Ogni estate, Quartu Sant’Elena si trasforma in un crocevia di culture e tradizioni provenienti da ogni angolo del pianeta. È Sciampitta, il Festival Internazionale delle Espressioni Popolari che dal 1985 anima la terza città della Sardegna con colori, musiche e danze di popoli lontani . L’edizione 2026, la 41ª, si preannuncia ricca di novità e conferme, pronta a regalare emozioni dal 27 giugno al 15 luglio .

Le origini: una danza antica diventa simbolo di incontro
Il nome del festival affonda le sue radici in una delle più antiche danze della Sardegna meridionale: sa sciampitta . Si tratta di un ballo che affascina per la sua energia e la sua storia. Secondo gli studiosi, la sciampitta potrebbe aver avuto origine da un’antica lotta rituale, in cui i ballerini simulavano un combattimento a suon di calci per dimostrare il proprio coraggio e la propria abilità .
Con il tempo, lo spirito guerriero si è trasformato in uno sfoggio di virtuosismo e seduzione. La danza prevedeva che tre uomini uscissero da un semicerchio di ballerini (il classico ballu tundu): due di loro, i “pilastri”, sostenevano il terzo, che eseguiva capriole e movimenti aerei mantenendo il ritmo con i piedi . Un’arte che richiedeva una tecnica straordinaria e che, a quanto raccontano le fonti, veniva utilizzata anche per conquistare le ragazze .
Celebre in questo senso era Tziu Boricu Spanu, un ballerino di Serdiana scomparso nel 2017, considerato un vero maestro di questa danza e in grado di eseguire la sciampitta in posizione capovolta . Oggi, lo spirito originario della sciampitta come lotta o corteggiamento è quasi scomparso, lasciando spazio a una coreografia puramente spettacolare, ma il suo nome e la sua energia continuano a vivere nel festival .

Il programma di Sciampitta 2026
La 41ª edizione di Sciampitta si articolerà in un calendario di eventi che attraverseranno tutta l’estate quartese, tra prologo, settimana clou e un evento conclusivo a settembre .
Il prologo: un viaggio nella memoria (27 giugno)
Il festival ha preso il via il 27 giugno alle 19:00 presso Sa Dom’e Farra, l’antica casa museo che è il cuore pulsante della tradizione quartese . In questa sede si + svolto il focus tematico dal titolo “Is Mortorius: il patrimonio che vive” .
L’evento, curato dagli storici locali Dino Pusceddu e Gianni Orrù (patron del festival), ha offerto un affascinante viaggio nella storia e nell’identità del territorio, parlando delle antiche vie che collegavano le case campidanesi al mare, dei gesti rituali della tonnara di Is Mortorius e dei saperi custoditi nelle corti e nei pozzi . Un’immersione nelle radici di Quartu, con intermezzi musicali a cura di Peppino Patteri (voce) e Romeo Dentoni (chitarra) .

La settimana clou: popoli in festa (10-15 luglio)
Il festival entrerà nel vivo il 10 luglio e proseguirà fino al 15 luglio, animando le serate di Quartu Sant’Elena .
Venerdì 10 luglio: La serata di apertura sul palco di piazza Mercato vedrà la presentazione ufficiale dei gruppi partecipanti .
Sabato 11 luglio: La giornata inizierà con un momento di alto valore simbolico e spirituale: la “Messa dei Popoli” alle 19:00 nella Basilica di Sant’Elena . Subito dopo, la cerimonia ai caduti in piazza Sant’Elena e la grande sfilata dei gruppi per le vie del centro storico . La serata si concluderà con l’apertura ufficiale della rassegna sul palco di piazza Mercato .
Domenica 12 luglio: La giornata sarà dedicata a un appuntamento imperdibile per gli amanti delle tradizioni sarde: la rassegna dedicata a “su cantu a curba”, il canto a tenore .
Dal 13 al 15 luglio: Il festival proseguirà con gli spettacoli serali in piazza Mercato e con la “Danza dei Popoli” a Sa Dom’e Farra . La serata di mercoledì 15, gran finale in piazza Mercato, sarà trasmessa in diretta su Videolina .
Novità 2026: Quest’anno faranno il loro debutto assoluto a Quartu i gruppi provenienti da Portogallo, Argentina, Perù e Friuli, che si aggiungeranno alle numerose rappresentanze sarde e italiane .
L’epilogo: un libro sulla tradizione (26 settembre)
A suggello dell’edizione 2026, il 26 settembre si terrà un ultimo evento a Sa Dom’e Farra, dedicato alla presentazione di un libro sulla festa di San Giovanni .

Come partecipare e perché visitare Sciampitta
Sciampitta è una festa aperta a tutti. L’ingresso a tutte le serate è gratuito . È l’occasione perfetta per vivere un’esperienza autentica e suggestiva, che unisce lo spettacolo delle danze e delle musiche folkloristiche all’opportunità di scoprire le bellezze di Quartu Sant’Elena e della sua costa.
Per chi volesse approfondire, il festival è patrocinato da AMFOS (Italian Folklore Festivals United) e riconosciuto dalla Regione Autonoma della Sardegna come una delle manifestazioni identitarie più importanti dell’isola .


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