Categoria: Attività

  • Oliena nel cuore di Autunno in Barbagia: tradizione, vino e ospitalità

    Oliena nel cuore di Autunno in Barbagia: tradizione, vino e ospitalità

    Ai piedi del maestoso Monte Corrasi, nel cuore della Barbagia, Oliena si prepara ad accogliere i visitatori per uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno sardo. Il 12 e 13 settembre 2026, il borgo della Bandiera Arancione apre le sue cortes – i caratteristici cortili delle case storiche – per celebrare la 25ª edizione di Autunno in Barbagia, un viaggio tra cultura, tradizioni e sapori antichi .

    Cosa vedere: tra natura, archeologia e artigianato

    Il centro storico e le cortes

    Il cuore pulsante della manifestazione saranno le vie del centro storico di Oliena, dove le antiche cortes si trasformeranno in vetrine dell’artigianato e dell’ospitalità locale . Durante il weekend, gli abitanti apriranno le porte delle loro case per mostrare le antiche lavorazioni artigianali: dalle cassepanche intagliate per la conservazione del pane carasau, ai preziosi ricami su scialli di seta, fino alla gioielleria in filigrana . Non mancheranno dimostrazioni dal vivo di queste antiche tecniche, che permetteranno ai visitatori di scoprire i segreti tramandati da generazioni .

    La Grotta Corbeddu e il Monte Corrasi

    A pochi passi dal paese, la valle di Lanaitto custodisce la Grotta Corbeddu, un sito archeologico di straordinaria importanza dove sono state rinvenute le prime testimonianze di vita umana in Sardegna, risalenti al Paleolitico Superiore . Per gli amanti della natura, le pendici del Monte Corrasi – la cima più alta del Supramonte – offrono percorsi trekking tra boschi di lecci e specie botaniche endemiche, dove è possibile avvistare mufloni, falchi e l’aquila reale . Un’escursione perfetta per godere delle temperature miti di settembre e della luce autunnale che rende magici questi paesaggi.

    Cosa gustare: un viaggio nei sapori della Barbagia

    Il vino degli dèi: il Nepente di Oliena

    Oliena è famosa in tutto il mondo per il suo Cannonau Nepente, il vino che conquistò Gabriele D’Annunzio, al punto da definirlo il “vino degli dèi” . Durante Autunno in Barbagia, le cantine del territorio apriranno le loro porte per degustazioni di etichette storiche e produzioni artigianali, dove il Cannonau si racconta in tutte le sue sfumature .

    La cucina olianese: sapori autentici

    La tradizione gastronomica di Oliena è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Tra i primi piatti da non perdere, i celebri “maharrones de busa”, pasta di semola lavorata a mano, e i “tundos”, accompagnati da “sa vrughe”, un latte quagliato freddo dal sapore deciso . Da assaggiare anche “sos angelottos”, ravioli ripieni di formaggio fresco .

    Tra i secondi, spiccano il porcetto, l’agnello e il capretto arrostiti nel camino con ceppi di legno e sementi odorosi che conferiscono alla carne un sapore unico . Per chi ama i salumi, la produzione locale offre salsicce, prosciutto, pancetta e “sa grandula” .

    I dolci: l’arte del miele e delle mandorle

    Miele e mandorle sono gli ingredienti protagonisti della pasticceria olianese. Imperdibili le seadas, fritte e ricoperte di miele, e le papassinas, ricche di mandorle, noci e uva passa, preparate per la festa dei Santi di novembre . Da assaggiare anche l’“aranzada”, filetti di buccia d’arancia canditi con miele e mandorle, e “sos amarettos”, soffici dolci dal gusto unico .

    Come arrivare

    In auto

    Da Nuoro (circa 20 km): Seguire le indicazioni per Oliena e Orgosolo percorrendo la Strada Provinciale 58, poi girare a sinistra sulla Strada Provinciale 22 .

    Da Olbia e Golfo Aranci: Percorrere la Strada Statale 131 d.c.n. fino all’uscita “Lula-Bitti-Dorgali”, poi la Strada Provinciale 38 in direzione Dorgali. All’incrocio con la SS 129, girare a destra in direzione Nuoro e, dopo alcuni km, girare a sinistra per Oliena .

    Da Sassari e Alghero (circa 116 km): Percorrere la SS 131 Carlo Felice in direzione Cagliari, poi prendere l’uscita “Nuoro-Macomer” e percorrere la SS 129. Seguire le indicazioni per Nuoro Superstrada-Olbia, poi la circonvallazione sud di Nuoro e le indicazioni per Oliena .

    Da Cagliari e Oristano (circa 120 km): Percorrere la SS 131 Carlo Felice in direzione Sassari fino all’uscita “Nuoro-Olbia”, poi proseguire sulla SS 131 d.c.n. .

    In autobus

    La linea ARST 520 Nuoro-Cala Gonone effettua fermate a Oliena . Da Nuoro, il viaggio dura circa 30-40 minuti. Per chi arriva da Sassari, sono disponibili autobus per Nuoro con coincidenze per Oliena .

    In aereo

    Gli aeroporti più vicini sono Elmas (Cagliari) e Fertilia (Alghero), da cui è possibile noleggiare un’auto per raggiungere Oliena in circa 2 ore e mezza .

    Oliena vi aspetta con le sue cortes aperte, i sapori antichi e l’ospitalità genuina della Barbagia. Un weekend da non perdere per scoprire l’anima più autentica della Sardegna.

  • La vendemmia: un rito antico tra tradizione e sapori

    La vendemmia: un rito antico tra tradizione e sapori

    C’è un momento, ogni anno, in cui la Sardegna si veste dei suoi colori più autentici. Accade a settembre, quando la luce si fa dorata e i filari si inchinano sotto il peso di grappoli maturi. La vendemmia – chiamata “sa binnenna” o “sa innenna” in sardo – è molto più di una semplice raccolta: è un rito antico che fonde lavoro, tradizione e comunità .

    In Sardegna, questo rituale ha radici profonde. Le prime tracce di viticoltura risalgono a oltre duemila anni fa, quando i Fenici introdussero le prime viti nell’isola . Da allora, generazioni di viticoltori hanno tramandato saperi e gesti, rendendo la vendemmia un momento di incontro tra passato e presente, tra fatica e festa.

    Il ciclo che si rinnova

    Sa Inenna inizia tra la fine di agosto e l’inizio di ottobre, a seconda delle varietà di uva e delle condizioni climatiche . Settembre, tuttavia, è il mese che inaugura questo momento magico: le viti traboccano di grappoli che pendono come gioielli dai tralci, pronti per essere raccolti .

