Tag: tappeti

  • Samugheo e i telai: un aprile tra tappeti e antichi tessuti a pibiones

    Samugheo e i telai: un aprile tra tappeti e antichi tessuti a pibiones

    C’è un paese nell’entroterra sardo dove il tempo sembra essersi fermato, ma non per nostalgia. È Samugheo, nel cuore della Barbagia del Mandrolisai, un angolo di provincia di Oristano dove la tradizione non si conserva in un museo – anche se il museo c’è ed è straordinario – ma si respira per le strade, si annusa nei laboratori, si tocca con mano nelle case.

    Aprile è il mese perfetto per visitarlo. Le giornate si allungano, il sole scalda senza bruciare e i telai, dentro le botteghe artigiane, lavorano a pieno ritmo. È la stagione in cui Samugheo mostra il suo volto più autentico: quello di un borgo che ha fatto della tessitura la sua anima, la sua identità, la sua ragione di vivere.

    Ecco una guida per scoprire l’arte millenaria dei tappeti sardi a pibiones, tra laboratori storici, musei e maestri tessitori.

    1. L’arte dei pibiones: quando il filo diventa acino d’uva

    Se c’è una tecnica che rende celebri i tessuti di Samugheo in tutto il mondo, è il pibiones (o pipiones). Il nome, in sardo, significa “acini d’uva” , e basta guardare un tappeto lavorato con questa tecnica per capirne il motivo: la superficie si copre di piccoli rilievi tondeggianti, uno accanto all’altro, che ricordano proprio i grappoli pronti per la vendemmia .

    Ma come si crea questo effetto? La lavorazione è complessa e richiede una pazienza quasi monastica. Ogni singolo “acino” viene realizzato a mano: si avvolge il filo attorno a un ago di ferro, si crea un piccolo nodo che resta in sospensione, e poi si passa al successivo. Riga dopo riga, migliaia di pibiones prendono forma, disegnando motivi geometrici, fiori, stelle e simboli antichi tramandati da generazioni .

    Per darti un’idea della complessità: per realizzare un copriletto su un telaio di medie dimensioni, una tessitrice deve contare e infilare a mano 4.800 fili di ordito, decine di migliaia di pibiones e centinaia di migliaia di passaggi di trama. E se perde il conto? Deve ricominciare dal punto in cui si è interrotta .

    2. La tradizione al femminile: storie di tessitrici

    La tessitura a Samugheo è sempre stata appannaggio delle donne. Per secoli, le ragazze imparavano l’arte dai telai delle loro madri e nonne, e tessevano il proprio corredo per il matrimonio: lenzuola, tovaglie, copriletti, federe e persino le coperte per le cassette nuziali .

    Fino a qualche decennio fa, in quasi ogni casa di Samugheo c’era un telaio. Le donne tessevano non solo per la famiglia, ma anche per personalizzare i tessuti d’arredo: strisce colorate per decorare le cassapanche in legno, coperte per i cavalli da lavoro, bisacce per portare il pane nei campi .

    Oggi questa tradizione è ancora viva. Ci sono ancora tessitrici che lavorano con telai completamente manuali, senza l’ausilio di motori idraulici – un’autentica rarità in un mondo che corre veloce. Tra queste, il laboratorio di Isabella Frongia e Anna Maria Pirastu è considerato il custode della tecnica più pura: il loro telaio grande, lungo circa tre metri, è ancora azionato a forza di braccia .

    3. I laboratori da visitare: dove vedere nascere un tappeto

    Se vai a Samugheo in aprile, non puoi perderti la visita ad almeno uno dei suoi celebri laboratori artigianali. Ecco i più importanti.

    Arte Sarda “Il Tessile” di Franco Tatti

    Franco Tatti e sua moglie Emanuela hanno fondato questa azienda nel 1989, ma la loro storia familiare con la tessitura è molto più antica. Nel loro laboratorio, telai moderni si affiancano a tecniche tradizionali, e si producono tappeti, arazzi, cuscini e tende con lana sarda, spesso combinata con lino e cotone .

    Info utili:

    • Orari: lunedì-sabato 9.00-13.00 e 15.30-18.00
    • Showroom a Samugheo e a Oristano 

    Sartapp (Laboratorio Tessile Basilio Sanna)

    Fondato nel 1978 da Basilio Sanna, oggi è gestito dai tre figli Stefania, Carlo e Fabrizio. Sartapp è famosa per aver saputo unire l’antica tradizione del pibiones a un design contemporaneo, collaborando con architetti e designer italiani e internazionali .

