Categoria: Attività

  • Cala Gonone Jazz 2026: 39 anni di musica tra mare, grotte e tradizione

    Cala Gonone Jazz 2026: 39 anni di musica tra mare, grotte e tradizione

    C’è un luogo, sulla costa orientale della Sardegna, dove il jazz incontra il mare e la tradizione si fonde con la sperimentazione. È Cala Gonone, il borgo marittimo di Dorgali che dal 1988 ospita uno dei festival più longevi e identitari dell’isola . La 39ª edizione del Cala Gonone Jazz Festival, organizzata dall’associazione culturale L’Intermezzo, si terrà dal 9 luglio al 1 agosto 2026, distribuendo i suoi concerti in tre weekend imperdibili .

    Un festival nato quasi 40 anni fa

    L’avventura del Cala Gonone Jazz iniziò nel 1988, quando l’Associazione Culturale L’Intermezzo di Nuoro decise di portare il jazz in una delle coste più selvagge della Sardegna . Da allora, il festival ha saputo rinnovarsi senza mai perdere la sua anima, alternando grandi nomi internazionali a progetti radicati nella tradizione musicale locale . È diventato un punto di riferimento non solo per gli appassionati di jazz, ma per tutti coloro che cercano un’esperienza culturale immersiva, capace di valorizzare il territorio e le sue bellezze naturali .

    Il programma 2026: nomi internazionali e radici sarde

    La 39ª edizione si articola in quattro giornate principali, distribuite tra le tre location simbolo del festival: le Grotte del Bue Marino, l’Acquario di Cala Gonone e il Teatro Comunale . Ecco il programma completo, escluso il prologo del 9 luglio .

    Venerdì 24 luglio – Tra Acquario e Teatro

    Il programma riprende venerdì 24 luglio, dividendosi tra due spazi differenti .

    All’Acquario (ore 19:00), Mauro Palmas e Giacomo Vardeu presenteranno “Sighida”, il loro primo album insieme: un dialogo tra mandola, liuto cantabile e organetto diatonico che tocca composizioni originali e brani della tradizione sarda, con ospiti come il Cuncordu e Tenore de Orosei .

    Al Teatro Comunale, la serata si apre con il bluesman Francesco Piu, seguito alle 22:00 da Gegè Telesforo, vocalist e polistrumentista foggiano tra i principali interpreti italiani del jazz vocale, in scena con il suo spettacolo “Jazz Radio” .

    Sabato 25 luglio – La giornata più intensa

    Sabato 25 luglio è il cuore pulsante del festival, con concerti distribuiti in tre momenti della giornata .

    Al mattino (imbarco ore 11:00), le Grotte del Bue Marino ospitano due concerti acustici in un’atmosfera unica :

    • Rachele Andrioli in solo con lo spettacolo “Leuca”, dove voce, tamburi a cornice, arpa, flauto armonico e loop station restituiscono il repertorio di confine del Salento .
    • Giacomo Vardeu in solo all’organetto diatonico .

    In serata (ore 19:00) si torna all’Acquario con Sandro Fresi e il progetto “Iskeliu”. Polistrumentista ed etnomusicologo, Fresi lavora da anni sulla strumentazione arcaica della civiltà agropastorale sarda .

    La serata si conclude al Teatro Comunale (ore 22:00) con due nomi di peso :

    • Freak Motel, noto progetto nu-jazz sardo.
    • Il pianista statunitense Joey Calderazzo, membro storico del quartetto di Branford Marsalis, che si esibisce con il suo trio .

    Venerdì 31 luglio – Omaggio a Luigi Lai

    Una serata speciale dedicata alla memoria e alla tradizione: venerdì 31 luglio il Teatro Comunale ospiterà dalle 21:00 la proiezione del film “Su Maistu – Vita di Luigi Lai maestro di Launeddas”, diretto da Gianfranco Cabiddu . Il documentario segue Lai, maestro delle launeddas e figura di riferimento per la musica sarda, dall’infanzia a San Vito fino ai palcoscenici internazionali, raccontando il suo percorso attraverso tradizione, jazz e sperimentazione contemporanea .

    Sabato 1 agosto – Gran finale

    Il sipario si chiude sabato 1 agosto con tre appuntamenti distribuiti tra le location simbolo .

    Alle Grotte del Bue Marino (imbarco ore 11:00) :

    • Lauryyn Trio – Lauryyn è il nome d’arte di Aurora De Gregorio, cantautrice pugliese il cui album d’esordio “Aritmia” (2025) è stato selezionato tra i finalisti delle Targhe Tenco nella categoria Migliore opera prima .
    • Mario Ganau .

    All’Acquario (ore 19:00) :

    • Orlando Mascia e Luca Schirru in un concerto per organetto e launeddas, un dialogo tra le sonorità arcaiche dell’isola .

    Al Teatro Comunale (ore 22:00) il concerto di chiusura di Frida Bollani Magoni, pianista e cantante con un repertorio che attraversa jazz, pop e cantautorato .

    Location da sogno

    Il Cala Gonone Jazz Festival è un’esperienza che va oltre la musica, grazie a scenari unici al mondo .

    • Le Grotte del Bue Marino offrono un’acustica naturale straordinaria, dove i concerti mattutini si svolgono in un’atmosfera quasi mistica, con le pareti di roccia che amplificano e impreziosiscono i suoni .
    • L’Acquario di Cala Gonone, affacciato sul mare cristallino del Golfo di Orosei, ospita i concerti serali al tramonto . Il 24 e 25 luglio e il 1 agosto, il Parco Acquario sarà animato anche da degustazioni e dalla mostra fotografica “No flash please” di Giulio Capobianco, che racconta la storia del festival .
    • Il Teatro Comunale completa il trittico, accogliendo i concerti serali più importanti .

    Come arrivare a Cala Gonone

    Cala Gonone è una frazione del comune di Dorgali, sulla costa orientale della Sardegna .

    In auto da Nuoro: Il percorso più diretto è la SS 129 in direzione di Dorgali, poi proseguire per la SP 38 fino a Cala Gonone. Il viaggio dura circa 40-45 minuti.

    In auto da Olbia: Prendere la SS 131 in direzione di Nuoro, uscire a Siniscola e proseguire per la SS 125 in direzione di Dorgali. Il viaggio dura circa 1 ora e 15 minuti.

    In aereo: Gli aeroporti più vicini sono Olbia-Costa Smeralda (circa 100 km) e Cagliari-Elmas (circa 150 km). Da entrambi è possibile noleggiare un’auto o utilizzare i servizi di trasporto pubblico.

    Il Cala Gonone Jazz Festival è un appuntamento imperdibile per chi ama il jazz, ma anche per chi desidera scoprire la Sardegna più autentica, dove musica, natura e tradizione si incontrano in un abbraccio suggestivo .

  • Rocce Rosse Blues 2026: 35 anni di musica tra le porfiritiche scogliere dell’Ogliastra

    Rocce Rosse Blues 2026: 35 anni di musica tra le porfiritiche scogliere dell’Ogliastra

    C’è un luogo, sulla costa orientale della Sardegna, dove la natura ha scolpito un anfiteatro di porfido rosso che si tuffa nel mare turchese. È Arbatax, il borgo marittimo di Tortolì che dal 1992 ospita uno dei festival musicali più longevi e affascinanti d’Italia: il Rocce Rosse Blues . L’edizione 2026, che celebra i 35 anni della manifestazione , si terrà a Lanusei nelle serate di Luglio e Agosto .

    Una storia nata per caso, diventata leggenda

    La prima edizione del Rocce Rosse Blues risale al 1992 a Tortolì, nell’Ogliastra . L’anno successivo, il festival si affermò già come evento di caratura internazionale, ospitando Ike Turner . Il 1995 segnò il trasferimento nella sua sede più iconica: il piazzale delle Rocce Rosse ad Arbatax . Fu qui che, il 27 luglio 1996, Zucchero Fornaciari tenne un concerto memorabile .

    Ma fu l’edizione del 1997 a scrivere le pagine più gloriose della storia del festival. Dal 11 al 15 agosto, la scogliera di Arbatax accolse un parterre che oggi sembra leggenda: David Bowie, B.B. King, Wilson Pickett, James Brown, Marcus Miller feat. Eric Clapton . Negli anni successivi, il palco del Rocce Rosse Blues ha ospitato vere e proprie icone della musica mondiale, da Johnny Winter a Lou Reed, da Patti Smith a Sinead O’Connor, da Yes a Goran Bregovic .

    Negli anni 2000, il festival si è ampliato, toccando anche altre location come Santa Maria Navarrese e l’Anfiteatro Romano di Cagliari, dove si esibirono Patti Smith e Lou Reed . Oggi, la 35ª edizione torna nel cuore dell’Ogliastra, a Lanusei, mantenendo vivo il legame con le proprie radici .