    Il momento della vendemmia deve coincidere con la piena maturità delle uve, quando hanno raggiunto il giusto equilibrio tra componenti acide e zuccherine. Una raccolta prematura darebbe vini aspri; una tardiva, vini eccessivamente dolci. È il risultato di pazienza, impegno e profonda conoscenza della vigna .

    Il giorno della vendemmia

    Tradizionalmente, il giorno della vendemmia comincia presto, quando la luce è ancora morbida e l’aria porta con sé il profumo del mare . Le famiglie e le comunità si riuniscono nei vigneti al primo chiarore dell’alba, armate di cesoie e ceste .

    Come racconta un testimone di quel rito: “Lu suli appèna spuntàtu, nmezzu li filàra sta ammucciàtu. Li pàmpini chini chini d’acquazzìna, vàgnanu li robbi di prima matìna” (Il sole appena spuntato, in mezzo ai filari sta nascosto. I pampini pieni di rugiada bagnano i vestiti del primo mattino) .

    Uomini e donne, giovani e meno giovani, lavorano fianco a fianco. I trattori sono già accesi, pronti a essere caricati di uva. Le mani esperte afferrano il grappolo, le cesoie lo recidono con un taglio netto, e il frutto cade nei secchi di plastica . È una danza collettiva, in cui ogni movimento è calibrato, ogni gesto ripetuto con la sicurezza di chi sa esattamente cosa fare .

    Un momento di condivisione

    La vendemmia non è mai stata solo lavoro. Era – e rimane – un momento di convivialità, di festa. Durante la raccolta si stringevano rapporti sociali, si rinnovavano contratti di lavoro e si concludevano trattative economiche .

    Le comunità partecipavano con entusiasmo, e la fatica si mescolava al canto, ai balli e ai banchetti . Come scrive un testimone di quell’atmosfera: “Anchi si lu suli tuttu lu jòrnu pica ntesta, vinnignàri è sempri ‘na ranni festa” (Anche se il sole tutto il giorno picchia in testa, vendemmiare è sempre una grande festa) .

    La vendemmia, inoltre, era un’anticipazione delle altre feste autunnali. Una parte del mosto veniva messa da parte per ottenere la sapa, necessaria per preparare is pabassinos, i dolci tipici consumati tra ottobre e novembre, in occasione della Festa dei Defunti (is Animeddas.

    Dal grappolo al calice

    Una volta raccolta con cura, l’uva viene portata in cantina, dove inizia il processo di vinificazione: la trasformazione del mosto in vino . I grappoli vengono diraspati e delicatamente pigiati. Le fermentazioni sono seguite con rispetto, senza forzature, per preservare l’identità di ogni varietà e ogni parcella .

    In questo passaggio, il territorio si racconta nella sua forma più pura. In Sardegna, la vendemmia è il momento in cui l’impegno prende forma liquida, diventando espressione autentica del territorio . Ogni bottiglia porterà con sé il sapore del mare e il calore del sole sardo.

    La vendemmia oggi

    Oggi, in Sardegna, la vendemmia si vive in un’intrigante mescolanza di tradizione e innovazione. Come nell’antichità, i vitigni autoctoni come il Carignano e il Vermentino dimostrano una straordinaria adattabilità alle condizioni climatiche . Ma si affiancano anche nuove interpretazioni, come il Nepente di Oliena, un Cannonau che racconta la storia della Barbagia .

    La vendemmia è diventata anche un’occasione di enoturismo. Manifestazioni come “Cantine Aperte in Vendemmia” aprono le porte delle aziende ai visitatori, offrendo l’esperienza unica di partecipare alla raccolta, assistere alla pigiatura e degustare i vini appena prodotti . A Oliena, l’evento “Calici in Vendemmia” si inserisce nel circuito di Cortes Apertas di Autunno in Barbagia, offrendo l’assaggio dei vini locali in abbinamento ai formaggi del territorio .

    Anche i più piccoli possono vivere questa esperienza: laboratori come “La vendemmia dei bambini” permettono di raccogliere l’uva e pigiarla a piedi nudi come si faceva tanto tempo fa, trasmettendo alle nuove generazioni un patrimonio di saperi e sapori .

    La vendemmia in Sardegna è un viaggio nei sensi e nella memoria. È un rito che si rinnova ogni anno, un filo che lega il passato al presente, la terra al calice, il lavoro alla festa. Un momento per scoprire l’anima più autentica dell’isola, quella che si nasconde tra i filari e che si svela in ogni sorso di vino.

  • Un settembre di eventi: tra sagre, corse e festival

    Un settembre di eventi: tra sagre, corse e festival

    Settembre in Sardegna è un mese che non delude mai. Mentre il mare conserva ancora il calore dell’estate, l’isola si anima di un’altra energia: quella delle sagre, delle feste patronali e dei grandi eventi che colorano piazze e borghi. È il momento in cui la Sardegna si racconta attraverso i suoi riti più autentici, mescolando tradizione, musica, sport e sapori.

    Il grande ritorno: Autunno in Barbagia

    Se c’è un evento che incarna lo spirito di settembre in Sardegna, quello è Autunno in Barbagia. Quest’anno la manifestazione spegne ben 25 candeline e festeggia i 30 anni di Cortes Apertas, il format originario che aprì al pubblico le tradizionali cortes dei paesi barbaricini .

    Da settembre a dicembre, 31 comuni e 32 appuntamenti accoglieranno i visitatori tra le 450mila e le 500mila presenze stimate ogni anno . Ogni tappa è un’esperienza unica: a Oliena si degusta il pane carasau, a Sorgono il vino Mandrolisai, a Gavoi si ammirano i coltelli artigianali, a Tonara i dolci tipici . La novità del 2026? In ogni borgo saranno presenti dimostrazioni dal vivo delle lavorazioni artigianali e gazebo informativi dedicati al progetto Einstein Telescope .

    L’edizione di quest’anno porta il claim “Il gusto antico dell’ospitalità” e si terrà dal 5 settembre al 13 dicembre, attraversando 33 borghi in 32 comuni . Un’occasione imperdibile per immergersi nell’anima più autentica dell’isola.

    Oristano, un evento al giorno

    Nel centro-ovest della Sardegna, Settembre Oristanese trasforma la città e Torregrande in un palcoscenico a cielo aperto. Il calendario è fitto e variegato .