    Una curiosità: qui hanno brevettato la tecnica dei “Pipiones a Morse”, che permette di creare tappeti bidimensionali con effetti di profondità e vivacità straordinari .

    Showroom: Samugheo, Baia Sardinia, Olbia, San Teodoro .

    Altri artigiani

    In paese sono attivi diversi piccoli laboratori a conduzione familiare. Passeggiando per le vie del centro, troverai botteghe con le porte aperte, dove le tessitrici lavorano ancora a mano e sono felici di mostrare il loro lavoro e raccontare la storia di ogni pezzo.

    4. Il MURATS: il museo che custodisce la memoria

    Se vuoi capire la profondità di questa tradizione, devi visitare il MURATS – Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda .

    Fondato nel 2002, è ospitato in un edificio moderno alla periferia del paese, ma il suo cuore batte nel passato. La collezione permanente raccoglie manufatti provenienti da tutta l’isola, molti dei quali recuperati dalle antiche casse delle famiglie samughesi: tovaglie, coperte, lenzuola, abiti da pastore, costumi tradizionali e persino le federe per le cassette nuziali .

    I tesori da non perdere

    Tra le sale del museo, fai attenzione ai cinque “tapinu ’e mortu” del XVIII secolo. Si tratta di manufatti tessili funerari, rarissimi: in tutta la Sardegna ne esistono solo otto esemplari, e cinque sono custoditi qui .

    Orari di apertura (aggiornati per aprile 2026)

    In primavera, il museo osserva i seguenti orari :

    • Da aprile a maggio: martedì-domenica 10.00-13.00 e 16.00-19.00
    • Da giugno a settembre: martedì-domenica 10.00-13.00 e 17.00-20.00

    Biglietti e servizi

    • Intero: € 6 (biglietto cumulativo con il Museo CI.MA di Allai)
    • Ridotto: € 4 (ragazzi 13-18 anni, gruppi oltre 20 persone, scolaresche)
    • Gratuito: under 12, disabili

    Servizi: visite guidate incluse nel prezzo. Su prenotazione, è possibile partecipare a laboratori didattici di tessitura .

    Contatti: tel. +39 0783 631052 – email museomurats@gmail.com – www.murats.it

    5. Cosa fare a Samugheo ad aprile (oltre alla tessitura)

    Visitare il centro storico

    Samugheo non è solo telai. Il suo centro storico merita una passeggiata lenta, tra stradine in pietra, case in basalto e scorci sulle colline circostanti. Da non perdere la Chiesa Parrocchiale di San Michele, con i suoi affreschi, e le domus de janas nelle campagne circostanti, antiche tombe scavate nella roccia risalenti al Neolitico .

    Esplorare le grotte

    Il territorio intorno a Samugheo è ricco di cavità naturali, alcune delle quali visitabili. Le più famose sono le Grotte di Is Janas, a pochi chilometri dal paese, un complesso carsico con stalattiti e stalagmiti che in primavera offrono un fresco naturale perfetto .

    Assaggiare i prodotti del territorio

    Samugheo si trova nella Barbagia del Mandrolisai, terra di vini pregiati. Approfitta della visita per assaggiare il Mandrolisai DOC, un rosso corposo e strutturato che qui trova la sua massima espressione. Da abbinare, ovviamente, ai formaggi locali e al pane carasau .

    6. Un consiglio per chi ama la fotografia

    Se sei un appassionato di fotografia, aprile a Samugheo è un paradiso. La luce primaverile, morbida e dorata, esalta i colori dei tessuti esposti all’aperto durante le manifestazioni. E nei laboratori, i telai illuminati dalla luce che filtra dalle finestre creano giochi d’ombra perfetti per scatti da premio. Chiedi sempre il permesso prima di fotografare le artigiane al lavoro: lo apprezzeranno.

    Perché visitare Samugheo ad aprile

    Aprile è il mese in cui la tradizione tessile di Samugheo si svela in tutta la sua autenticità. Non c’è l’affollamento estivo, le giornate sono fresche e ideali per passeggiare, e i laboratori sono pieni di attività, con le tessitrici al lavoro sui nuovi progetti primaverili.

    È il momento giusto per fermarsi, osservare, ascoltare il ritmo cadenzato del telaio e lasciarsi raccontare una storia che viene da lontano. Quella di donne che, filo dopo filo, hanno tessuto non solo tappeti, ma l’identità stessa di un intero paese.

    Porta a casa un tappeto, se puoi. Non sarà solo un oggetto d’arredo: sarà un pezzo di Sardegna, un frammento di tempo rallentato, un ricordo che porterai con te per sempre.


