni angolo dell’isola racconta una storia, un ricordo, un’ispirazione che ha contribuito a creare la musica immortale di Faber.

    Per chi vuole omaggiare il grande cantautore, un itinerario ideale potrebbe includere:

    • Una visita a L’Agnata, per respirare l’atmosfera che tanto amava.
    • Una tappa a Carloforte, per scoprire il legame tra la Sardegna e Genova.
    • Un’escursione nel Supramonte, per immergersi nella natura che ha ispirato le sue canzoni.
    • Una passeggiata per le vie di Tempio Pausania, per conoscere la Gallura che lo ha accolto e visitare la piazza a lui dedicata.

    La Sardegna di Fabrizio De André è un luogo dell’anima, dove musica, storia e paesaggio si fondono in un’armonia unica. Per i fan, è un pellegrinaggio irrinunciabile, un modo per avvicinarsi ancora di più all’uomo e all’artista che ha regalato al mondo parole e melodie indimenticabili.

    Buon viaggio, sulla strada di Faber.