    Al Palasport di Sa Rodia il grande basket con Dinamo Sassari e Valtur Brindisi, mentre dal 10 al 13 settembre spazio a Sardegnacavalli e dal 24 al 27 alla Sardinia Gravel Race, gara ciclistica a tappe .

    Le tradizioni trovano spazio con la Festa del Rimedio, Santa Croce e Sant’Efisio, la serata folk con i Tenores di Neoneli e il Memorial Enrico Fiori del 19 settembre in piazza Eleonora, dedicato ai balli e alla musica tradizionale . Non mancano libri, teatro e arte contemporanea, con la rassegna “E ora… autori in biblioteca” e gli spettacoli del progetto europeo Island Connect II .

    Corse, devozione e feste patronali

    Settembre è anche il mese delle feste patronali, momenti in cui fede e comunità si intrecciano in riti antichi.

    Siurgus Donigala, nel Sud Sardegna, “Sa Festa” della patrona si svolge all’inizio di settembre. È scandita dal lancio di razzi che annunciano l’inizio delle celebrazioni, e per gli abitanti e gli emigrati di ritorno rappresenta un momento di ritrovo collettivo, una pausa dai lavori in campagna per onorare la Vergine in una lunga processione che unisce i territori della Trexenta .

    Ad Aritzo, in Barbagia, la festa in onore di San Basilio si tiene la prima domenica di settembre. È una ricorrenza che risale a oltre cento anni fa, quando i pastori, prima di intraprendere la transumanza verso il Campidano, si riunivano per celebrare il Santo. La processione coinvolge l’intero paese in costume tradizionale, seguita da “Su Pinnone”, l’albero della cuccagna, e da giochi popolari come la corsa dei sacchi .

    La celebre Corsa degli Scalzi di Cabras, dedicata a San Salvatore, è un evento di fede e tradizione che si ripete a settembre . Una corsa a piedi nudi che attraversa lo stagno per raggiungere la chiesetta di San Salvatore, un rito che unisce devozione e sacrificio.

    Artigianato e cultura

    Mogoro (Oristano), fino al 13 settembre, si tiene la 65esima edizione della Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna. Con il concept “Intrecci”, ispirato alla tradizione tessile del paese, la fiera riunisce 113 artigiani provenienti da tutta l’isola, rappresentativi di 13 comparti: ceramica, tessitura, oreficeria, legno, vetro, metalli, pelletteria, coltelleria e molto altro . Una vetrina straordinaria del saper fare sardo, capace di unire tradizione e design contemporaneo.

    Settembre in Sardegna è un mese che sa sorprendere. Dai borghi della Barbagia che aprono le loro cortes alle piazze di Oristano animate da concerti e sport, dalle corse devozionali ai banchetti delle sagre, l’isola offre un calendario ricchissimo di eventi. È il momento perfetto per scoprire una Sardegna autentica, fatta di comunità, tradizione e accoglienza.

  • La Corsa degli Scalzi di Cabras: fede, storia e sacrificio nel cuore del Sinis

    La Corsa degli Scalzi di Cabras: fede, storia e sacrificio nel cuore del Sinis

    C’è un momento in cui il tempo sembra fermarsi nel borgo di Cabras, sulla penisola del Sinis. È il primo fine settimana di settembre, quando la polvere dei sentieri si solleva sotto i piedi di centinaia di uomini che corrono scalzi in una processione antica di oltre quattro secoli La Corsa degli Scalzi è molto più di una tradizione: è un atto di fede collettivo, un rito che trasforma la fatica in devozione e la memoria in identità.

    Un racconto che affonda le radici nel 1619

    La leggenda narra di un’incursione saracena che minacciava il villaggio di San Salvatore di Sinis. Era il 1619, e i pirati barbareschi imperversavano lungo le coste della Sardegna . Per salvare il simulacro del Santo, gli abitanti escogitarono uno stratagemma ingegnoso: si legarono rami e frasche ai piedi nudi e si misero a correre sollevando un enorme polverone .

    I Saraceni, vedendo quel nuvolone di polvere, credettero di trovarsi di fronte a un esercito numeroso e si ritirarono . Il villaggio e la statua di San Salvatore furono salvi, e da allora quel voto viene rinnovato ogni anno . Alcune fonti collocano l’evento addirittura nel 1506, ma il dato certo è che questa tradizione si tramanda di generazione in generazione da oltre cinquecento anni .

    Il programma: due giorni di corsa e devozione

    La festa solenne si svolge il primo sabato e la prima domenica di settembre, ed è preceduta da nove giorni di funzioni religiose che iniziano il 25 agosto . Durante la novena, le donne di Cabras, scalze e in abito tradizionale, portano in processione il simulacro del Santo – affettuosamente chiamato Santu Srabadoeddu – fino al villaggio di San Salvatore, animando le antiche muristenes (piccole case di proprietà dei novenanti) .

    Il momento clou: il sabato all’alba

    Il sabato della festa solenne inizia presto. Alle 6 del mattino viene celebrata la messa nella chiesa di Santa Maria Assunta a Cabras . Subito dopo, intorno alle 7,30, centinaia di uomini e ragazzi – i curridoris – vestiti con il tradizionale saio bianco stretto ai fianchi da un cordone, iniziano la corsa verso il villaggio di San Salvatore .

    Il percorso è di circa 7-8 chilometri, tra asfalto e sentieri sterrati, polverosi e spesso disseminati di pietre . La statua del Santo, sistemata su una portantina, viene trasportata a spalle da gruppi di cinque corridori che si alternano ogni cento metri circa . L’arrivo al villaggio di San Salvatore è previsto intorno alle 8,30, accolto dagli applausi della folla .

    La domenica: il ritorno a Cabras

    La statua del Santo trascorre la notte nel villaggio. La domenica pomeriggio, al calare del sole, gli scalzi ripercorrono lo stesso tragitto per riportare il simulacro nella chiesa di Santa Maria Assunta a Cabras . Con questo secondo atto, la festa si conclude e il Santo rimane nel paese fino all’anno successivo . Le donne chiudono simbolicamente le celebrazioni il lunedì successivo .

    Come partecipare e assistere all’evento

    Se desideri vivere questa esperienza unica, ecco alcuni consigli utili:

    Dove si svolge: La Corsa degli Scalzi parte da Cabras, in provincia di Oristano, e si sviluppa lungo la strada che collega il paese al villaggio di San Salvatore di Sinis, nei pressi dell’antica città di Tharros .