    Samugheo ti aspetta. Con i suoi telai, i suoi colori e le sue mani sapienti. Aprile è il mese giusto. Non mancare.

    Per informazioni aggiornate su orari e aperture, consulta il sito ufficiale del MURATS all’indirizzo www.murats.it o contatta la Pro Loco di Samugheo.

  • Autunno in Barbagia 2025: Il Weekend dei morti ci porta in Alta Quota. Desulo tra Castagne, Tessuti e Tradizione

    Autunno in Barbagia 2025: Il Weekend dei morti ci porta in Alta Quota. Desulo tra Castagne, Tessuti e Tradizione

    Il primo weekend di novembre porta Autunno in Barbagia in uno dei suoi regni più simbolici: Desulo. Arroccato a oltre 1000 metri sul livello del mare, tra le cime del Gennargentu, Desulo in autunno offre un’esperienza autentica e immersiva, dove i colori del foliage si mescolano al fumo dei camini e ai profumi intensi della cucina d’alta quota.

    Con l’arrivo dei primi freddi, le cortes di Desulo si trasformano in rifugi caldi e accoglienti, ideali per scoprire l’artigianato tessile più pregiato e i sapori robusti della montagna barbaricina. Un appuntamento per veri intenditori della Sardegna più autentica.

    Desulo: Il Balcone sul Gennargentu

    Come Arrivare: Desulo si trova a circa 110 km da Cagliari e 60 km da Nuoro. Si raggiunge percorrendo la SS389 Var Nuoro-Lanusei fino al bivio per Aritzo, per poi imboccare la SP7 in direzione Desulo. L’ultimo tratto è una strada di montagna molto panoramica.
    Cosa Vedere Oltre le Cortes:

    • Il Centro Storico Tripartito: Desulo è diviso in tre rioni storici (Asuai, Issiria e Ovolaccio), ognuno con la sua identità. Passeggiare tra loro significa scoprire vicoli lastricati, case in granito e panorami mozzafiato sulle vette del Gennargentu.
    • Il Museo Etnografico “Montagna Sarda”: Per approfondire la storia locale, la vita agropastorale e la tradizione tessile del paese.
    • I Sentieri nel Bosco: Approfittate della stagione per una passeggiata nei boschi circostanti, dove i castagni e gli aceri esplodono in colori caldi.

    Cosa Fare durante Cortes Apertas:
    Desulo è famoso in tutta l’isola per due eccellenze: la tessitura e i prodotti del bosco. Nelle sue cortes, l’atmosfera è domestica e calorosa.

    1. L’Arte della Tessitura: Desulo è un centro di eccellenza per la produzione di tappeti e copriletti lavorati a mano su telai tradizionali. I motivi sono geometrici, antichissimi e dai colori vivaci. Osservare le tessitrici all’opera è uno spettacolo ipnotico.
    2. La Regina Castagna: A novembre, il profumo della castagna arrostita domina il paese. Nelle cortes assaggerete caldarrostemontongias (pane con farina di castagne), miele di castagno e la prelibata birra alle castagne artigianale.
    3. I Sapori della Montagna: La cucina è robusta e genuina. Non perdete i culurgiones desulesi ( spesso conditi con un sugo di carne), i formaggi di pecora e capra stagionati, e la carne di maiale trasformata in salsicce e prosciutti.

    Un Weekend tra Sacro e Profano: La Commistione con Ognissanti

    Il fatto che Cortes Apertas si svolga il 1° novembre (Ognissanti) aggiunge un layer di suggestione unico alla visita.

    • Atmosfera: L’aria frizzante di inizio novembre, il fumo dei camini e la luce radente del sole autunnale creano un’atmosfera malinconica e suggestiva, perfetta per esplorare i vicoli antichi.
    • Tradizione Culinaria: In questo periodo si preparano i dolci dei morti, come is papassinos(biscotti con noci, uvetta e glassa di zucchero). Sarà facile trovarli nelle cortes assaggiarli.
    • Momenti di Ricordo: Potrebbe capitare di assistere a momenti di commemorazione familiare, che rendono ancora più profondo e rispettoso l’incontro con la comunità.