    Il Programma dell’edizione 2026

    La 36ª edizione del festival si prospetta ricca di emozioni, con un cartellone che attraversa generi e generazioni. Gli eventi sono previsti dal 5 luglio al 19 settembre 2026, toccando diverse località suggestive tra Lanusei e Santa Maria Navarrese.

    Tra i momenti più attesi di questa edizione:

    • Inaugurazione: Il 23 luglio, a Lanusei, il festival accenderà i riflettori con l’attesissimo live di Elio e le Storie Tese, che porteranno sul palco il loro coinvolgente “Tour à la carte”.
    • Grandi Ospiti: Il 25 luglio, sempre a Lanusei (Salesiani Don Bosco), sarà la volta dei Colosseum, la storica band progressive rock britannica, pronti a regalare una serata indimenticabile.

    📅 Il Calendario Completo degli Eventi (Luglio – Agosto – Settembre 2026)

    • 5 Luglio 2026I Patagarri (Santa Maria Navarrese)
      • Apertura del festival sulla costa con le travolgenti sonorità jazz, swing e manouche.
    • 23 Luglio 2026Elio e le Storie Tese (Lanusei)
      • Il debutto della sessione di Lanusei con l’imperdibile “Tour à la carte”.
    • 24 Luglio 2026Kevin “Sonny” Gullage and the Blues Groovers (Lanusei)
      • Il grande blues internazionale con il fenomenale pianista e cantante di New Orleans.
    • 25 Luglio 2026Colosseum (Lanusei)
      • Un pezzo di storia del progressive rock e blues britannico sul palco del festival.
    • 31 Luglio 2026Angelica Perra – Parole di Pietra (Lanusei)
      • Una serata suggestiva tra musica e narrazione.
    • 2 Agosto 2026Banditi e Campioni – Omaggio a Fabrizio De André e Francesco De Gregori (Lanusei)
      • Un emozionante viaggio nella grande canzone d’autore italiana.
    • 8 Agosto 2026Lapola (Santa Maria Navarrese)
      • Serata all’insegna della comicità e della tradizione sarda sul palco costiero.
    • 10 Agosto 2026Modena City Ramblers (Santa Maria Navarrese)
      • Il combat folk della storica band emiliana fa tappa in riva al mare.
    • 12 Agosto 2026Mauro Aresu feat. Bau Bau Orchestra (Lanusei)
      • Spazio alle sonorità locali e alle collaborazioni d’autore.
    • 17 Agosto 2026Stazioni Lunari (Lanusei)
      • Il celebre progetto artistico ed esplorativo che unisce diversi musicisti e stili sul palco.
    • 22 Agosto 2026Dr. Feelgood / Nine Below Zero (Lanusei)
      • Un doppio appuntamento ad altissimo voltaggio con due colonne del rhythm & blues britannico.
    • 29 Agosto 2026Bandabardò (Lanusei)
      • L’energia e la poesia del folk-rock della celebre band toscana.
    • 30 Agosto 2026The Floyd Experience – Omaggio ai Pink Floyd (Lanusei)
      • Un grandioso tributo per rivivere le atmosfere e la psichedelia della leggendaria band inglese.
    • 19 Settembre 2026Nomadi (Lanusei)
      • Il gran finale del festival con la band più longeva della musica italiana.

    Nota: Si consiglia di consultare regolarmente il sito ufficiale roccerosse.it per aggiornamenti costanti sul calendario completo e l’acquisto dei biglietti.

    Un tuffo nella storia: Dalle scogliere di Arbatax al mito

    Nato nel 1992, il Rocce Rosse Blues è molto più di un semplice festival musicale. Il suo nome deriva dalla suggestiva location originale: il piazzale degli Scogli Rossi ad Arbatax, caratterizzato dalle inconfondibili formazioni di porfido rosso che si tuffano nel mare.

    Nel corso degli anni, il festival ha scritto la storia della musica internazionale in Sardegna, ospitando leggende del calibro di B.B. King, David Bowie, James Brown, Lou Reed e Patti Smith. Questa “fucina di talenti” ha trasformato l’Ogliastra in un punto di riferimento per il blues e il rock, mantenendo intatta la sua anima vibrante anche quando l’evento ha iniziato a toccare altri centri dell’Isola.

    Come arrivare in Ogliastra

    L’Ogliastra è un territorio che premia chi decide di esplorarlo. Ecco come raggiungere le location del festival:

    • In Nave: Il porto di Arbatax è il punto di approdo ideale, collegato regolarmente con Civitavecchia e Genova. In alternativa, i porti di Olbia e Cagliari offrono una vastissima scelta di collegamenti giornalieri.
    • In Aereo: Gli aeroporti di riferimento sono Cagliari-Elmas e Olbia-Costa Smeralda. Da entrambi gli scali, è possibile noleggiare un’auto (soluzione consigliata per muoversi in autonomia) o usufruire di servizi transfer privati per raggiungere Lanusei o Santa Maria Navarrese.
    • In Auto: Dagli aeroporti di Olbia o Cagliari, Lanusei si raggiunge in circa 2 ore di viaggio, percorrendo la suggestiva SS125 Orientale Sarda, che regala scorci panoramici tra montagna e mare.
  • Festa della Madonna del Naufrago a Villasimius: fede e suggestione nel mare di Sardegna

    Festa della Madonna del Naufrago a Villasimius: fede e suggestione nel mare di Sardegna

    Nel cuore dell’estate, quando il sole sarda si riflette sulle acque cristalline del sud-est della Sardegna, Villasimius si trasforma in un palcoscenico di fede e tradizione. Ogni anno, la terza settimana di luglio, il piccolo centro marinaro ospita uno degli eventi religiosi più suggestivi dell’isola: la Festa della Madonna del Naufrago .

    Un rito unico che unisce la devozione popolare alla bellezza mozzafiato dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, in un abbraccio ideale tra cielo, terra e mare.

    Le origini della festa: dal 1979 a oggi

    La storia di questa celebrazione inizia nel 1979, quando la comunità di Villasimius decise di rendere omaggio a tutti coloro che hanno perso la vita in mare e di invocare la protezione della Madonna per i naviganti .

    Quell’anno, l’8 luglio, la statua raffigurante la Madonna con Bambino venne solennemente benedetta all’interno della Basilica di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari e successivamente trasportata a Villasimius . Il Club Subacqueo “Sub Sinnai” si incaricò di inabissarla a 11 metri di profondità, nei pressi dell’Isola dei Cavoli, all’interno dell’Area Marina Protetta . Da allora, la festa si rinnova ogni anno, raggiungendo nel 2026 la sua 47ª edizione , con messa e processione via terra Sabato 18 Luglio e processione via mare Domenica 19.

    Un’opera d’arte sott’acqua: la statua di Pinuccio Sciola

    Protagonista indiscussa della celebrazione è la statua sommersa, un’opera dello scultore sardo Pinuccio Sciola, originario di San Sperate . Realizzata in trachite rosa di Ozieri, il simulacro è alto oltre tre metri e raffigura la Vergine che tiene in braccio il Bambino . La sua posizione, a una profondità accessibile anche con l’ausilio di una semplice maschera da snorkeling, lo rende visibile dalla superficie . Il contrasto tra il colore caldo della pietra e l’azzurro intenso del mare crea uno spettacolo di rara suggestione.

    Il programma della festa: un weekend di devozione e spettacolo

    La Festa della Madonna del Naufrago si articola in un programma ricco di eventi che si svolgono nell’arco di un fine settimana, generalmente dal giovedì alla domenica .

    Giovedì e venerdì sono dedicati alle celebrazioni religiose presso la chiesa parrocchiale di San Raffaele .

    Il clou della festa arriva nel fine settimana:

    Sabato: la processione a terra

    La sera di sabato, la comunità si riunisce per la processione a terra, che parte dalla parrocchia e raggiunge il porto turistico . Un suggestivo corteo a cui partecipano gruppi folk in costume tradizionale, cavalieri e amazzoni, e la tradizionale scorta militare dei Miliziani di Cagliari . Al porto, l’atmosfera si scalda con la degustazione della “costedda”, la focaccia tipica villasimiese condita con pomodoro e cipolla . La serata prosegue poi con spettacoli musicali e un emozionante spettacolo pirotecnico .

    Domenica: la processione a mare

    La domenica è il giorno più atteso. Dopo la messa mattutina, durante la quale viene benedetta la corona di fiori da deporre in mare , ha inizio la solenne processione a mare. Un corteo di imbarcazioni, al quale è possibile partecipare gratuitamente prenotando presso l’Ufficio Turistico di Villasimius, salpa dal porto per raggiungere il punto esatto in cui riposa la statua sommersa .