    Come arrivare:

    • In auto: Da Oristano, percorri la SS 131 in direzione nord fino allo svincolo per Cabras, poi segui le indicazioni per il paese. Durante l’evento, la via Tharros viene chiusa al traffico a partire dalle 7 del mattino, quindi è consigliabile arrivare in anticipo .
    • In aereo: Gli aeroporti più vicini sono Elmas (Cagliari) e Fertilia (Alghero), da cui puoi noleggiare un’auto o prendere un bus per Oristano.

    Dove seguire la corsa: Per assistere alla partenza, posizionati lungo via Tharros, dove è presente una tribuna . Per chi non può essere presente, la corsa viene trasmessa in diretta su Videolina e Sardegna Uno, oltre che in streaming sulle pagine social del Comune di Cabras .

    Quando: L’edizione 2026 si terrà il 5 e 6 settembre .

    La Corsa degli Scalzi è un patrimonio di fede e identità che rende la Sardegna unica. Ogni passo, ogni abrasione sul piede, ogni nuvola di polvere è testimonianza di un legame profondo tra una comunità e il suo Santo, un rito che da cinquecento anni continua a correre, fedele al proprio voto

  • Il mare d’argento: perché settembre è il vero mese per la Sardegna

    Il mare d’argento: perché settembre è il vero mese per la Sardegna

    C’è un momento, ogni anno, in cui la Sardegna si svela davvero. Accade quando il turista di agosto ha ripiegato le sue tapparelle e le spiagge tornano a respirare. Settembre è il mese che trasforma l’isola in un gioiello prezioso e silenzioso, un “mare d’argento” dove il tempo sembra scorrere con più calma e dove ogni esperienza acquista un sapore più autentico.

    La Sardegna di settembre è fatta di luce diversa, di acque che sembrano più limpide e di un ritmo che si adatta a chi non cerca il brusio ma il senso profondo del viaggio. È il momento perfetto per godersi il meglio dell’isola senza le rinunce che la stagione estiva impone. Come ha sottolineato Lonely Planet, in questo periodo le spiagge si svuotano già dalla prima settimana del mese e i prezzi degli alloggi scendono mediamente del 30-40% rispetto al picco di agosto .

    Un mare che ancora accoglie

    La prima obiezione che viene in mente è: “Ma l’acqua sarà fredda?”. La risposta è un “no” convinto. Le temperature del mare in Sardegna a settembre si aggirano tra i 23 e i 25 gradi, e talvolta superano addirittura quelle di agosto nelle zone più riparate . Le acque della costa orientale, come quelle di Arbatax, possono raggiungere i 25.3°C, regalando bagni che sono ancora un vero abbraccio .

    Quest’acqua tiepida e cristallina si può finalmente godere senza la ressa. Le lunghe file per i parcheggi, gli ombrelloni così vicini da sfiorarsi, le attese interminabili per un gelato: tutto questo a settembre è un lontano ricordo. Come racconta un’analisi del settore, “le code e la folla sono lontani ricordi di qualche settimana prima” . Spiagge iconiche come Cala Goloritzé, che in estate è spesso a numero chiuso, a settembre si possono ammirare nella loro quiete selvaggia, magari dopo un trekking di un’ora e mezza dall’altopiano del Golgo con temperature finalmente sopportabili .

    Le spiagge che aspettano solo te

    Con la folla che si dirada, alcune spiagge diventano improvvisamente paradisi accessibili. Luoghi che durante l’estate sono un miraggio di bellezza e un incubo di organizzazione, a settembre si rivelano per quello che sono: piccoli angoli di paradiso.

    • Cala Luna e Cala Goloritzé (Golfo di Orosei): Le lunghe code estive per le imbarcazioni che partono da Cala Gonone sono sparite, ma i servizi funzionano ancora a pieno regime. Il mare è calmo e le scogliere del Golfo sono ideali da esplorare in kayak .
    • Is Piscinas (Costa Verde): Questa spiaggia dalle immense dune, che a luglio è già selvaggia, a settembre diventa una vera delizia per chi cerca l’isolamento. Le dune che sfiorano i 100 metri di altezza sembrano un deserto affacciato sul mare .
    • La Pelosa (Stintino): Il famoso sistema di prenotazione obbligatoria estivo viene meno dopo il picco stagionale, e si può tornare a visitare questa meraviglia senza pianificare con settimane di anticipo .
    • Villasimius e Chia (Sud Sardegna): Il sud dell’isola regge benissimo fino a ottobre. Le spiagge candide e il mare cristallino offrono una tranquillità che ad agosto sarebbe impensabile, con parcheggi disponibili e sabbia finalmente visibile .

    Un’isola a misura d’uomo

    Il fascino di settembre, però, non si esaurisce sulla battigia. Con il calo delle temperature che si attesta su valori miti durante il giorno (tra i 18 e i 24°C), si aprono le porte a tutta un’altra Sardegna: quella dell’entroterra .

    Settembre è il mese perfetto per intraprendere il Selvaggio Blu, uno dei percorsi di trekking più impegnativi e suggestivi d’Italia, che costeggia le scogliere del Golfo di Orosei, o per camminare tra i borghi della Gallura senza il sole rovente dell’estate . Anche i siti archeologici, come il complesso nuragico di Su Nuraxi a Barumini, diventano una visita piacevole, senza le code estive e con guide che hanno finalmente il tempo di raccontare la storia . Le serate, poi, regalano un clima freschino che invita a gustare un piatto di fregola con le vongole in una trattoria sul mare, godendosi un ritmo lento e genuino .

    La Sardegna che vale la pena vivere

    Scegliere la Sardegna a settembre è un atto di consapevolezza. È scegliere la qualità alla quantità, l’esperienza autentica alla cartolina affollata. È il mese in cui l’isola diventa tua, in cui puoi davvero sentire il profumo della macchia mediterranea, ascoltare il suono delle onde senza il sottofondo di migliaia di voci e guardare le stelle in uno dei cieli più bui d’Europa, dove la Via Lattea si vede ancora a occhio nudo . È il momento di scoprire perché settembre è, per chi la conosce, il vero volto della Sardegna. Quello che ti rimane dentro.

  • Sagra del Zichi a Bonorva 2026: un tuffo nei sapori autentici della Sardegna

    Sagra del Zichi a Bonorva 2026: un tuffo nei sapori autentici della Sardegna

    Nel cuore del Logudoro, il piccolo borgo di Bonorva si prepara ad accogliere la Sagra del Zichi, un evento che celebra uno dei pani più antichi e affascinanti della Sardegna. La manifestazione si terrà dall’8 al 10 agosto 2026 e promette tre giorni di gusto, cultura e tradizione .

