Tag: turismo culturale Sardegna

  • Cabras: tra Giganti di pietra, laguna e sapori antichi

    Cabras: tra Giganti di pietra, laguna e sapori antichi

    Sulla costa centro-occidentale della Sardegna, affacciata sull’omonimo stagno e sulla splendida penisola del Sinis, sorge Cabras. Un piccolo centro di circa 9.000 abitanti che custodisce un patrimonio storico e culturale di straordinario valore, capace di raccontare millenni di storia mediterranea .

    Cenni storici: la lotta per lo stagno

    La storia di Cabras è indissolubilmente legata al suo stagno, un’area lagunare ricchissima di pesce che per secoli è stata al centro di aspre contese. Lo stagno di Cabras (localmente chiamato Mare e Pontis) era regolato da una rigida gerarchia: nel 1662 un banchiere genovese ne ottenne i diritti d’uso dal re di Spagna, e nel 1836 passò alla famiglia Carta, tra le più ricche proprietarie terriere dell’isola .

    Per tutto il Novecento, i pescatori di Cabras lottarono per rivendicare il diritto di pesca in quelle acque. Nel 1961, sessanta di loro occuparono lo stagno per una settimana, mentre le donne le attendevano sulla riva per rifornirli di provviste. Decenni di proteste e processi portarono infine all’esproprio dello stagno da parte della Regione nel 1982, che lo assegnò in gestione a una cooperativa . Una vicenda che racconta il carattere tenace e ribelle di questa comunità.

    Cosa vedere: un viaggio nella storia e nella natura

    Cabras è un vero e proprio museo a cielo aperto. Ecco cosa non perdere:

    I Giganti di Mont’e Prama

    Il tesoro più prezioso di Cabras sono i Giganti di Mont’e Prama, statue antropomorfe in pietra risalenti a circa tremila anni fa (XI-IX secolo a.C.), considerate le più antiche del Mediterraneo occidentale . I 27 guerrieri, pugilatori e arcieri in calcare arenaceo sono oggi tutti riuniti al Museo Civico “Giovanni Marongiu”, dopo una lunga battaglia per il loro ritorno a casa . La loro scoperta ha rivoluzionato le teorie sulla civiltà nuragica, dimostrando che la Sardegna era al centro di fitti scambi commerciali nel Mediterraneo .

    Il museo ospita anche reperti provenienti dall’antica città di Tharros, fondata dai Fenici nell’VIII secolo a.C., e dal villaggio prenuragico di Cuccuru is Arrius .

    Tharros e la penisola del Sinis

    A pochi chilometri da Cabras, sulla punta meridionale del Sinis, si ergono le suggestive rovine di Tharros, un tempo capitale del Giudicato d’Arborea. Qui si possono ammirare resti fenicio-punici e romani: terme, necropoli e la caratteristica Torre di San Giovanni, costruita tra il XVI e il XVII secolo per difendere la costa dai pirati saraceni .

    Spiagge di quarzo

    Il Sinis offre alcune delle spiagge più singolari della Sardegna. La più famosa è Is Arutas, con la sua sabbia bianca formata da fini granelli di quarzo che sembrano chicchi di riso .

    Il Castello medievale

    Nel centro di Cabras, lungo via Messina, si trovano i resti del castello medievale che sorgeva sulle rive dello stagno, posizionato strategicamente per il controllo del territorio e delle vie d’acqua .

    La Corsa degli Scalzi

    Se visiti Cabras il primo fine settimana di settembre, assisterai a uno degli eventi più suggestivi della Sardegna: la Corsa degli Scalzi. Centinaia di uomini, scalzi e vestiti di saio bianco, percorrono in corsa gli 8 chilometri che separano Cabras dal villaggio di San Salvatore, per onorare un voto che si rinnova da oltre 500 anni .

    Cosa assaggiare: l’oro di Cabras

    La bottarga

    La regina della cucina cabrarese è la bottarga di muggine, definita l’”oro di Cabras”. Le uova del muggine vengono estratte, pressate e fatte essiccare con il sale per circa un mese. Si gusta grattugiata sugli spaghetti, tagliata a fettine sottili su pane carasau o abbinata a carciofi e sedano .

    Il muggine

    Il muggine è l’ingrediente cardine della tradizione culinaria del Sinis. Imperdibile il muggine a sa merca, lessato con il sale e avvolto nella zibba, un’erba palustre che cresce lungo lo stagno, o il muggine a scabecciu, fritto e conservato in un sugo agrodolce di pomodoro, aceto e cipolla .