    Il momento più commovente è quando un sacerdote, spesso assistito da subacquei professionisti e da rappresentanti dei nuclei subacquei di diverse forze dell’ordine, si immerge per deporre la corona ai piedi della Madonna . Le sue preghiere, recitate sott’acqua, vengono trasmesse ai fedeli in superficie grazie a un impianto di amplificazione, mentre l’acqua si riempie di corone e petali di fiori lanciati dalle barche .

    Un evento per tutta la comunità

    La Festa della Madonna del Naufrago è molto più di una semplice ricorrenza religiosa. È un momento di forte identità e coesione per l’intera comunità di Villasimius . L’evento, organizzato dal Consorzio Turistico di Villasimius con la collaborazione di diverse associazioni locali, vede la partecipazione di gruppi folk provenienti da tutta la Sardegna, trasformando il paese in un vivace centro di cultura e tradizione . È un’occasione imperdibile per i turisti che desiderano vivere un’esperienza autentica, scoprendo la profonda anima marinara e devota di uno dei gioielli della Sardegna.

  • Ittiri Folk Festa 2026: la 41ª edizione del festival che celebra il valore del tempo

    Ittiri Folk Festa 2026: la 41ª edizione del festival che celebra il valore del tempo

    C’è un appuntamento, nel cuore dell’estate sarda, che da oltre quarant’anni trasforma un piccolo paese del Coros in un crocevia di culture e tradizioni. È l’Ittiri Folk Festa, il Festival Internazionale delle Espressioni Popolari che dal 16 al 21 luglio 2026 giunge alla sua 41ª edizione con un messaggio potente e attuale: “Fermati. Respira. Vivi.” .

    Le radici di un sogno: l’associazione Ittiri Cannedu

    La storia del festival affonda le sue radici nella passione di un gruppo di giovani di Ittiri. Nel 1972, le prove di ballo sardo per partecipare alla prima Europeade del Folklore di Nuoro rappresentarono il battesimo di quello che sarebbe diventato il gruppo Ittiri Cannedu . L’emozione provata in quell’occasione accese la passione per il ballo e per gli abiti tradizionali, gettando le basi per un’associazione che si sarebbe fatta ambasciatrice delle tradizioni sarde in tutto il mondo . Nel corso degli anni, Ittiri Cannedu si è distinta per un approccio rigoroso e culturale alla tradizione, conducendo ricerche sul campo tra gli anziani del paese e coinvolgendo studiosi per recuperare e valorizzare il patrimonio vestimentario e le danze della comunità .

    Il primo seme del festival fu piantato nel 1984, in occasione del decennale del gruppo, con un raduno di gruppi sardi. Fu la prova generale di quello che, negli anni a venire, sarebbe diventato uno dei festival più conosciuti e apprezzati in Sardegna e nel mondo: l’Ittiri Folk Festa .

    La 41ª edizione: “Fermati. Respira. Vivi.”

    L’edizione 2026 si sviluppa attorno a un tema che richiama il valore del tempo vissuto con consapevolezza e delle relazioni autentiche . In una società dominata da ritmi accelerati, il festival si propone come uno spazio dove persone provenienti da culture diverse possono incontrarsi, non solo attraverso gli spettacoli, ma anche attraverso momenti di dialogo, gioco e condivisione . La danza popolare e la musica tradizionale diventano strumenti di comunicazione universale, capaci di superare barriere linguistiche e geografiche, mettendo al centro il corpo, il movimento e la relazione diretta .

    La vocazione del festival resta legata alla promozione delle espressioni popolari come forma di dialogo interculturale e partecipazione collettiva, dove la cultura non si limita a essere osservata, ma viene condivisa e vissuta .

    Il programma dell’Ittiri Folk Festa 2026

    La 41ª edizione si articolerà in un programma diffuso che toccherà tre centri del nord Sardegna .

    • Giovedì 16 luglio – Apertura a Sassari: Il festival si aprirà ufficialmente nella nuova cornice di Piazza Moretti a Sassari, una scelta che nasce dal successo ottenuto lo scorso anno con “Sassari Danze dal Mondo” .
    • Dal 17 al 20 luglio – Il cuore del festival a Ittiri: La manifestazione si sposterà nel suo fulcro storico, Ittiri, dove prenderà vita il programma più intenso. Si alterneranno “Sonos de Ballu“, le due giornate dedicate ai grandi spettacoli internazionali con le delegazioni ospiti da diversi Paesi (i cui nomi saranno svelati nelle prossime settimane), e gli appuntamenti ormai immancabili .
    • Martedì 21 luglio – Gran finale ad Alghero: Il festival si concluderà con un evento spettacolare nella città catalana, che accoglierà il gran finale dell’edizione 2026 .

    Appuntamenti imperdibili

    Accanto agli spettacoli, tornano gli eventi che da anni caratterizzano la manifestazione :

    • Il Premio Zenias: Un riconoscimento a chi si è distinto nella valorizzazione delle culture popolari.
    • La Messa dei Popoli: Un momento di spiritualità e condivisione interreligiosa che unisce le diverse delegazioni.
    • La Gran Parata della Folk Festa: La suggestiva sfilata di tutti i gruppi partecipanti per le vie del centro di Ittiri.
    • Le mostre artistiche e culturali: Esposizioni dedicate all’artigianato e alle tradizioni materiali.
    • La Cena Etnica: Un’occasione per assaporare i piatti della tradizione sarda e internazionale in un’atmosfera di festa.

    Il festival è patrocinato dal CIOFF (Conseil International des Organisations de Festivals de Folklore et d’Arts Traditionnels), un’organizzazione internazionale in relazioni formali con l’UNESCO .

    Come arrivare a Ittiri

    Ittiri si trova nella Sardegna nord-occidentale, in provincia di Sassari . È facilmente raggiungibile:

    • Da Sassari: Ittiri dista circa 20 km da Sassari. Si percorre la SS 131 in direzione di Porto Torres, si esce allo svincolo per Ittiri e si prosegue per la SP 15. Il viaggio dura circa 20 minuti.
    • Dall’aeroporto di Alghero-Fertilia: L’aeroporto dista circa 40 km. Si prende la SP 42 in direzione Sassari, poi la SS 131 e infine la SP 15 per Ittiri. Il viaggio dura circa 40 minuti.
    • Dall’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda: L’aeroporto dista circa 95 km. Si percorre la SS 597 in direzione di Sassari e poi si seguono le indicazioni per Ittiri. Il viaggio dura circa 1 ora e 15 minuti.

    Il festival è un’occasione unica per vivere un’esperienza autentica e coinvolgente, che unisce lo spettacolo delle danze e delle musiche folkloristiche alla scoperta delle bellezze di Ittiri e del suo territorio .

  • Sciampitta 2026: il Festival Internazionale del Folklore compie 41 anni a Quartu Sant’Elena

    Sciampitta 2026: il Festival Internazionale del Folklore compie 41 anni a Quartu Sant’Elena

    Ogni estate, Quartu Sant’Elena si trasforma in un crocevia di culture e tradizioni provenienti da ogni angolo del pianeta. È Sciampitta, il Festival Internazionale delle Espressioni Popolari che dal 1985 anima la terza città della Sardegna con colori, musiche e danze di popoli lontani . L’edizione 2026, la 41ª, si preannuncia ricca di novità e conferme, pronta a regalare emozioni dal 27 giugno al 15 luglio .

    Le origini: una danza antica diventa simbolo di incontro

    Il nome del festival affonda le sue radici in una delle più antiche danze della Sardegna meridionale: sa sciampitta . Si tratta di un ballo che affascina per la sua energia e la sua storia. Secondo gli studiosi, la sciampitta potrebbe aver avuto origine da un’antica lotta rituale, in cui i ballerini simulavano un combattimento a suon di calci per dimostrare il proprio coraggio e la propria abilità .

    Con il tempo, lo spirito guerriero si è trasformato in uno sfoggio di virtuosismo e seduzione. La danza prevedeva che tre uomini uscissero da un semicerchio di ballerini (il classico ballu tundu): due di loro, i “pilastri”, sostenevano il terzo, che eseguiva capriole e movimenti aerei mantenendo il ritmo con i piedi . Un’arte che richiedeva una tecnica straordinaria e che, a quanto raccontano le fonti, veniva utilizzata anche per conquistare le ragazze .

    Celebre in questo senso era Tziu Boricu Spanu, un ballerino di Serdiana scomparso nel 2017, considerato un vero maestro di questa danza e in grado di eseguire la sciampitta in posizione capovolta . Oggi, lo spirito originario della sciampitta come lotta o corteggiamento è quasi scomparso, lasciando spazio a una coreografia puramente spettacolare, ma il suo nome e la sua energia continuano a vivere nel festival .