    Cosa è lo Zichi?

    Lo Zichi è molto più di un semplice pane: è un simbolo identitario di Bonorva e un’eccellenza riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) . La sua storia affonda le radici in epoche antichissime, quando veniva preparato con un grano speciale, “su trigu biancu bonorvesu”, coltivato nella piana di Santa Lucia, un tempo considerata il granaio dell’intera isola .

    Le sue caratteristiche principali sono:

    • Forma: una spianata circolare, morbida o croccante a seconda della cottura .
    • Ingredienti: solo farina, acqua, sale e “su frammentarzu” (lievito madre) .
    • Preparazione: necessita di ben 17 fasi di lavorazione, tramandate di generazione in generazione .

    Lo Zichi nasce come “cibo povero”, ma oggi è diventato un ingrediente principe per piatti ricchi e innovativi . Si può gustare in vari modi:

    • Morbido: appena sfornato, con un filo d’olio .
    • “Pane a fittas”: cotto in acqua e sale e condito come una pasta, con sughi di carne, pesce o verdure .
    • “Su pane uddidu”: la versione più antica, tagliato a pezzi e cotto in un saporito brodo di pecora .

    Il programma della Sagra 2026

    Il programma dell’edizione 2026, in via di definizione, si preannuncia ricco e coinvolgente per tutta la famiglia.

    8 agosto 2026

    • Mattina: laboratori creativi per bambini e rassegna regionale del cane bassotto .
    • Serata: show cooking e degustazioni per le vie del centro storico, con musica e spettacoli dal vivo.

    9 agosto 2026

    • Ore 18.00: apertura della sagra con convegni sulla tradizione panificatoria e la cultura locale.
    • Ore 20.00: cena “Zichi in Villa”, un viaggio tra i sapori della cucina sarda, dall’antipasto al dolce .
    • Ore 22.00: concerto degli Istentales in Piazza Santa Maria, per un gran finale all’insegna della musica sarda contemporanea .

    Come raggiungere Bonorva

    Bonorva si trova nella provincia di Sassari, nel territorio del Meilogu, a circa 47 km da Sassari e 156 km da Cagliari .

    In auto

    Il mezzo più comodo è l’auto. Bonorva è facilmente raggiungibile dalla SS 131 Carlo Felice, che collega Cagliari a Sassari .

    Con i mezzi pubblici

    Per chi arriva con i mezzi pubblici, Bonorva è servita da autobus e treni :

    • Autobus: linee 1703, 702, 116-02, 544, 713 .
    • Treno: linea regionale REG (fermata Bonorva) .

    Le fermate principali sono a pochi minuti a piedi dal centro .

  • Jerzu Wine Festival 2026: il gusto del Cannonau tra tradizione e spettacolo

    Jerzu Wine Festival 2026: il gusto del Cannonau tra tradizione e spettacolo

    Nel cuore dell’Ogliastra, il borgo di Jerzu si prepara ad accogliere una delle manifestazioni enogastronomiche più attese dell’estate sarda. Il Jerzu Wine Festival si terrà nei primi giorni di agosto 2026, con la Sagra del Vino in programma per la prima domenica del mese , e rappresenta un appuntamento imperdibile per gli appassionati di vino e cultura sarda.

    La storia del Jerzu Wine Festival

    Il Jerzu Wine Festival è un evento che cresce di anno in anno, diventando un punto di riferimento per l’enoturismo in Sardegna. Organizzato dal comune di Jerzu, la manifestazione si articola in diverse giornate che celebrano il legame profondo tra il paese e la vite .

    “La manifestazione è caratterizzata da un’imponente sfilata folkloristica”  con gruppi provenienti da tutte le province sarde, che si esibiscono presso l’anfiteatro del paese.

    Tra le iniziative più suggestive, spicca “Calici di Stelle”, un evento delle Città del Vino che si sviluppa in un’atmosfera incantevole nelle antiche cantine del centro storico, dove i visitatori possono degustare vini pregiati accompagnati da prodotti tipici locali, con la colonna sonora di tenores e launeddas .

    Il paese di Jerzu

    Jerzu è un antico borgo dell’Ogliastra sud-occidentale, situato a 450 metri di altitudine nella vallata del rio Pardu . Il paese è incorniciato dagli altopiani calcarei dai “Tacchi”, formazioni rocciose dalle forme singolari che dominano il paesaggio .

    Con circa 3.000 abitanti , Jerzu si arrampica su vari livelli con ripide strade che conducono a scorci suggestivi. Il suo territorio è caratterizzato da vigneti che si estendono a perdita d’occhio, soprattutto nelle valli del Pardu, del rio Quirra e nella piana di Pelau, dove annualmente vengono prodotte centinaia di tonnellate di uva .

    La tradizione vitivinicola di Jerzu

    La coltivazione della vite e la vinificazione vantano in Sardegna una storia antichissima, che affonda le radici nell’età del bronzo e si sviluppa nei secoli grazie alle eccezionali caratteristiche ambientali e climatiche dell’isola .

    Jerzu è uno dei comuni più antichi d’Italia dove si coltiva la vite: il primo documento che parla della coltivazione di vigne a Jerzu risale al 1130 . Il testo, contenuto nelle “Carte volgari” conservate a Firenze, riporta che il “Giudice Soluni di Laconi ricevendo licenza dal suo Signore dona alla chiesa di Santa Maria servi e ancelle e vigne e terre possedute a Jerzu” .

    Nel 1839, il Dizionario geografico storico-statistico-commerciale del Casalis descriveva Jerzu come un paese dove si producono vini di ottima qualità, principalmente Cannonau e Vernaccia, con cui si realizzava un fiorente scambio commerciale con i Genovesi .

    Il vitigno più diffuso a Jerzu è il Cannonau, il vitigno autoctono sardo per antonomasia . L’area di Jerzu rappresenta la sottozona più importante del disciplinare di produzione e da sola produce oltre il 30% di tutto il Cannonau della Sardegna .

    Il momento di svolta per Jerzu è stato nel 1950, quando per volere del medico Josto Miglior viene fondata la Vitivinicola Sociale Jerzu, che oggi conta 430 soci e 500 ettari di vigneti coltivati . La cantina “Antichi Poderi Jerzu” è oggi un punto di riferimento per la produzione di Cannonau di qualità .