    Specialità di laguna e mare

    Da non perdere la burrida (razza in salsa piccante), l’anguilla incasada (arrosto con pecorino) e la fregola con le arselle . Per chi ama la carne, l’offerta include zuppe di fave e lenticchie, cinghiale e trippa .

    La Vernaccia

    Cabras è terra di vini, in particolare di Vernaccia, un vitigno che dà un vino dal caratteristico colore verde-giallo dorato, perfetto da abbinare a pesce, bottarga e dolci di mandorle .

    Come arrivare

    In auto: Cabras dista circa 10 km da Oristano . Da Cagliari o Sassari, percorri la SS 131 e prendi l’uscita per Oristano Nord . La distanza è di circa 120 km da entrambe le città .

    In aereo: Gli aeroporti più vicini sono Elmas (Cagliari) e Fertilia (Alghero). Da entrambi è possibile noleggiare un’auto per raggiungere Cabras .

    Mezzi pubblici: Non ci sono collegamenti diretti con i mezzi pubblici da Oristano, quindi l’auto è il mezzo consigliato .

  • Un settembre di eventi: tra sagre, corse e festival

    Un settembre di eventi: tra sagre, corse e festival

    Settembre in Sardegna è un mese che non delude mai. Mentre il mare conserva ancora il calore dell’estate, l’isola si anima di un’altra energia: quella delle sagre, delle feste patronali e dei grandi eventi che colorano piazze e borghi. È il momento in cui la Sardegna si racconta attraverso i suoi riti più autentici, mescolando tradizione, musica, sport e sapori.

    Il grande ritorno: Autunno in Barbagia

    Se c’è un evento che incarna lo spirito di settembre in Sardegna, quello è Autunno in Barbagia. Quest’anno la manifestazione spegne ben 25 candeline e festeggia i 30 anni di Cortes Apertas, il format originario che aprì al pubblico le tradizionali cortes dei paesi barbaricini .

    Da settembre a dicembre, 31 comuni e 32 appuntamenti accoglieranno i visitatori tra le 450mila e le 500mila presenze stimate ogni anno . Ogni tappa è un’esperienza unica: a Oliena si degusta il pane carasau, a Sorgono il vino Mandrolisai, a Gavoi si ammirano i coltelli artigianali, a Tonara i dolci tipici . La novità del 2026? In ogni borgo saranno presenti dimostrazioni dal vivo delle lavorazioni artigianali e gazebo informativi dedicati al progetto Einstein Telescope .

    L’edizione di quest’anno porta il claim “Il gusto antico dell’ospitalità” e si terrà dal 5 settembre al 13 dicembre, attraversando 33 borghi in 32 comuni . Un’occasione imperdibile per immergersi nell’anima più autentica dell’isola.

    Oristano, un evento al giorno

    Nel centro-ovest della Sardegna, Settembre Oristanese trasforma la città e Torregrande in un palcoscenico a cielo aperto. Il calendario è fitto e variegato .

    Al Palasport di Sa Rodia il grande basket con Dinamo Sassari e Valtur Brindisi, mentre dal 10 al 13 settembre spazio a Sardegnacavalli e dal 24 al 27 alla Sardinia Gravel Race, gara ciclistica a tappe .

    Le tradizioni trovano spazio con la Festa del Rimedio, Santa Croce e Sant’Efisio, la serata folk con i Tenores di Neoneli e il Memorial Enrico Fiori del 19 settembre in piazza Eleonora, dedicato ai balli e alla musica tradizionale . Non mancano libri, teatro e arte contemporanea, con la rassegna “E ora… autori in biblioteca” e gli spettacoli del progetto europeo Island Connect II .

    Corse, devozione e feste patronali

    Settembre è anche il mese delle feste patronali, momenti in cui fede e comunità si intrecciano in riti antichi.

    A Siurgus Donigala, nel Sud Sardegna, “Sa Festa” della patrona si svolge all’inizio di settembre. È scandita dal lancio di razzi che annunciano l’inizio delle celebrazioni, e per gli abitanti e gli emigrati di ritorno rappresenta un momento di ritrovo collettivo, una pausa dai lavori in campagna per onorare la Vergine in una lunga processione che unisce i territori della Trexenta .