    Il programma di Sciampitta 2026

    La 41ª edizione di Sciampitta si articolerà in un calendario di eventi che attraverseranno tutta l’estate quartese, tra prologo, settimana clou e un evento conclusivo a settembre .

    Il prologo: un viaggio nella memoria (27 giugno)

    Il festival ha preso il via il 27 giugno alle 19:00 presso Sa Dom’e Farra, l’antica casa museo che è il cuore pulsante della tradizione quartese . In questa sede si + svolto il focus tematico dal titolo “Is Mortorius: il patrimonio che vive” .

    L’evento, curato dagli storici locali Dino Pusceddu e Gianni Orrù (patron del festival), ha offerto un affascinante viaggio nella storia e nell’identità del territorio, parlando delle antiche vie che collegavano le case campidanesi al mare, dei gesti rituali della tonnara di Is Mortorius e dei saperi custoditi nelle corti e nei pozzi . Un’immersione nelle radici di Quartu, con intermezzi musicali a cura di Peppino Patteri (voce) e Romeo Dentoni (chitarra) .

    La settimana clou: popoli in festa (10-15 luglio)

    Il festival entrerà nel vivo il 10 luglio e proseguirà fino al 15 luglio, animando le serate di Quartu Sant’Elena .

    Venerdì 10 luglio: La serata di apertura sul palco di piazza Mercato vedrà la presentazione ufficiale dei gruppi partecipanti .

    Sabato 11 luglio: La giornata inizierà con un momento di alto valore simbolico e spirituale: la “Messa dei Popoli” alle 19:00 nella Basilica di Sant’Elena . Subito dopo, la cerimonia ai caduti in piazza Sant’Elena e la grande sfilata dei gruppi per le vie del centro storico . La serata si concluderà con l’apertura ufficiale della rassegna sul palco di piazza Mercato .

    Domenica 12 luglio: La giornata sarà dedicata a un appuntamento imperdibile per gli amanti delle tradizioni sarde: la rassegna dedicata a “su cantu a curba”, il canto a tenore .

    Dal 13 al 15 luglio: Il festival proseguirà con gli spettacoli serali in piazza Mercato e con la “Danza dei Popoli” a Sa Dom’e Farra . La serata di mercoledì 15, gran finale in piazza Mercato, sarà trasmessa in diretta su Videolina .

    Novità 2026: Quest’anno faranno il loro debutto assoluto a Quartu i gruppi provenienti da Portogallo, Argentina, Perù e Friuli, che si aggiungeranno alle numerose rappresentanze sarde e italiane .

    L’epilogo: un libro sulla tradizione (26 settembre)

    A suggello dell’edizione 2026, il 26 settembre si terrà un ultimo evento a Sa Dom’e Farra, dedicato alla presentazione di un libro sulla festa di San Giovanni .

    Come partecipare e perché visitare Sciampitta

    Sciampitta è una festa aperta a tutti. L’ingresso a tutte le serate è gratuito . È l’occasione perfetta per vivere un’esperienza autentica e suggestiva, che unisce lo spettacolo delle danze e delle musiche folkloristiche all’opportunità di scoprire le bellezze di Quartu Sant’Elena e della sua costa.

    Per chi volesse approfondire, il festival è patrocinato da AMFOS (Italian Folklore Festivals United) e riconosciuto dalla Regione Autonoma della Sardegna come una delle manifestazioni identitarie più importanti dell’isola .

  • La Notte dei Poeti 2026: 44 edizioni di poesia tra le rovine di Nora

    La Notte dei Poeti 2026: 44 edizioni di poesia tra le rovine di Nora

    C’è un luogo, nel sud della Sardegna, dove la storia millenaria si fonde con l’arte contemporanea in un abbraccio suggestivo. È l’area archeologica di Nora, a Pula, che dal 9 al 25 luglio 2026 ospita la 44ª edizione de La Notte dei Poeti, il festival che da oltre quarant’anni trasforma le antiche pietre romane in un palcoscenico sotto le stelle .

    Un festival nato per caso, cresciuto per magia

    La storia della Notte dei Poeti inizia nel 1983, quando alcuni operatori teatrali scoprirono la magia del teatro romano di Nora e la suggestione delle sue gradinate che si aprono a ventaglio di fronte al mare . Da allora, ininterrottamente, il festival ha saputo coniugare la poesia nei suoi vari aspetti, conquistando prestigio e ruolo non solo nazionale .

    Il teatro romano, costruito nel I secolo d.C., è l’unico teatro romano della Sardegna ancora in uso . È lo stesso luogo che ha accolto, nel corso degli anni, interpreti straordinari come Anna Proclemer, Giorgio Albertazzi, Paolo Conte e Laura Betti . Nel 2012, dopo quattro anni di chiusura per restauro, il festival è tornato nel suo luogo d’origine, riappropriandosi di quel palcoscenico che lo aveva visto nascere .

    Il programma della 44ª edizione

    Dieci spettacoli in nove serate, tra teatro, musica, danza e poesia, con alcuni dei nomi più importanti della scena italiana e internazionale . Il festival, organizzato dal CeDAC Sardegna, è sostenuto dal Ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna, dal Comune di Pula e dalla Fondazione di Sardegna .

    Giovedì 9 luglio – Apertura con Ambra Angiolini

    L’inaugurazione sarà affidata ad Ambra Angiolini che, al debutto come regista, porterà in scena “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni, un monologo ironico e visionario dedicato alla ricerca dell’identità, con musiche di Dardust .

    Venerdì 10 luglio – Elena Arvigo

    “Anna della pioggia”, tratto dall’omonima raccolta di racconti di Michela Murgia, con Elena Arvigo protagonista di un intenso ritratto femminile che affronta temi come la solitudine e la ricerca di sé .

    Sabato 11 luglio – Doppio appuntamento

    A partire dalle 19, il pubblico potrà assistere a due spettacoli :

    • “Room With View – Outdoor”, coreografia di danza contemporanea di Laura Beschi e Alessio Scandale 
    • “Aéras N.2”, installazione sonora del compositore Gabriele Marangoni con il soprano Ayumi Togo e la performer Eleonora Steri, che trasforma la seta in strumento musicale 

    Giovedì 16 luglio – Elena Ledda e Roberto Taufic

    “Bent’e Mari”, un progetto che unisce la voce di Elena Ledda e la chitarra del compositore brasiliano Roberto Taufic in un dialogo musicale tra Sardegna, Nord Africa e Sud America .

    Venerdì 17 luglio – Stefano Fresi

    “Dell’amore, della guerra e degli ultimi”, un recital ispirato alle canzoni di Fabrizio De André, con Stefano Fresi che intreccia musica e narrazione attraverso alcune delle pagine più celebri del cantautore genovese .

    Sabato 18 luglio – Jacopo Fo

    “Il Re dei Ciarlatani”, omaggio al padre Dario Fo nel centenario della nascita. Tra racconti e canzoni, lo spettacolo ripercorrerà l’universo creativo del Premio Nobel per la Letteratura .

    Giovedì 23 luglio – Concerto blues

    Il giovane talento di New Orleans Kevin “Sonny” Gullage porterà a Nora il suo blues, considerato una delle voci emergenti della scena americana .

    Venerdì 24 luglio – Lina Sastri

    “Maria Maddalena o della salvezza”, tratto da “Fuochi” di Marguerite Yourcenar, un intenso monologo dedicato alla figura di Maria di Magdala .

    Sabato 25 luglio – Gran finale

    “Iliade Open Mic” del collettivo Il Terzo Segreto di Satira, originale rilettura del poema omerico in chiave contemporanea e ironica, dove Achille, Ulisse, Elena e Paride raccontano la guerra di Troia come protagonisti di uno spettacolo di stand-up comedy .

    Nora: un palcoscenico unico nel Mediterraneo

    L’area archeologica di Nora sorge su una penisola che si protende nel mare, a circa 25 chilometri da Cagliari . È uno dei siti più antichi della Sardegna: fondata dai Fenici nell’VIII secolo a.C., fu poi colonia cartaginese e infine prospero municipium romano che al suo apice ospitava circa 8.000 abitanti .

    Il teatro romano, ancora oggi l’edificio più importante della Nora romana, si erge con la sua forma semicircolare movimentata sul lato curvo da tre ingressi con gradini e grandi nicchioni rettangolari . Le serate del festival iniziano alle 20 (con l’eccezione dell’11 luglio, quando il doppio spettacolo inizia alle 19), e mentre il sole tramonta sul mare e la pietra calda trattiene il calore del giorno, gli spettatori si riempiono le gradinate per assistere agli spettacoli .