    Il programma del Jerzu Wine Festival 2026

    La manifestazione si articola in diverse iniziative, tra cui:

    • Sfilata folkloristica: un’imponente parata con gruppi folk provenienti da tutte le province sarde, che si esibiscono presso l’anfiteatro 
    • Sfilata di antichi carri: i carri usati per la vendemmia, addobbati a festa, sfilano per le vie del paese accompagnati da costumi tradizionali 
    • Degustazioni: di vino Cannonau e dei prodotti tipici locali come i culurgiones, le coccoi prenas, la coccoi de tamata e i dolci tradizionali 
    • Calici di Stelle: un evento serale dedicato alla degustazione dei vini più pregiati, distribuiti nei calici di vetro, accompagnato dalla musica dei tenores e delle launeddas 
    • Concerto finale: in Piazza Mereu e all’anfiteatro per chiudere la manifestazione 

    Come raggiungere Jerzu

    Jerzu si trova nella provincia di Nuoro (in Ogliastra), nel versante orientale della Sardegna.

    In auto

    • Da Cagliari: circa 130 km, percorrendo la SS 125 in direzione nord
    • Da Nuoro: circa 80 km, sempre sulla SS 389
    • Da Olbia: circa 170 km

    Coordinate GPS

    Per chi utilizza il navigatore, le coordinate del paese sono 39°47’30.98″ N – 09°31’1″ E .

    Cosa trovare al Jerzu Wine Festival

    Oltre alle degustazioni di Cannonau, il vino che ha reso Jerzu “Città del Vino” , i visitatori potranno assaporare le specialità della cucina tradizionale sarda:

    • Culurgiones: la pasta ripiena tipica dell’Ogliastra
    • Coccoi prenas: pane tradizionale sardo
    • Coccoi de tamata: pane condito con pomodoro
    • Dolci tipici: preparati secondo le ricette locali 

    Un’esperienza imperdibile per gli amanti del vino, della cultura e delle tradizioni sarde in uno dei borghi più affascinanti dell’isola.

    Calici di Stelle a Jerzu 2026: una notte tra vino, musica e tradizione

    Tra gli eventi più suggestivi del Jerzu Wine Festival, spicca “Calici di Stelle” , la manifestazione nazionale delle Città del Vino che a Jerzu si trasforma in un’esperienza unica. L’edizione 2026 si terrà il 10 agosto e trasformerà il borgo in un palcoscenico diffuso di sapori, suoni e magia .

    L’esperienza
    “Una notte. Sei cantine. Tutto Jerzu.” Questo il concept della serata: un percorso enogastronomico a tappe per le vie del centro storico, dove i partecipanti potranno degustare un pasto completo dall’antipasto al dolce, abbinato a sei diversi vini della Cantina Antichi Poderi di Jerzu . Il calice di vetro con portacalice è incluso e rimarrà come ricordo della serata .

    Il programma della serata

    • Ore 19:00 – Apertura delle cantinette e inizio del percorso enogastronomico (ordine libero)
    • Dalle 19:15 – Musica dal vivo e spettacoli itineranti per le vie del paese: live band, sax, organetto, DJ set, il Psicomagick Fireshow (spettacolo di fuoco) e la banda itinerante “Gli Sbandati di Aggius”
    • Ore 23:00 – DJ Corgiolu apre il gran finale in piazza
    • Ore 00:00 – DJ Sandro Murru special guest per chiudere la notte

    Le tappe del percorso
    Il menù completo prevede sei tappe con piatti della tradizione sarda: Antipasto SardoCocoi PrenaCulurgionesCarne ArrostoDolci e Frutta, con un calice di vino diverso a ogni tappa .

    Come partecipare e costo
    Il biglietto per il percorso enogastronomico costa 25 euro. Si consiglia vivamente l’acquisto online sul sito ufficiale https://www.calicidistellejerzu.it/ (disponibile fino al 9 agosto), per evitare le lunghe code che si formano la sera dell’evento al botteghino di Jerzu . I calici sono limitati e ogni anno si esauriscono.

    Per tutti, anche senza calice
    La musica, i concerti e gli spettacoli itineranti sono accessibili a tutti gratuitamente. Il calice dà accesso al percorso enogastronomico delle sei cantinette .

    Informazioni utili

    • Parcheggi: disponibili aree di sosta nelle vicinanze del centro; è attivo un servizio navetta da Genn’e Cresia e da Sant’Antonio
    • Ritiro calice: presso il Teatro Carlo Acutis (via Umberto 50, oratorio), con indicazioni inviate via email
    • Adatto a tutti: i minori possono partecipare godendo di musica e spettacoli
    • Info: scrivere a info@calicidistellejerzu.it
  • Rocce Rosse Blues 2026: musica, programma e grandi nomi a Lanusei

    Rocce Rosse Blues 2026: musica, programma e grandi nomi a Lanusei

    Il Rocce Rosse Blues Festival è molto più di una semplice rassegna musicale: è un pezzo di storia della Sardegna, un evento che da oltre trent’anni porta nell’isola alcune delle più grandi leggende della musica internazionale. La 36ª edizione, in programma fino al 19 settembre 2026, si prepara a scrivere un nuovo capitolo di questa straordinaria avventura .

    La storia del festival

    Nato nel 1992 a Tortolì per volontà del suo fondatore e patron Tito Loi, il festival ha preso il nome dalle celebri Rocce Rosse di Arbatax, uno degli scenari più suggestivi della costa ogliastrina . Quella prima edizione vide già sul palco leggende del calibro di B.B. King, segnando l’inizio di un’era .

    L’anno successivo, il 1993, fu la volta di Ike Turner, mentre nel 1995 il festival venne spostato nel piazzale delle Rocce Rosse, la sua sede storica . Il 1996 è ricordato come uno degli anni più memorabili, con il concerto di Zucchero Fornaciari il 27 luglio . Ma è l’estate del 1997 a entrare nella leggenda: dal 12 al 15 agosto si esibirono infatti David Bowie, BB King, James Brown e Marcus Miller feat Eric Clapton .

    Nel corso degli anni, il Rocce Rosse Blues ha continuato a stupire, portando in Sardegna artisti del calibro di Lou Reed, Patti Smith, Yes, Johnny Winter, Lucky Peterson, Sinéad O’Connor e Goran Bregovich . Nel 2004 il festival si è esteso anche a Santa Maria Navarrese e nel 2007 ha raggiunto l’Anfiteatro romano di Cagliari .