    Ad Aritzo, in Barbagia, la festa in onore di San Basilio si tiene la prima domenica di settembre. È una ricorrenza che risale a oltre cento anni fa, quando i pastori, prima di intraprendere la transumanza verso il Campidano, si riunivano per celebrare il Santo. La processione coinvolge l’intero paese in costume tradizionale, seguita da “Su Pinnone”, l’albero della cuccagna, e da giochi popolari come la corsa dei sacchi .

    La celebre Corsa degli Scalzi di Cabras, dedicata a San Salvatore, è un evento di fede e tradizione che si ripete a settembre . Una corsa a piedi nudi che attraversa lo stagno per raggiungere la chiesetta di San Salvatore, un rito che unisce devozione e sacrificio.

    Artigianato e cultura

    A Mogoro (Oristano), fino al 13 settembre, si tiene la 65esima edizione della Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna. Con il concept “Intrecci”, ispirato alla tradizione tessile del paese, la fiera riunisce 113 artigiani provenienti da tutta l’isola, rappresentativi di 13 comparti: ceramica, tessitura, oreficeria, legno, vetro, metalli, pelletteria, coltelleria e molto altro . Una vetrina straordinaria del saper fare sardo, capace di unire tradizione e design contemporaneo.

    Settembre in Sardegna è un mese che sa sorprendere. Dai borghi della Barbagia che aprono le loro cortes alle piazze di Oristano animate da concerti e sport, dalle corse devozionali ai banchetti delle sagre, l’isola offre un calendario ricchissimo di eventi. È il momento perfetto per scoprire una Sardegna autentica, fatta di comunità, tradizione e accoglienza.

  • L’Isola delle Storie 2026: il festival letterario della Sardegna compie vent’anni a Gavoi

    L’Isola delle Storie 2026: il festival letterario della Sardegna compie vent’anni a Gavoi

    C’è un momento magico in cui il silenzio granitico della Barbagia si trasforma in un coro polifonico di voci, idee e risate. Succede all’inizio dell’estate, quando le strade in pietra e i balconi fioriti di Gavoi, piccolo comune montano in provincia di Nuoro, si popolano di scrittori, poeti, giornalisti e lettori da ogni angolo d’Europa.

    Dal 2 al 5 luglio 2026, il Festival Letterario della Sardegna celebra la sua ventesima edizione . Un traguardo importante per una manifestazione nata quasi per scommessa e diventata uno degli appuntamenti culturali più intimi e originali del panorama nazionale .

    Un compleanno speciale nel cuore della Sardegna

    L’idea del festival nacque nel 2002 da un gruppo di scrittori cagliaritani — Flavio Soriga, Giulio Angioni, Giorgio Todde, Francesco Abate e altri — che fondarono l’associazione “L’Isola delle Storie” . La scelta di Gavoi come sede è stata una scommessa vincente: organizzare un evento culturale di portata internazionale in un luogo “disagiato” e lontano dai percorsi turistici balneari ne ha rappresentato il punto di forza e il principale marcatore identitario .

    Oggi, dopo vent’anni, il Festival è Gavoi e Gavoi è il Festival . Il paese di duemila abitanti si trasforma in una monumentale biblioteca all’aperto, dove piazze storiche, giardini comunali e cortili interni diventano palcoscenici di parole . Niente passerelle ingessate o aree riservate: l’accesso a tutti gli incontri è rigorosamente gratuito, e capita di ritrovarsi a prendere un caffè accanto al proprio romanziere preferito .

    Il programma del ventennale

    Il palinsesto 2026 si apre giovedì 2 luglio con un evento musicale d’eccezione: “Carapace”, lo spettacolo in cui Roy Paci, oltre che trombettista, diventa cantastorie .

    I giorni di festival si snodano attraverso cicli tematici che accompagnano i visitatori dal mattino fino a tarda notte .

    “Dal balcone – universi al femminile” (ore 10.30)

    Uno spazio dedicato alle autrici. Venerdì 3 luglio ospite Maria Attanasio, sabato 4 luglio dialogo tra Maura Gancitano e Nadeesha Uyangoda che presenta “Acqua sporca”, domenica 5 luglio Sarah Savioli dialoga con la scrittrice e traduttrice Elvira Mujcic .

