Tag: tradizioni popolari Sardegna

  • Ittiri Folk Festa 2026: la 41ª edizione del festival che celebra il valore del tempo

    Ittiri Folk Festa 2026: la 41ª edizione del festival che celebra il valore del tempo

    C’è un appuntamento, nel cuore dell’estate sarda, che da oltre quarant’anni trasforma un piccolo paese del Coros in un crocevia di culture e tradizioni. È l’Ittiri Folk Festa, il Festival Internazionale delle Espressioni Popolari che dal 16 al 21 luglio 2026 giunge alla sua 41ª edizione con un messaggio potente e attuale: “Fermati. Respira. Vivi.” .

    Le radici di un sogno: l’associazione Ittiri Cannedu

    La storia del festival affonda le sue radici nella passione di un gruppo di giovani di Ittiri. Nel 1972, le prove di ballo sardo per partecipare alla prima Europeade del Folklore di Nuoro rappresentarono il battesimo di quello che sarebbe diventato il gruppo Ittiri Cannedu . L’emozione provata in quell’occasione accese la passione per il ballo e per gli abiti tradizionali, gettando le basi per un’associazione che si sarebbe fatta ambasciatrice delle tradizioni sarde in tutto il mondo . Nel corso degli anni, Ittiri Cannedu si è distinta per un approccio rigoroso e culturale alla tradizione, conducendo ricerche sul campo tra gli anziani del paese e coinvolgendo studiosi per recuperare e valorizzare il patrimonio vestimentario e le danze della comunità .

    Il primo seme del festival fu piantato nel 1984, in occasione del decennale del gruppo, con un raduno di gruppi sardi. Fu la prova generale di quello che, negli anni a venire, sarebbe diventato uno dei festival più conosciuti e apprezzati in Sardegna e nel mondo: l’Ittiri Folk Festa .

    La 41ª edizione: “Fermati. Respira. Vivi.”

    L’edizione 2026 si sviluppa attorno a un tema che richiama il valore del tempo vissuto con consapevolezza e delle relazioni autentiche . In una società dominata da ritmi accelerati, il festival si propone come uno spazio dove persone provenienti da culture diverse possono incontrarsi, non solo attraverso gli spettacoli, ma anche attraverso momenti di dialogo, gioco e condivisione . La danza popolare e la musica tradizionale diventano strumenti di comunicazione universale, capaci di superare barriere linguistiche e geografiche, mettendo al centro il corpo, il movimento e la relazione diretta .

    La vocazione del festival resta legata alla promozione delle espressioni popolari come forma di dialogo interculturale e partecipazione collettiva, dove la cultura non si limita a essere osservata, ma viene condivisa e vissuta .

    Il programma dell’Ittiri Folk Festa 2026

    La 41ª edizione si articolerà in un programma diffuso che toccherà tre centri del nord Sardegna .

    • Giovedì 16 luglio – Apertura a Sassari: Il festival si aprirà ufficialmente nella nuova cornice di Piazza Moretti a Sassari, una scelta che nasce dal successo ottenuto lo scorso anno con “Sassari Danze dal Mondo” .
    • Dal 17 al 20 luglio – Il cuore del festival a Ittiri: La manifestazione si sposterà nel suo fulcro storico, Ittiri, dove prenderà vita il programma più intenso. Si alterneranno “Sonos de Ballu“, le due giornate dedicate ai grandi spettacoli internazionali con le delegazioni ospiti da diversi Paesi (i cui nomi saranno svelati nelle prossime settimane), e gli appuntamenti ormai immancabili .
    • Martedì 21 luglio – Gran finale ad Alghero: Il festival si concluderà con un evento spettacolare nella città catalana, che accoglierà il gran finale dell’edizione 2026 .

    Appuntamenti imperdibili

    Accanto agli spettacoli, tornano gli eventi che da anni caratterizzano la manifestazione :

    • Il Premio Zenias: Un riconoscimento a chi si è distinto nella valorizzazione delle culture popolari.
    • La Messa dei Popoli: Un momento di spiritualità e condivisione interreligiosa che unisce le diverse delegazioni.
    • La Gran Parata della Folk Festa: La suggestiva sfilata di tutti i gruppi partecipanti per le vie del centro di Ittiri.
    • Le mostre artistiche e culturali: Esposizioni dedicate all’artigianato e alle tradizioni materiali.
    • La Cena Etnica: Un’occasione per assaporare i piatti della tradizione sarda e internazionale in un’atmosfera di festa.

    Il festival è patrocinato dal CIOFF (Conseil International des Organisations de Festivals de Folklore et d’Arts Traditionnels), un’organizzazione internazionale in relazioni formali con l’UNESCO .

    Come arrivare a Ittiri

    Ittiri si trova nella Sardegna nord-occidentale, in provincia di Sassari . È facilmente raggiungibile:

    • Da Sassari: Ittiri dista circa 20 km da Sassari. Si percorre la SS 131 in direzione di Porto Torres, si esce allo svincolo per Ittiri e si prosegue per la SP 15. Il viaggio dura circa 20 minuti.
    • Dall’aeroporto di Alghero-Fertilia: L’aeroporto dista circa 40 km. Si prende la SP 42 in direzione Sassari, poi la SS 131 e infine la SP 15 per Ittiri. Il viaggio dura circa 40 minuti.
    • Dall’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda: L’aeroporto dista circa 95 km. Si percorre la SS 597 in direzione di Sassari e poi si seguono le indicazioni per Ittiri. Il viaggio dura circa 1 ora e 15 minuti.