    Oggi, dopo aver attraversato diverse location tra Arbatax, Cardedu, Osini e Ulassai, il festival ha trovato a Lanusei, nel cuore dell’Ogliastra, la sua casa principale, continuando a spaziare tra blues, rock, jazz, cantautorato e world music .

    Il programma dei concerti di agosto

    Per chi arriva per Ferragosto, il festival riserva alcune delle sue serate più attese, tutte in programma nell’area spettacoli dell’Istituto Salesiani di Lanusei.

    Venerdì 8 agosto – La Pola

    La serata dell’8 agosto sarà protagonista La Pola, uno dei gruppi teatrali comici più celebri della Sardegna, che porterà sul palco le loro gag e i personaggi più amati dal pubblico.

    Sabato 9 agosto – Modena City Ramblers

    Domenica 9 agosto sarà la volta dei Modena City Ramblers, la storica band che da oltre trent’anni mescola folk, rock e musica d’autore, regalando concerti trascinanti che coinvolgono generazioni di appassionati .

    Mercoledì 13 agosto – Stazioni Lunari

    Il 13 agosto, il palco si aprirà a sonorità più eteree con Stazioni Lunari, un progetto musicale che esplora paesaggi onirici e suggestivi.

    Sabato 16 agosto – Dr. Feelgood / Nine Below Zero

    Il 16 agosto, il festival ospiterà una doppia serata di grande rock blues con i mitici Dr. Feelgood e i Nine Below Zero, due band storiche che hanno fatto la storia del rhythm and blues inglese, pronte a infiammare il pubblico con il loro sound grezzo e travolgente .

    Gli ultimi appuntamenti

    Il gran finale del Rocce Rosse Blues 2026 si articolerà in tre imperdibili serate:

    • 29 agosto: i Bandabardò con il loro rock alternativo e i testi poetici
    • 30 agostoThe Floyd Experience per un tributo fedele ai Pink Floyd
    • 19 settembre: i mitici Nomadi, la storica band italiana attiva da oltre cinquant’anni, chiuderanno la 36ª edizione con un concerto evento .

    Dove si svolgono i concerti e come arrivare

    Tutti i concerti si terranno a Lanusei, nell’area spettacoli dell’Istituto Salesiani, la location che ormai da anni ospita le serate principali del festival .

    In auto: Lanusei è facilmente raggiungibile tramite la SS 198, che collega il paese alla costa e alla SS 125 Orientale Sarda. Da Cagliari si percorre la SS 131 fino a Nuoro, poi si prosegue per la SS 389 e la SS 198. Da Olbia si segue la SS 131 e poi la SS 389.

    In autobus: Il paese è servito dalle linee di autobus dell’ARST che collegano Lanusei ai principali centri della provincia e a Cagliari.

    Biglietti e informazioni

    I biglietti per i concerti del Rocce Rosse Blues sono disponibili sul circuito BoxOffice Sardegna e sul sito ufficiale www.roccerosse.it.

    Per aggiornamenti e informazioni:

    • Sito ufficiale: www.roccerosse.it
    • Facebook: @RocceRosseB
    • Instagram: @roccerosseblues_festival

    Il festival è organizzato dall’associazione Rocce Rosse Blues con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Lanusei, confermandosi un appuntamento imperdibile per chi ama la grande musica dal vivo in uno scenario unico.

  • Sagra delle Lorighittas a Morgongiori 2026: programma e informazioni utili

    Sagra delle Lorighittas a Morgongiori 2026: programma e informazioni utili

    Il piccolo borgo di Morgongiori, ai piedi del Monte Arci, si prepara a celebrare la sua pasta più famosa. La Sagra delle Lorighittas, giunta alla sua trentesima edizione, si terrà il 1 e 2 agosto 2026 e promette due giorni di gusto, tradizione e grandi eventi musicali .

    Cosa sono le Lorighittas?

    Le Lorighittas sono molto più di una semplice pasta: sono un simbolo identitario per Morgongiori e un’eccellenza riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) .

    La loro origine è antichissima e il nome deriva dalla parola sarda loriga, che significa “anello” o “orecchino”, a cui la loro forma somiglia . Si preparano esclusivamente a mano con soli tre ingredienti: semola di grano duro, acqua e sale .

    La loro particolarità è la lavorazione: un filo di pasta viene attorcigliato e intrecciato tra le dita fino a creare una treccina chiusa ad anello . Questa tecnica, tramandata di generazione in generazione, richiede una pazienza e un’abilità uniche. Per realizzare un chilo di Lorighittas, una persona può impiegare dalle 3 alle 5 ore Nessuna macchina è in grado di replicare questo processo artigianale .

    Tradizionalmente, le Lorighittas venivano preparate per la festa di Ognissanti e condite con un ricco sugo di gallo ruspante e pomodoro, arricchito talvolta con maiale o cinghiale . Oggi, la loro forma rugosa le rende perfette per trattenere qualsiasi condimento, e vengono proposte in versioni più contemporanee, ma il legame con la ricetta classica rimane fortissimo .

    Il programma della Sagra 2026

    Per celebrare i 30 anni della manifestazione, l’edizione 2026 si preannuncia speciale con un programma che unisce la tradizione enogastronomica a due serate di musica di alto profilo .

    Il programma, in via di definizione, prevede:

    1 agosto 2026

    • Degustazioni delle Lorighittas e dei sapori della tradizione sarda .
    • Serata musicale al campo sportivo con il concerto di Benji e Fede .

    2 agosto 2026

    • Degustazioni delle Lorighittas e dei prodotti tipici locali .
    • Serata musicale in una cornice d’eccezione, il sito archeologico del paese, con l’esibizione dei mitici Matia Bazar .

    L’evento è promosso dal Comune di Morgongiori con il contributo dell’Assessorato regionale del Turismo e rappresenta un appuntamento imperdibile per chi visita la Sardegna in agosto .

    Posizione e come arrivare

    Morgongiori si trova nella provincia di Oristano, nella regione storica della Marmilla, ai piedi del Monte Arci . Il comune dista circa 25 km da Oristano e 70 km da Cagliari . L’altitudine è di 351 metri sul livello del mare .

    In auto

    Il mezzo più consigliato per raggiungere Morgongiori è l’auto. Il paese è facilmente raggiungibile dalla SS 131 (Carlo Felice). Da lì, si prosegue per le strade provinciali che conducono all’interno della Marmilla.

    Con i mezzi pubblici

    Per chi arriva con i mezzi pubblici, Morgongiori è servito da alcune linee di autobus che lo collegano ai principali centri .