    Come arrivare a Nora

    In auto da Cagliari

    Percorrere la Strada Statale 195 Sulcitana, seguendo le indicazioni per Pula. Il viaggio dura circa 40-50 minuti, a seconda del traffico .

    Bus navetta da Cagliari

    Per tutte le serate del festival è attivo un servizio bus navetta a cura di Autolinee Follesa :

    • Costo: 15 € andata e ritorno 
    • Partenza da Cagliari: ore 18:30 da Piazza Giovanni XXIII (attenzione: per l’11 luglio la partenza è anticipata alle ore 17:30) 
    • Prenotazione obbligatoria: Tel. 345 951 5704 
    • Fermate intermedie a Cagliari: Via Alghero, Via Sonnino, Viale La Plaia 
    • Fermate a Pula (gratuite): Viale Segni, Viale Nora 

    La Notte dei Poeti rappresenta uno degli eventi culturali più attesi dell’estate sarda, capace di coniugare cultura, spettacolo e valorizzazione del patrimonio archeologico in uno scenario che da quasi duemila anni continua a raccontare storie sotto le stelle .

  • S’Ardia di Sedilo 2026: la corsa più attesa della Sardegna tra fede, tradizione e spettacolo

    S’Ardia di Sedilo 2026: la corsa più attesa della Sardegna tra fede, tradizione e spettacolo

    C’è un momento, ogni luglio, in cui il piccolo paese di Sedilo, nell’Oristanese, trattiene il fiato. Il silenzio della campagna sarda viene squarciato dal fragore degli zoccoli, dal polverone sollevato da cento cavalli al galoppo e dallo scoppio a salve dei fucilieri. È l’Ardia, una delle manifestazioni più spettacolari e autentiche dell’intera Isola . Una corsa folle e devota in onore di San Costantino che da oltre due secoli si rinnova, attirando ogni anno migliaia di spettatori pronti a vivere un’emozione unica .

    Per il 2026, il conto alla rovescia è già iniziato e la macchina organizzativa, con l’Associazione Santu Antinu, la Parrocchia e il Comune, è a pieno regime per accogliere il pubblico atteso . Ecco tutto quello che c’è da sapere su questa tradizione senza tempo e il programma dell’edizione 2026.

    Origini e significato: la leggenda di San Costantino

    S’Ardia non è solo una corsa, ma una rievocazione storica che affonda le sue radici nella battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C., quando l’imperatore Costantino sconfisse l’usurpatore Massenzio . La leggenda narra che, prima dello scontro, Costantino ebbe una visione: una croce luminosa con la scritta “In hoc signo vinces” (“Con questo segno vincerai”). Costantino fece apporre il simbolo cristiano sugli scudi dei suoi soldati e vinse la battaglia, decretando di fatto la fine delle persecuzioni contro i cristiani .

    In Sardegna, Costantino è venerato come Santu Antinu, un culto che probabilmente affonda le sue radici nel periodo della dominazione bizantina dell’Isola . L’Ardia rappresenta allegoricamente la vittoria del bene (i cavalieri cristiani di Costantino) sul male (i pagani di Massenzio) .

    Come si svolge l’Ardia: tra riti antichi e cavalieri scelti

    La preparazione all’Ardia è un rituale che dura mesi e coinvolge tutta la comunità, con una gerarchia ben precisa che si tramanda di generazione in generazione.

    La scelta de “sas pandelas”

    Tutto ruota attorno alla figura del capocorsa, detto “sa prima pandela” (la prima bandiera). Il parroco di Sedilo custodisce un registro segreto in cui si iscrivono, fin da ragazzi, i cavalieri che aspirano a questo onore. La scelta del capocorsa, che può avvenire una sola volta nella vita, cade il 16 gennaio, giorno di Sant’Antonio, seguendo l’ordine cronologico di iscrizione .

    Il prescelto ha poi il compito di nominare i suoi due più fidati “scudieri”, la seconda e la terza pandela, che lo affiancheranno nella corsa. I nomi dei tre eletti rimangono segreti fino al 15 maggio, giorno di Sant’Isidoro, quando vengono annunciati solennemente durante la Messa .

    I riti di avvicinamento

    Le settimane precedenti l’evento sono scandite da appuntamenti fondamentali:

    • Caricamento delle cartucce (27 giugno): I membri dell’Associazione Sos Fusileris preparano le circa 1.500 cartucce a salve che verranno utilizzate durante la corsa per garantire la sicurezza e annunciare l’arrivo dei cavalieri .
    • Le prove ufficiali (29 giugno): Le tre pandelas provano il percorso a cavallo per testare l’affiatamento e la preparazione degli animali .

    Il momento clou: le corse del 6 e 7 luglio

    L’Ardia si svolge in due giornate distinte, con atmosfere diverse ma ugualmente emozionanti:

    • 6 luglio: La corsa serale, la più spettacolare e affollata. Dopo una giornata di messe nel Santuario di San Costantino, nel pomeriggio avviene la consegna de sas pandelas in piazza. La corsa ha inizio alle 19, con il capocorsa Danilo Pes (per il 2026) che guida un centinaio di cavalieri in una discesa folle verso il Santuario .
    • 7 luglio: La corsa mattutina, più intima e raccolta, che si ripete alle 8 con una seconda Ardia, stavolta accompagnata dalla banda di Villanova Monteleone .

    Durante la corsa, i cavalieri devono compiere sette giri intorno al santuario (un numero dispari, simbolo di buon auspicio) e poi dirigersi verso sa muredda, un muretto circolare, per eseguire giri in senso orario e antiorario . Il tutto in una nuvola di polvere, tra spari e il fragore degli zoccoli, in un tripudio di fede e coraggio.

    Calendario completo Ardia di Sedilo 2026

    Ecco il programma ufficiale dell’edizione 2026, che si snoda per quasi un mese di eventi tra tradizione, musica e spettacolo :

    Giugno 2026

    • Sabato 27 giugno: Rito del caricamento delle cartucce .
    • Lunedì 29 giugno:
      • Ore 19:00: Prove ufficiali dell’Ardia a cavallo .
      • Ore 21:00: Balli tradizionali al Santuario con la fisarmonica di Matteo Scano .

    Luglio 2026

    • Domenica 5 luglio:
      • Ore 8:00: Santa Messa in Parrocchia .
      • Ore 9:30 e 19:00: Sante Messe nel Santuario .
      • Ore 19:30Ardia de sos pitzinnos, la corsa con i cavallini di canna per i più piccoli (novità 2026) .
      • Ore 22:00: Concerto di Maria Giovanna Cherchi al Santuario .
    • Lunedì 6 luglio – IL GIORNO DELL’ARDIA:
      • Dalle 6:00: Sante Messe ogni ora nel Santuario .
      • Ore 11:00: Solenne Concelebrazione nel Santuario .
      • Ore 18:30: Consegna de Sas Pandelas in Piazza San Giovanni .
      • Ore 19:00Ardia a cavallo, guidata dal capocorsa Danilo Pes, con i fucilieri di Sedilo e la banda di Sassari .
      • Ore 22:30: Serata etnica “Fantasias de Ballos” in Piazza Pasquale Cocco .
    • Martedì 7 luglio:
      • Ore 7:30: Consegna de Sas Pandelas in Piazza San Giovanni .
      • Ore 8:00Seconda Ardia a cavallo con la banda di Villanova Monteleone .
      • Ore 18:30: Vespri solenni e processione di San Costantino per le vie del paese .
      • Ore 22:00: “Sedilo in Festa”, spettacolo di musica e tradizioni con Giuliano Marongiu e gruppi folk da tutta la Sardegna .

    • Venerdì 17 luglio:
      • Ore 20:30: Gara poetica e presentazione di poesie in Piazza Regina Margherita .
    • Sabato 18 luglio:
      • Ore 18:00: Rassegna regionale di pariglie al campetto ippico .
      • Ore 22:00: Concerto di Elettra Lamborghini in Piazza Pasquale Cocco .
    • Domenica 19 luglio – Giorno dell’Ottava:
      • Ore 7:30: Consegna de Sas Pandelas .
      • Ore 8:00Ardia a piedi, guidata da Davide Muscau, accompagnata dai fucilieri e dalla banda di Calangianus .
      • Ore 22:00: Serata etnica con il gruppo Istedos per la chiusura dei festeggiamenti .
  • L’Isola delle Storie 2026: il festival letterario della Sardegna compie vent’anni a Gavoi

    L’Isola delle Storie 2026: il festival letterario della Sardegna compie vent’anni a Gavoi

    C’è un momento magico in cui il silenzio granitico della Barbagia si trasforma in un coro polifonico di voci, idee e risate. Succede all’inizio dell’estate, quando le strade in pietra e i balconi fioriti di Gavoi, piccolo comune montano in provincia di Nuoro, si popolano di scrittori, poeti, giornalisti e lettori da ogni angolo d’Europa.

