Se pensate che la Sardegna in inverno vada in letargo, non avete mai posato uno sguardo attento sulle sue zone umide. Mentre le spiagge si ripopolano di silenzio, lagune, stagni e saline diventano teatri brulicanti di vita, colori e movimenti eleganti. Gennaio, in particolare, rappresenta il picco dello svernamento per migliaia di uccelli, trasformando l’isola in uno dei paradisi europei del birdwatching. È lo spettacolo della natura che reclama i suoi spazi, offrendo emozioni intense a chi ha la pazienza di fermarsi a guardare.

Perché proprio Gennaio?
L’inverno è la stagione ideale per tre motivi fondamentali:
- Picco di Presenze: Gli uccelli migratori provenienti dal Nord Europa (anatre, folaghe, limicoli) sono tutti presenti e stabilizzati.
- Fenicotteri in “Abbiti da Festa”: I fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) non sono solo di passaggio: nidificano e si riproducono in Sardegna. A gennaio, se la stagione è stata buona, è possibile osservare gli adulti in piena livrea rosa e i pulcini grigi dell’anno precedente, ormai quasi indipendenti, creando un contrasto cromatico affascinante.
- Assenza di Disturbi: La bassa stagione turistica garantisce tranquillità, sia per gli uccelli che per gli osservatori. L’aria limpida e le luci basse dell’inverno regalano anche splendide fotografie.

I Santuari Imperdibili: Dove Posare il Binocolo
1. Parco Naturale Regionale di Molentargius – Saline (Cagliari)
Il gioiello a due passi dalla città. Un complesso di stagni d’acqua dolce (Bellarosa Minore) e salata (Bellarosa Maggiore, Molentargius) ex salina. È il cuore pulsante del birdwatching sardo invernale.
- Star Assoluta: Il Fenicottero rosa, presente a migliaia. Le vasche delle ex saline sono il loro dormitorio e sala da pranzo preferiti.
- Cosa osservare: Cavaliere d’Italia (elegantissimo con le sue zampe rosse), Avocetta (dal becco ricurvo all’insù), Volpoca, Fischione, Alzavola, Falco di palude che volteggia in cerca di prede. Con fortuna, l’elusivo Pollo sultano (dal piumaggio blu-porpora acceso).
- Come visitarlo: Percorrere i camminamenti rialzati (“Ponti”) che solcano le vasche. Il Bellarosa Minore è accessibile liberamente; per l’area delle saline è consigliabile una visita guidata con il CEAS Molentargius. Il Panoramico presso l’Edificio Sali Scelti offre una vista a 360°.

2. Stagno di San Teodoro (Oristano)
Una delle zone umide più importanti del Mediterraneo, parte del complesso del Golfo di Oristano. Meno urbano di Molentargius, più selvaggio e vasto.
- Star Assoluta: Il Fenicottero, anche qui in colonie numerosissime.
- Cosa osservare: Grandi concentrazioni di anatre come il Mestolone e il Moriglione. Airone bianco maggiore, Airone cenerino, Garzetta, Spatola (inconfondibile per il becco a cucchiaio). Nelle aree più aperte, il Falco pescatore.
- Come visitarlo: L’osservazione è ottima dalla SP7 (strada tra Arborea e San Giovanni di Sinis) e dalle torrette di osservazione. Per un’esperienza più immersiva, escursioni in barca elettrica o in canoa con guide autorizzate sono un must.

3. Stagno di Sale ‘e Porcus (Oristano) e Stagno di Cabras
Completano il sistema del Golfo di Oristano. Sale ‘e Porcus è famoso per le altissime concentrazioni di uccelli, specialmente anatre e folaghe, che in certi momenti ricoprono letteralmente l’acqua. Cabras è più famoso per la pesca dei muggini, ma ospita comunque una ricca avifauna.

4. Stagno di Santa Gilla (Cagliari)
Un’area umida di importanza internazionale a sud della città, vicino all’aeroporto. Spesso sottovalutato, è un sito eccezionale.
- Specie chiave: Oltre a fenicotteri e aironi, è uno dei posti migliori per osservare il Gabbiano roseo in inverno, insieme a Gabbiano corallino, Sterna zampenere e molti limicoli come il Piovanello comune e il Combattente.

5. Stagno di Corru S’Ittiri e Stagno di San Giovanni (Sinis)
Aree più piccole ma ricchissime, vicino allo splendido mare di San Giovanni di Sinis. Qui l’osservazione si combina con la vista di fenicotteri contro lo sfondo delle dune e del mare, uno spettacolo unico.
La Checklist dell’Osservatore Etico e Preparato

L’Attrezzatura Necessaria:
- Binocolo: Il compagno fondamentale. Un buon modello 8×42 o 10×42 offre un buon compromesso tra luminosità, ingrandimento e stabilità.
- Cannocchiale da osservazione: Se hai ambizioni fotografiche o di identificazione fine a lunga distanza, è indispensabile. Montato su un cavalletto robusto.
- Guida da campo: Una guida fotografica agli uccelli d’Europa (Collins, Ricca, etc.) o app dedicate (es. BirdNet, Merlin Bird ID).
- Taccetino per le note: Per annotare specie, comportamenti, numeri.
Il Codice di Comportamento (Più Importante dell’Attrezzatura):
- Silenzio e Movimenti Lenti: Gli uccelli percepiscono rumori e movimenti bruschi come una minaccia.
- Rispetta i Percorsi: Rimani sempre sui sentieri e sui camminamenti rialzati. Calpestare le sponde degli stagni disturba la fauna e danneggia l’habitat.
- Mantieni le Distanze: Usa l’attrezzatura ottica per avvicinarti, non i tuoi piedi. Se un uccello si allarma (si alza in volo, nuota via con insistenza), sei troppo vicino. Il benessere dell’animale viene prima della foto perfetta.
- Niente Droni: Il volo dei droni è vietato nelle aree protette e causa un enorme stress alla fauna.
- Vestiti in Mimetismo Naturale: Evita colori sgargianti. Scegli verdi, marroni, grigi.
Cosa Indossare: Riferisciti alla nostra guida sull’abbigliamento invernale! Scarpe impermeabili, giacca antivento, strati tecnici. Il vento di maestrale sulle zone umide è gelido.

Un’Esperienza che Arricchisce
Fare birdwatching in Sardegna a gennaio non è solo un hobby. È un corso di pazienza, bellezza e rispetto. È imparare a leggere un paesaggio apparentemente piatto, scoprendone la vita frenetica e i delicati equilibri. È assistere a uno spettacolo millenario di migrazioni e adattamenti. È tornare a casa con gli occhi pieni di grazia: il rosa di una schiera di fenicotteri in volo contro un cielo di piombo rimane un’immagine indelebile.






















