    “Mezzogiorno di fuoco” – l’attualità internazionale

    Venerdì 3 luglio, con il giornalista del Post Eugenio Cau, la scrittrice Pegah Moshir Pour e la storica Farian Sabahi, per un incontro dal titolo “Notte sopra l’Iran” .
    Sabato 4 luglio, “Raccontare la guerra, i fatti e la forza delle storie” con la giornalista del Corriere della Sera Marta Serafini e la scrittrice ucraina Yaryna Grusha .
    Domenica 5 luglio, “Genesi di una svolta” sulle trasformazioni geopolitiche con la giornalista di La7 Elena Testi, che con il suo ultimo libro ricostruisce l’ascesa dell’estrema destra in Israele .

    I Reading pomeridiani

    Venerdì 3 luglio Saba Anglana porta “La signora meraviglia”, sabato 4 luglio Fabio Genovesi legge “Mie magnifiche maestre”, domenica 5 luglio Francesco Pacifico riflette sulla società con “La voce del padrone” .

    “Esercizi di meraviglia” con Tlon

    Il ciclo curato da Maura Gancitano e Andrea Colamedici di Tlon. Venerdì 3 luglio insieme al filosofo di “Barbasophia”, Matteo Saudino. Sabato 4 luglio con Serena Mazzini, esperta dei mass media, attraverso l’incontro “L’industria della solitudine”. Domenica 5 luglio “Libertà e disobbedienza come vie per la meraviglia” con la giornalista Valentina Petrini .

    “Altre prospettive” (ore 18)

    Venerdì 3 luglio le scrittrici sarde Graziella Monni e Bibbiana Cau, sabato 4 luglio lo scrittore slovacco Michal Hvorecky, domenica 5 luglio Mattia Insolia e Gabriella Dal Lago .

    “Storie di altri luoghi” (in serata)

    Condotto da Elisabetta Bucciarelli, porta sul palco venerdì la scrittrice polacca Joanna Bator, sabato lo scrittore israeliano Eshkol Nevo e domenica Widad Tamimi, giornalista e scrittrice nata in una famiglia di profughi .

    Un omaggio speciale è dedicato a Marjane Satrapi, illustratrice e regista franco-iraniana recentemente scomparsa , e a figure come Grazia Deledda, Wislawa Szymborska e Michela Murgia .

    Un festival per ragazzi e bambini

    L’Isola delle Storie dedica una grande attenzione al pubblico più giovane, con un programma curato dall’Associazione Culturale Lughenè che dal 3 al 5 luglio accompagna bambine, bambini, ragazze e ragazzi in un percorso ricco di storie, giochi, laboratori, letture e spettacoli .

    Tra gli ospiti: lo scrittore Teo Benedetti con “L’estate del mio primo bacio (forse)” e laboratori di scrittura; l’illustratore Lucio Schiavon con la mostra “Certe forme lo distraevano continuamente”; e Serenella Quarello con “Isole, pirati e lotte bestiali” .

    Non mancano “Storie in gioco”, la gara di lettura che coinvolge le biblioteche del territorio, e una ricca serie di laboratori: dalla costruzione di marionette alla creazione di un caleidoscopio, dal fumetto all’acquerello, fino alla scrittura creativa e al teatro di movimento .

    Il programma si chiude domenica 5 luglio alle 18:15 con la “Parata strampalata”, festa finale in cui marionette, bandiere e stendardi realizzati nei laboratori sfileranno per le vie di Gavoi .

    Mostre e installazioni

    Il MAN – Museo d’Arte della Provincia di Nuoro porta a Gavoi “Nodi“, il progetto fotografico di Marco Ceraglia sui paesi più piccoli della Sardegna . Per le vie del centro, con l’associazione Tyche, le foto di Daniela Zedda, omaggio alla fotografa scomparsa nel 2022 . E ancora, le illustrazioni di Angelo Monne e la mostra di Lucio Schiavon all’Ex Caserma .

    Perché visitare L’Isola delle Storie

    Partecipare a L’Isola delle Storie non significa semplicemente assistere a presentazioni editoriali, ma vivere un’esperienza sensoriale completa. Il festival si intreccia con la scoperta del territorio: tra un dibattito e l’altro, si può visitare il Museo del Fiore Sardo o passeggiare fino al suggestivo lago di Gusana .

    La sera, l’atmosfera si scalda nel Giardino Comunale Binzadonnia, dove la parola scritta cede il passo alle note musicali, ai reading performativi e agli spettacoli dal vivo sotto il cielo stellato della Barbagia .

    Riconosciuto come uno dei festival letterari più importanti d’Italia, L’Isola delle Storie è stato inserito dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria tra le diciotto manifestazioni letterarie di maggior rilievo nel panorama nazionale .