    Dal 2 al 5 luglio 2026, il Festival Letterario della Sardegna celebra la sua ventesima edizione . Un traguardo importante per una manifestazione nata quasi per scommessa e diventata uno degli appuntamenti culturali più intimi e originali del panorama nazionale .

    Un compleanno speciale nel cuore della Sardegna

    L’idea del festival nacque nel 2002 da un gruppo di scrittori cagliaritani — Flavio Soriga, Giulio Angioni, Giorgio Todde, Francesco Abate e altri — che fondarono l’associazione “L’Isola delle Storie” . La scelta di Gavoi come sede è stata una scommessa vincente: organizzare un evento culturale di portata internazionale in un luogo “disagiato” e lontano dai percorsi turistici balneari ne ha rappresentato il punto di forza e il principale marcatore identitario .

    Oggi, dopo vent’anni, il Festival è Gavoi e Gavoi è il Festival . Il paese di duemila abitanti si trasforma in una monumentale biblioteca all’aperto, dove piazze storiche, giardini comunali e cortili interni diventano palcoscenici di parole . Niente passerelle ingessate o aree riservate: l’accesso a tutti gli incontri è rigorosamente gratuito, e capita di ritrovarsi a prendere un caffè accanto al proprio romanziere preferito .

    Il programma del ventennale

    Il palinsesto 2026 si apre giovedì 2 luglio con un evento musicale d’eccezione: “Carapace”, lo spettacolo in cui Roy Paci, oltre che trombettista, diventa cantastorie .

    I giorni di festival si snodano attraverso cicli tematici che accompagnano i visitatori dal mattino fino a tarda notte .

    “Dal balcone – universi al femminile” (ore 10.30)

    Uno spazio dedicato alle autrici. Venerdì 3 luglio ospite Maria Attanasio, sabato 4 luglio dialogo tra Maura Gancitano e Nadeesha Uyangoda che presenta “Acqua sporca”, domenica 5 luglio Sarah Savioli dialoga con la scrittrice e traduttrice Elvira Mujcic .

    “Mezzogiorno di fuoco” – l’attualità internazionale

    Venerdì 3 luglio, con il giornalista del Post Eugenio Cau, la scrittrice Pegah Moshir Pour e la storica Farian Sabahi, per un incontro dal titolo “Notte sopra l’Iran” .
    Sabato 4 luglio, “Raccontare la guerra, i fatti e la forza delle storie” con la giornalista del Corriere della Sera Marta Serafini e la scrittrice ucraina Yaryna Grusha .
    Domenica 5 luglio, “Genesi di una svolta” sulle trasformazioni geopolitiche con la giornalista di La7 Elena Testi, che con il suo ultimo libro ricostruisce l’ascesa dell’estrema destra in Israele .

    I Reading pomeridiani

    Venerdì 3 luglio Saba Anglana porta “La signora meraviglia”, sabato 4 luglio Fabio Genovesi legge “Mie magnifiche maestre”, domenica 5 luglio Francesco Pacifico riflette sulla società con “La voce del padrone” .

    “Esercizi di meraviglia” con Tlon

    Il ciclo curato da Maura Gancitano e Andrea Colamedici di Tlon. Venerdì 3 luglio insieme al filosofo di “Barbasophia”, Matteo Saudino. Sabato 4 luglio con Serena Mazzini, esperta dei mass media, attraverso l’incontro “L’industria della solitudine”. Domenica 5 luglio “Libertà e disobbedienza come vie per la meraviglia” con la giornalista Valentina Petrini .

    “Altre prospettive” (ore 18)

    Venerdì 3 luglio le scrittrici sarde Graziella Monni e Bibbiana Cau, sabato 4 luglio lo scrittore slovacco Michal Hvorecky, domenica 5 luglio Mattia Insolia e Gabriella Dal Lago .

    “Storie di altri luoghi” (in serata)

    Condotto da Elisabetta Bucciarelli, porta sul palco venerdì la scrittrice polacca Joanna Bator, sabato lo scrittore israeliano Eshkol Nevo e domenica Widad Tamimi, giornalista e scrittrice nata in una famiglia di profughi .

    Un omaggio speciale è dedicato a Marjane Satrapi, illustratrice e regista franco-iraniana recentemente scomparsa , e a figure come Grazia Deledda, Wislawa Szymborska e Michela Murgia .

    Un festival per ragazzi e bambini

    L’Isola delle Storie dedica una grande attenzione al pubblico più giovane, con un programma curato dall’Associazione Culturale Lughenè che dal 3 al 5 luglio accompagna bambine, bambini, ragazze e ragazzi in un percorso ricco di storie, giochi, laboratori, letture e spettacoli .

    Tra gli ospiti: lo scrittore Teo Benedetti con “L’estate del mio primo bacio (forse)” e laboratori di scrittura; l’illustratore Lucio Schiavon con la mostra “Certe forme lo distraevano continuamente”; e Serenella Quarello con “Isole, pirati e lotte bestiali” .

    Non mancano “Storie in gioco”, la gara di lettura che coinvolge le biblioteche del territorio, e una ricca serie di laboratori: dalla costruzione di marionette alla creazione di un caleidoscopio, dal fumetto all’acquerello, fino alla scrittura creativa e al teatro di movimento .

    Il programma si chiude domenica 5 luglio alle 18:15 con la “Parata strampalata”, festa finale in cui marionette, bandiere e stendardi realizzati nei laboratori sfileranno per le vie di Gavoi .

    Mostre e installazioni

    Il MAN – Museo d’Arte della Provincia di Nuoro porta a Gavoi “Nodi“, il progetto fotografico di Marco Ceraglia sui paesi più piccoli della Sardegna . Per le vie del centro, con l’associazione Tyche, le foto di Daniela Zedda, omaggio alla fotografa scomparsa nel 2022 . E ancora, le illustrazioni di Angelo Monne e la mostra di Lucio Schiavon all’Ex Caserma .

    Perché visitare L’Isola delle Storie

    Partecipare a L’Isola delle Storie non significa semplicemente assistere a presentazioni editoriali, ma vivere un’esperienza sensoriale completa. Il festival si intreccia con la scoperta del territorio: tra un dibattito e l’altro, si può visitare il Museo del Fiore Sardo o passeggiare fino al suggestivo lago di Gusana .

    La sera, l’atmosfera si scalda nel Giardino Comunale Binzadonnia, dove la parola scritta cede il passo alle note musicali, ai reading performativi e agli spettacoli dal vivo sotto il cielo stellato della Barbagia .

    Riconosciuto come uno dei festival letterari più importanti d’Italia, L’Isola delle Storie è stato inserito dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria tra le diciotto manifestazioni letterarie di maggior rilievo nel panorama nazionale .

  • Marina Café Noir 2026: Cambiare Rotta a Gillaquas. Il programma completo del festival letterario che cambia location

    Marina Café Noir 2026: Cambiare Rotta a Gillaquas. Il programma completo del festival letterario che cambia location

    “Chi va per mare e chi vola deve esser pronto a cambiar rotta, quando necessario. Per sfuggire alle burrasche, aggirare i venti avversi, seguire l’itinerario che pare più propizio.”

    C’è un evento, a Cagliari, che da quasi un quarto di secolo trasforma la parola in spettacolo, il libro in musica, il lettore in viaggiatore. Stiamo parlando del Marina Café Noir, il festival che ha fatto innamorare generazioni di sardi facendo della condivisione dei saperi la propria bandiera.

    Ma il 2026 è un anno di svolta. Gli organizzatori – il gruppo Chourmo – hanno deciso di cambiare rotta. Letteralmente. Lasciato il quartiere Marina, il festival approda in una nuova, suggestiva cornice: Gillaquas, nel comune di Elmas, sulle rive dello stagno di Santa Gilla.

    Ecco tutto quello che c’è da sapere su questa edizione speciale, con il programma completo giorno per giorno.


    📜 Il tema 2026: “Cambiare Rotta”

    Il titolo di quest’anno non è solo un dettaglio logistico, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti.

    “Le traiettorie e le derive che il mondo ha preso non ci piacciono per nulla. Da un punto di vista politico, sociale, culturale, il mondo sembra davvero aver bisogno di una correzione di percorso.”

    Il Marina Café Noir 2026 sarà un grande laboratorio di pensiero critico, un’occasione per parlare di derive, approdi, ormeggi e nuove direzioni – concetti che riecheggiano nel nome degli spettacoli musicali (ApprodiOrmeggiDerive) e nei titoli degli incontri. Con un libro in una mano e un bicchiere nell’altra, godendosi il tramonto sulla laguna.