    Il festival è un’occasione unica per vivere un’esperienza autentica e coinvolgente, che unisce lo spettacolo delle danze e delle musiche folkloristiche alla scoperta delle bellezze di Ittiri e del suo territorio .

  • Sciampitta 2026: il Festival Internazionale del Folklore compie 41 anni a Quartu Sant’Elena

    Sciampitta 2026: il Festival Internazionale del Folklore compie 41 anni a Quartu Sant’Elena

    Ogni estate, Quartu Sant’Elena si trasforma in un crocevia di culture e tradizioni provenienti da ogni angolo del pianeta. È Sciampitta, il Festival Internazionale delle Espressioni Popolari che dal 1985 anima la terza città della Sardegna con colori, musiche e danze di popoli lontani . L’edizione 2026, la 41ª, si preannuncia ricca di novità e conferme, pronta a regalare emozioni dal 27 giugno al 15 luglio .

    Le origini: una danza antica diventa simbolo di incontro

    Il nome del festival affonda le sue radici in una delle più antiche danze della Sardegna meridionale: sa sciampitta . Si tratta di un ballo che affascina per la sua energia e la sua storia. Secondo gli studiosi, la sciampitta potrebbe aver avuto origine da un’antica lotta rituale, in cui i ballerini simulavano un combattimento a suon di calci per dimostrare il proprio coraggio e la propria abilità .

    Con il tempo, lo spirito guerriero si è trasformato in uno sfoggio di virtuosismo e seduzione. La danza prevedeva che tre uomini uscissero da un semicerchio di ballerini (il classico ballu tundu): due di loro, i “pilastri”, sostenevano il terzo, che eseguiva capriole e movimenti aerei mantenendo il ritmo con i piedi . Un’arte che richiedeva una tecnica straordinaria e che, a quanto raccontano le fonti, veniva utilizzata anche per conquistare le ragazze .

    Celebre in questo senso era Tziu Boricu Spanu, un ballerino di Serdiana scomparso nel 2017, considerato un vero maestro di questa danza e in grado di eseguire la sciampitta in posizione capovolta . Oggi, lo spirito originario della sciampitta come lotta o corteggiamento è quasi scomparso, lasciando spazio a una coreografia puramente spettacolare, ma il suo nome e la sua energia continuano a vivere nel festival .

    Il programma di Sciampitta 2026

    La 41ª edizione di Sciampitta si articolerà in un calendario di eventi che attraverseranno tutta l’estate quartese, tra prologo, settimana clou e un evento conclusivo a settembre .

    Il prologo: un viaggio nella memoria (27 giugno)

    Il festival ha preso il via il 27 giugno alle 19:00 presso Sa Dom’e Farra, l’antica casa museo che è il cuore pulsante della tradizione quartese . In questa sede si + svolto il focus tematico dal titolo “Is Mortorius: il patrimonio che vive” .

    L’evento, curato dagli storici locali Dino Pusceddu e Gianni Orrù (patron del festival), ha offerto un affascinante viaggio nella storia e nell’identità del territorio, parlando delle antiche vie che collegavano le case campidanesi al mare, dei gesti rituali della tonnara di Is Mortorius e dei saperi custoditi nelle corti e nei pozzi . Un’immersione nelle radici di Quartu, con intermezzi musicali a cura di Peppino Patteri (voce) e Romeo Dentoni (chitarra) .

    La settimana clou: popoli in festa (10-15 luglio)

    Il festival entrerà nel vivo il 10 luglio e proseguirà fino al 15 luglio, animando le serate di Quartu Sant’Elena .

    Venerdì 10 luglio: La serata di apertura sul palco di piazza Mercato vedrà la presentazione ufficiale dei gruppi partecipanti .

    Sabato 11 luglio: La giornata inizierà con un momento di alto valore simbolico e spirituale: la “Messa dei Popoli” alle 19:00 nella Basilica di Sant’Elena . Subito dopo, la cerimonia ai caduti in piazza Sant’Elena e la grande sfilata dei gruppi per le vie del centro storico . La serata si concluderà con l’apertura ufficiale della rassegna sul palco di piazza Mercato .

    Domenica 12 luglio: La giornata sarà dedicata a un appuntamento imperdibile per gli amanti delle tradizioni sarde: la rassegna dedicata a “su cantu a curba”, il canto a tenore .

    Dal 13 al 15 luglio: Il festival proseguirà con gli spettacoli serali in piazza Mercato e con la “Danza dei Popoli” a Sa Dom’e Farra . La serata di mercoledì 15, gran finale in piazza Mercato, sarà trasmessa in diretta su Videolina .

    Novità 2026: Quest’anno faranno il loro debutto assoluto a Quartu i gruppi provenienti da Portogallo, Argentina, Perù e Friuli, che si aggiungeranno alle numerose rappresentanze sarde e italiane .

    L’epilogo: un libro sulla tradizione (26 settembre)

    A suggello dell’edizione 2026, il 26 settembre si terrà un ultimo evento a Sa Dom’e Farra, dedicato alla presentazione di un libro sulla festa di San Giovanni .

    Come partecipare e perché visitare Sciampitta

    Sciampitta è una festa aperta a tutti. L’ingresso a tutte le serate è gratuito . È l’occasione perfetta per vivere un’esperienza autentica e suggestiva, che unisce lo spettacolo delle danze e delle musiche folkloristiche all’opportunità di scoprire le bellezze di Quartu Sant’Elena e della sua costa.

    Per chi volesse approfondire, il festival è patrocinato da AMFOS (Italian Folklore Festivals United) e riconosciuto dalla Regione Autonoma della Sardegna come una delle manifestazioni identitarie più importanti dell’isola .