    • Da Oristano: è disponibile la linea di autobus 405 .
    • Da Cagliari: si può prendere la linea di autobus 122 .
    • Da Ales: è attiva la linea 416 .

    Servizio navetta per la Sagra

    Per la Sagra, l’organizzazione mette a disposizione un servizio navetta gratuito per facilitare l’accesso al centro storico. Come nelle scorse edizioni, il servizio è attivo a partire dalle 18:00 dai parcheggi del paese di Siris . Considerando il successo delle scorse edizioni, il consiglio è di raggiungere Siris in auto e lasciarla lì per usufruire della navetta.

  • Dromos Festival 2026: la musica diffusa tra Oristano e la provincia

    Dromos Festival 2026: la musica diffusa tra Oristano e la provincia

    La ventottesima edizione del Dromos Festival si prepara a trasformare Oristano e undici comuni limitrofi in un palcoscenico diffuso dal 18 luglio al 16 agosto 2026 . Il tema scelto per quest’anno è “Dromos Secrets”, un filo conduttore che attraversa un cartellone ricco di concerti, cinema e formazione .

    Cos’è il Dromos Festival

    Nato nel 1999, il Dromos Festival è un evento internazionale di musica e arti performative che valorizza piazze storiche, siti archeologici e paesaggi naturali della Sardegna . La rassegna propone una programmazione eclettica che spazia dal jazz alla world music, dal soul all’elettronica, ospitando artisti di rilievo nazionale e internazionale .

    L’edizione 2026 coinvolge le località di Baratili San Pietro, Cabras, Fordongianus, Masullas, Milis, Mogoro, Neoneli, Nureci, Pompu, Riola Sardo e Tadasuni , con la novità di un numero ancora maggiore di comuni rispetto al passato.

    Il programma dei concerti

    La residenza artistica di Michael League (22-24 luglio)

    Uno degli eventi più attesi è stata la “carta bianca” di Michael League, fondatore degli Snarky Puppy, polistrumentista e produttore dalla visione cosmopolita . Una residenza artistica in tre tappe che intreccia musica, territorio e artigianalità :

    • 22 luglio – Nuraghe Cuccurada (Mogoro) – Michael League in duo con Becca Stevens, voce raffinata nominata due volte ai Grammy 
    • 23 luglio – Cantina Contini (Cabras) – Michael League con Bill Laurance, pianista e cofondatore degli Snarky Puppy 
    • 24 luglio – Cantina Silvio Carta (Baratili San Pietro) – Michael League in trio con Antonio Sánchez (batterista vincitore di 4 Grammy) e Shai Maestro (pianista) 

    I grandi nomi del cartellone

    A Oristano:

    • 30 luglio – Museo Diocesano Arborense: L’Antidote con Bijan Chemirani, Rami Khalifé e Redi Hasa 
    • 2 agosto – Piazza Duomo: Cory Henry con The Funk Apostles 

    Al Teatro di Tharros (Cabras):

    • 27-29 luglio – Tre serate consecutive con Cristiano De André, Carmen Consoli e Stefano Bollani

    Nel territorio:

    • 6 agosto – Riola Sardo (azienda Sa Marigosa): Tosca con il “conversaconcerto” “Le feminæ si fanno aspettare”, preceduta dal trio di Mauro Palmas 
    • 8 agosto – Masullas: Simona Molinari con Raphael Gualazzi 
    • 9 agosto – Masullas: Rokia Traoré, voce della scena africana contemporanea 
    • 10 agosto – Masullas (Giardino Botanico del Monte Arci): Rancore presenta “Tarek da colorare” 
    • 11 agosto – Neoneli: Mario Biondi 
    • 12 agosto – Fordongianus (Antiche Terme Romane): Brian Jackson (leggenda del jazz, collaboratore di Gil Scott-Heron) + dj set di ArpXP 
    • 13 agosto – Milis (Anfiteatro Palazzo Boyl): Sarah Jane Morris con Solis String Quartet in “Forever Young” (tributo a Janis Joplin, Jimi Hendrix, Amy Winehouse) 
    • 14 agosto – Nureci: Treves Blues Band con Paolo Bonfanti e Maurizio Gnola per l’Italian Blues Night 
    • 16 agosto – Cabras (Arena Stagno): Subsonica per il gran finale 

    Cinema e formazione

    Il festival dialoga anche con il cinema attraverso la rassegna “Secrets and Visions” nel Giardino del Centro Servizi Culturali UNLA a Oristano :

    • 21 luglio – “L’Orchestra Stonata” di Emmanuel Courcol
    • 24 luglio – “Philomena” di Stephen Frears

    Il 3 agosto, la Pinacoteca Carlo Contini di Oristano ospita una masterclass di chitarra contemporanea con il compositore Andrea Cutri (dalle 9 alle 13, costo 10 euro) .

    Come raggiungere i luoghi del festival

    In auto

    Oristano è facilmente raggiungibile tramite la SS 131 Carlo Felice che collega Cagliari a Sassari. Per i concerti nei vari comuni, si consiglia di utilizzare il navigatore o seguire le indicazioni stradali locali.

    Con i mezzi pubblici

    Oristano è servita dalla linea ferroviaria regionale REG . Le fermate degli autobus più vicine al centro sono :

    • Via Degli Artigiani 4 e 3D (a 3 minuti a piedi)
    • Via Campania 40 (5 minuti)
    • Via Cagliari 60 (7 minuti)

    Le linee di autobus che collegano Oristano ai comuni limitrofi includono le linee 418, 419, 420, 421, 422, 425, 426, 427, 430, 703 e molte altre .

    Parcheggi

    Sono disponibili aree di sosta nelle vicinanze dei luoghi degli eventi, con parcheggi accessibili per sedie a rotelle .

    Biglietti e informazioni

    I biglietti per i concerti sono disponibili sul sito ufficiale dromosfestival.it e su Ticketmaster .

    Contatti utili:

    • Telefono: 0783 310 490 
    • WhatsApp: 334 802 2237 
    • Email: info@dromosfestival.it 
    • Sito web: dromosfestival.it 

    Il festival è realizzato con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione di Sardegna e numerosi sponsor del territorio .

    Per chi desidera un’esperienza completa, è disponibile l’iniziativa “Viaggio in Sardegna sulle note del Dromos Festival” in collaborazione con ViaggieMiraggi, con un tour di 9 giorni tra Penisola del Sinis e Marmilla .