    🗓️ Programma completo Marina Café Noir 2026 (19-20-21 giugno)

    Il festival si terrà su tre serate, dal venerdì 19 alla domenica 21 giugno 2026, con appuntamenti a partire dal pomeriggio (dalle 18:00) fino a notte fonda.

    Nota bene: l’evento è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Si consiglia di arrivare con un certo anticipo per gli incontri più attesi.


    Venerdì 19 giugno – Burrasca e stelle

    OraEventoDettagli
    18:00MCN Kids – Circo a tre ruoteTeatro ragazzi con Riccardo Tanca
    18:45MCN Sonus – Approdi. Suoni dall’acquaGavino Murgia (musica)
    19:00Orologiai, figli e altri criminiIncontro con Maurizio de Giovanni, presenta Alberto Ibba
    20:00L’uomo delle stelleOmaggio a David Bowie con Ilaria Porceddu
    20:15Dettagli minoriIncontro con Adania Shibli (scrittrice palestinese), presenta Andrea Staid
    21:00Varie cose sui pesci, sulle stelle e sul tempoIncontro con Jón Kalman Stefánsson (islandese), presenta Gianmario Pilo
    22:00Mistero BuffoOmaggio a Dario Fo con Elisa Pistis
    22:15col Mare in BurrascaConcerto di Willie Peyote
    23:00MCN Sonus – KaleidoscopeGinevra Di Marco (ex Cristina di Levante)
    24:00MCN BonanottiDJ set / chiusura prima parte
    01:00 (+/-)I racconti della notte – Il Bar FicoReading in movimento con Daniel Dwerryhouse

    Sabato 20 giugno – Guerra, Christie e Tagliaferri

    OraEventoDettagli
    18:00MCN Kids – Bruscus, l’uomo forzutoTeatro ragazzi con Andrea Tiana
    18:45MCN Sonus – Ormeggi. Suoni dall’acquaMaria Teresa Sabato
    19:00Scrivere la guerraIncontro con Francesca Mannocchi (inviata di guerra), presenta Francesca Fradelloni
    20:00Assassinio sull’Orient ExpressOmaggio ad Agatha Christie con Emilia Agnesa
    20:15Storia di mia figliaIncontro con Chiara Tagliaferri, presenta Florinda Fiamma
    21:00Giorni e vite a GerusalemmeIncontro con Nathan Thrall (Pulitzer 2024), presenta Eva Garau
    22:00Canne al ventoOmaggio a Grazia Deledda con Francesca Saba
    22:15ArkansasReading dal romanzo di Chiara Tagliaferri con Michela Atzeni, Fabrizio Lai, Ivana Busu, Matteo Leone
    23:00MCN Sonus – La fine dei vent’anni – 10 anni dopoMotta (concerto)
    24:00MCN BonanottiDJ set
    01:00 (+/-)I racconti della notte – Il playboy da BarReading in movimento con Daniel Dwerryhouse

    Domenica 21 giugno – Solstizio, Lorca, Carotone

    OraEventoDettagli
    18:00MCN Kids – Jongo showTeatro ragazzi con Simone Lecca
    18:45MCN Sonus – Derive. Suoni dall’acquaArrogalla
    19:00L’idiota di famigliaIncontro con Dario Ferrari, presenta Sara Sanzi
    20:00La voce del poetaOmaggio a Federico García Lorca con Nino Landis
    20:15The Passenger – SardegnaPresentazione del numero dedicato all’isola con Marco Agosta, Francesco Abate, Cristina Caboni, presenta Paola Pilia
    21:00Le condizioni idealiIncontro con Mokhtar Amoudi, presenta Marco Amerighi
    22:00La LuisonaOmaggio a Stefano Benni con Daniel Dwerryhouse
    22:15Ogni volta che mi baci muore un nazistaReading di e con Guido Catalano
    23:00MCN Sonus – Né angeli né diavoliTonino Carotone (concerto)
    24:00MCN BonanottiDJ set finale
    01:00 (+/-)I racconti della notte – Il bar di una stazione qualunqueReading in movimento con Daniel Dwerryhouse

    📍 Perché il cambio di location: da Marina a Gillaquas

    Il Marina Café Noir è stato per anni il simbolo culturale del quartiere Marina di Cagliari, con i suoi vicoli medievali, il bastione di Saint Remy e le piazze trasformate in salotti letterari.

    Ma il 2026 segna un trasloco obbligato. Le crescenti difficoltà logistiche, burocratiche e di convivenza con la viabilità e i residenti del centro storico hanno spinto gli organizzatori a cercare uno spazio più ampio e flessibile. La scelta è caduta su Gillaquas (Elmas) , una località affacciata sullo stagno di Santa Gilla, a ridosso dell’aeroporto.

    “In un posto magico e mozzafiato, da scoprire e da far scoprire, per tracciare, tutti insieme, nuove rotte.”

    L’Area Marina Gillaquas offre ampi spazi all’aperto, parcheggi, e la possibilità di gestire un festival di respiro internazionale senza le mille limitazioni del centro storico. Il rischio è perdere un po’ del fascino “da vicolo”, ma il nuovo scenario – con i tramonti sulla laguna e i fenicotteri sullo sfondo – ha già conquistato i primi curiosi.


    🚗 Come arrivare a Gillaquas (Elmas)

    La nuova location è ben servita, ma richiede una pianificazione in più rispetto al “passo e vai” del centro di Cagliari.

    🚆 In treno (consigliatissimo)

    Dalla stazione di Cagliari Piazza Matteotti (centrale), prendi un treno regionale per Cagliari Elmas

    • Durata: 7-12 minuti
    • Prezzo: da 1,30 €
    • Frequenza: circa 25 treni al giorno
    • Ultimo treno utile per il ritorno: 23:12

    Dalla fermata Cagliari Elmas l’area del festival è a 10 minuti a piedi (circa 900 metri).

    E in più l’ultimo spettacolo della giornata è un reading in movimento sull’ultimo treno per Cagliari.

    🚌 In autobus

    Linee CTM da Cagliari (Via Roma o Piazza Matteotti) verso Elmas. Durata circa 15 minuti. Biglietto ~1-2€.

    🚗 In auto

    Da Cagliari segui SS130 in direzione Aeroporto di Elmas. Gillaquas è poco prima dello scalo.

    • Parcheggio: l’area dispone di spazi, ma durante il festival aspettati code e difficoltà a trovare posto. Meglio arrivare presto o usare i mezzi.

    ✈️ Per chi arriva da fuori Sardegna

    Se atterri all’Aeroporto di Cagliari-Elmas, sei fortunato: il festival è a 15 minuti a piedi o 5 in taxi dall’aeroporto. Potresti atterrare, lasciare la valigia e andare dritto agli spettacoli.


    💡 Consigli utili per il 2026

    • Prenota il rientro: l’ultimo treno per Cagliari è alle 23:12 – dopo quell’ora, servono auto propria o taxi (preventivare 45-55€ per Cagliari).
    • Porta una felpa: Giugno è caldo, ma la laguna, specie di notte, può riservare un po’ di umidità e vento.
    • Arriva presto per i biglietti (dove richiesti): Alcuni incontri potrebbero avere posti limitati. Segui i social ufficiali del MCN per eventuali prenotazioni.
    • MCN Kids: gli spettacoli pomeridiani per bambini (dalle 18:00) sono perfetti per famiglie. Il festival è adatto a tutte le età, ma la sera l’atmosfera diventa più adulta.

    🏆 Vale la pena andare?

    Assolutamente sì. Il Marina Café Noir non è solo un festival letterario: è un’esperienza, un modo diverso di stare insieme, di ascoltare, di leggere il mondo. Se ami la letteratura, la musica dal vivo, i grandi nomi (Maurizio de Giovanni, Willie Peyote, Motta, Tonino Carotone, Ginevra Di Marco) e le scoperte internazionali (Adania Shibli, Nathan Thrall, Jón Kalman Stefánsson), questo è l’evento dell’estate 2026.

    📅 Date da segnare: 19-20-21 giugno 2026
    📍 Dove: Gillaquas, Elmas (Area Marina Gillaquas)
    🎟️ Ingresso: gratuito (fino esaurimento posti)

    Buon vento a tutti, e ci si vede in laguna.

  • La notte più magica dell’anno: il solstizio d’estate in Sardegna tra fuochi, erbe e riti millenari

    La notte più magica dell’anno: il solstizio d’estate in Sardegna tra fuochi, erbe e riti millenari

    Quando il sole raggiunge il punto più alto nel cielo e il giorno diventa più lungo dell’anno, in Sardegna si celebra una delle notti più magiche che ci siano. Dal 21 al 24 giugno, antiche tradizioni pagane e devozione cristiana si fondono in un abbraccio di fuoco, acqua e profumi che da millenni accompagna l’arrivo dell’estate.

    È il solstizio d’estate, e in Sardegna si chiama Bèranu, si accendono is fogaronis (i grandi fuochi) e si raccolgono le erbe che la notte di San Giovanni rende miracolose .

    🌞 Il solstizio: quando il sole si ferma

    Il solstizio d’estate – che cade il 21 giugno – è il momento in cui il sole raggiunge la sua massima inclinazione nel cielo. Il giorno è il più lungo dell’anno, la notte la più breve . Per le antiche civiltà questo passaggio era carico di significato: il sole era al culmine della sua potenza, ma da quel momento in poi avrebbe iniziato a indebolirsi, preparando la strada all’inverno.

    Per questo, si accendevano grandi fuochi: per dare forza al sole, per accompagnarlo nel suo percorso discendente, per propiziare raccolti abbondanti e allontanare le energie negative . Era un modo per dire alla natura: “Non ti lasceremo solo”.

    In sardo, il mese di giugno si chiama “Làmpadas” – le lampade – proprio per via di questi fuochi che, all’imbrunire delle serate estive, illuminano come grandi lampade l’intera isola .

    🔥 I fuochi di San Giovanni: tra purificazione e legami indissolubili

    Il fulcro della celebrazione è il fuoco. La notte del 23 giugno – vigilia di San Giovanni Battista – in ogni paese sardo si accendeva un grande falò. Era un momento sacro, comunitario, atteso tutto l’anno.

    Il salto del fuoco

    Il rito più suggestivo? Saltare il fuoco. Tenendosi per mano, a coppie o in gruppo, si saliva e si scavalcava la brace ardente. Non era un gioco: era un atto solenne.

    Saltare il fuoco serviva a suggellare legami di amicizia e d’amore destinati a durare tutta la vita. Chi saltava insieme diventava “gommai” e “compari” – comare e compare – un vincolo simile a quello dei testimoni di nozze o dei padrini di battesimo . Un’usanza talmente radicata che la scrittrice Grazia Deledda (premio Nobel per la letteratura) la racconta nel suo romanzo Marianna Sirca.

    C’era anche un’altra tradizione: l’uomo che voleva chiedere la mano di una ragazza saltava il fuoco per dimostrare il proprio coraggio e la serietà delle sue intenzioni .

    Quante volte si salta? Solitamente tre volte. Il numero tre, in molte culture, ha un valore simbolico legato alla completezza e alla perfezione .

    🌿 Le erbe magiche della notte di San Giovanni

    Se il fuoco purifica, le erbe curano e proteggono. La notte del solstizio è considerata il momento ideale per raccogliere piante spontanee, perché in questa notte magica le erbe acquisirebbero poteri straordinari di guarigione e protezione .

    Quali erbe si raccolgono?

    Le più preziose sono :

    • Iperico (l’erba di San Giovanni per eccellenza)
    • Elicriso (profumatissimo, usato per decotti e oli)
    • Lavanda
    • Timo, salvia, menta, rosmarino
    • Artemisia

    Cosa se ne faceva?

    La sera del 23 giugno si raccoglievano fiori ed erbe e si mettevano a bagno nell’acqua. L’acqua veniva lasciata all’aperto tutta la notte, esposta alla rugiada e alla luna. La mattina del 24 giugno, ci si lavava il volto con quell’acqua per purificarsi e scacciare il malocchio. Fino a poco più di un secolo fa, in alcune zone dell’isola l’acqua veniva addirittura benedetta dai sacerdoti e usata durante l’anno per alleviare malattie .

    Le “Rezzettas”

    Un’altra tradizione ancora viva è quella delle “Rezzettas” – piccoli sacchetti di tela in cui si inseriscono le erbe raccolte. Questi sacchetti vengono regalati a chi ha bisogno come protezione, portando con sé la forza propiziatoria della notte di San Giovanni .

    💧 Acqua, grano e divinazioni: gli altri simboli del solstizio

    Il solstizio non è solo fuoco. L’acqua – nelle fonti, nei pozzi sacri, nei ruscelli – in questa notte è particolarmente preziosa. A Bono, ad esempio, esiste ancora la tradizione di raccogliere l’acqua di sette fontane diverse, che se usata con fede acquisirebbe proprietà speciali . Non a caso San Giovanni Battista è il santo del battesimo – l’acqua che purifica e rinnova .

    C’è poi il grano, simbolo di fertilità e rinascita. Il periodo del solstizio è anche quello della mietitura. Le giovani intrecciavano spighe di grano per augurare ricchezza e fertilità agli sposi .

    Giochi e divinazioni

    C’erano anche momenti più leggeri. In alcune zone, le ragazze che volevano scoprire il mestiere del futuro marito andavano in campagna il pomeriggio della vigilia a “mudare sa trovodda” – ad adornare una pianta di verbasco con briciole di pane e pezzetti di formaggio. Il giorno dopo, a seconda dell’insetto che vi trovavano attorno, “leggevano” se avrebbero sposato un contadino, un pastore o un artigiano .

    E poi c’era il canto del cucù. Le giovani chiedevano al cucù quanti anni mancassero al matrimonio… e se il cucù cantava troppo a lungo, lo maledicevano. La leggenda vuole che San Giovanni abbia tagliato la lingua al cucù – ed è per questo che da fine giugno il cucù non canta più come prima .

    📅 Quando e dove si festeggia oggi

    Il bello è che queste tradizioni non sono solo memoria. Sono vive. Ogni anno, dal 21 al 24 giugno (e in alcuni casi fino al 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo), tantissimi paesi della Sardegna accendono ancora i loro fuochi.

    Ecco alcuni dei luoghi dove l’atmosfera è più suggestiva :

    LocalitàEvento caratteristico
    Alghero“Focs de Sant Joan” – tre giorni di eventi, fiaccolata lungo le mura e falò in spiaggia 
    OzieriGrande fuoco e rito del salto (quando le braci sono calde), con balli e canti tipici
    BonoTradizione “de sas funtanas” – raccolta dell’acqua da sette fontane
    MacomerFuochi nell’area archeologica di Tamuli – archeologia e tradizione si fondono
    Siamaggiore, Erula, Sedilo, Ittiri, Castelsardo, Bonorva, Sennori – e tanti altri paesi, soprattutto nel Nord Sardegna

    Ma anche in Ogliastra, in Barbagia, nel Campidano: chiedete a un locale “dove si accende ‘su fogadoni’ quest’anno?” e vi sapranno indicare il punto di ritrovo.

    🏛️ Un patrimonio culturale da preservare

    La festa di San Giovanni è un unicum – forse l’esempio più perfetto di come il cristianesimo abbia saputo assorbire e reinterpretare i riti pagani senza cancellarli. Il 24 giugno si celebra la nascita del Battista (data scelta proprio perché coincide simbolicamente con l’inizio del declino del sole, così come Giovanni dice di Cristo: “Egli deve crescere, io diminuire”). Eppure, sotto la patina cristiana, pulsano ancora i cuori antichi dei contadini che pregavano Cerere, dei guerrieri che saltavano il fuoco per farsi coraggio, delle ragazze che ascoltavano il cucù sognando l’amore .

    Oggi, in un mondo sempre più digitale e veloce, sedersi intorno a un falò nella notte di San Giovanni, sentirsi parte di una comunità, prendersi per mano e saltare – anche solo per gioco – è un atto di resistenza culturale. È tenere acceso un filo che ci lega ai nostri nonni e ai loro nonni, in una catena che attraversa i millenni.

    E chissà che, con la felpa addosso (perché nelle campagne sarde anche a giugno la notte rinfresca), davanti alle fiamme che danzano, non vi capiti di capire qualcosa in più… di voi stessi.

    💡 Se volete vivere l’esperienza

    • Quando: la notte del 23 giugno (vigilia di San Giovanni) è il momento clou, ma i festeggiamenti in molte località iniziano già dal 21.
    • Dove: informatevi presso la Pro Loco del paese che intendete visitare. Ogni comunità ha le sue varianti.
    • Cosa portare: una felpa (la notte in campagna è fresca), scarpe comode, e magari una piccola busta di tela… se trovate qualche erba di San Giovanni da portare a casa come amuleto .
    • Cosa fare: chiedete se è previsto il rito del salto del fuoco. Se sì, fatelo. Tenendovi per mano con qualcuno a cui volete bene.

    Bona notte de Santu Giovanni a tutti. Che il fuoco vi illumini, che l’acqua vi purifichi, che le erbe vi proteggano.