    Consigli per il Weekend del 1-2 Novembre 2025

    1. Prenotazione Obbligatoria: Desulo è una meta molto ambita, soprattutto in questo periodo così caratteristico. Prenotate per tempo l’alloggio in uno dei suoi caratteristici B&B o in un agriturismo dei dintorni.
    2. Come VestirsiAbbigliamento caldo e a strati è d’obbligo. A 1000 metri, soprattutto la sera, le temperature calano drasticamente. Scarpe comode e impermeabili sono essenziali per camminare tra i vicoli lastricati e eventuali sentieri.
    3. Cosa Portare a Casa: Un tappeto o un arazzo desulese è un acquisto di altissimo valore artigianale e un ricordo indelebile. Anche un sacchetto di castagne secche o un barattolo di miele sono ottime idee.
    4. Spostamenti: L’auto è necessaria. Guidate con prudenza perché le strade di accesso sono tortuose. Il viaggio stesso, però, con i paesaggi montani autunnali, fa parte dell’esperienza.
    5. Gusta con Lentezza: Questo è un weekend da vivere senza fretta. Riscaldatevi in una corte con un bicchiere di vino rosso e un piatto caldo, chiacchierate con le tessitrici e lasciatevi avvolgere dai ritmi lenti della montagna.

    Desulo in autunno è più di una tappa di Cortes Apertas; è un’esperienza sensoriale completa. È il profumo di legno bruciato e castagne, il suono del telaio che batte, il gusto dei sapori decisi della montagna e il calore di una comunità fiera delle sue radici. Un appuntamento imperdibile per chiudere in bellezza la stagione autunnale in Barbagia.

  • Cosa Mettere in Valigia dopo un Viaggio in Sardegna: Souvenir, Prodotti Tipici e ricordi da Portare a Casa

    Cosa Mettere in Valigia dopo un Viaggio in Sardegna: Souvenir, Prodotti Tipici e ricordi da Portare a Casa

    La Sardegna è un’isola ricca di tradizioni, sapori unici e artigianato di qualità. Prima di ripartire, è naturale voler portare con sé un pezzo di questa terra, ma è importante sapere cosa comprarecosa evitare e cosa è vietato portare via. Ecco una guida pratica per riempire la valigia con i migliori souvenir sardi, senza rischiare multe o sprechi di spazio.


    1. Souvenir e Artigianato Tipico da Comprare

    ✔ Tessuti e Tappeti Sardi

    • Bisacce (borse tradizionali in lana)
    • Tappeti tessuti a mano (come quelli di Samugheo o Nule)
    • Lenzuola e asciugamani in lino o cotone sardo

    ✔ Ceramiche e Oggetti in Filigrana

    • Ceramiche decorate (tipiche di Assemini e Oristano)
    • Gioielli in filigrana (come i bottoni sardi o i ciondoli tradizionali)

    ✔ Coltelli e Artigianato in Legno

    • Coltelli sardi (come la resolza con manico in corno, la pattadesa o la arburesa)
    • Maschere tradizionali (come quelle del Carnevale di Mamoiada)

    ✔ Prodotti in Corallo

    • Collane e gioielli in corallo da acquistare nelle botteghe di Alghero

    2. Prodotti Alimentari da Portare in Valigia

    ✔ Formaggi e Latticini

    • Pecorino Sardo DOP (stagionato o fresco)
    • Fiore Sardo (formaggio a pasta dura dal sapore intenso)
    • Ricotta mustia (affumicata)

    ✔ Salumi e Carni

    • Prosciutto di  Desulo
    • Salsiccia sarda (secca o fresca)

    ✔ Pane e Dolci Tradizionali

    • Pistoccu , una sorta di pane carasau piú spesso da consumare bagnato
    • Fresa, la tipica spianata sarda
    • Pane Zichi , il pane secco a palloncino tipico del nord dell’isola
    • Sebadas (dolce fritto con formaggio e miele)
    • Torrone di Tonara (con miele e noci)

    ✔ Vini e Liquori

    • Vermentino di Gallura (DOCG)
    • Cannonau (vino rosso robusto)
    • Mirto (liquore tipico a base di bacche di mirto)

    3. Cosa NON Portare Via: Multe e Divieti

    ❌ Sabbia, Conchiglie e Pietre (Vietato per Legge!)

    • Prelevare sabbia, ciottoli o conchiglie dalle spiagge è proibito e può costare multe fino a 3.000€ (Legge n. 23 del 1998).
    • Alternative legali: Compra sabbia colorata in vetro (artigianato di Bosa) o conchiglie lavorate nei negozi autorizzati.

    ❌ Prodotti Facilmente Reperibili Fuori dalla Sardegna

    • Birra Ichnusa (nonostante sia prodotta ad Assemini é venduta in tutta Italia)
    • Malloreddus e Pane Carasau  ormai si trovano anche fuori dell’isola, a meno di non cercare qualche eccellenza di produttori artigianali si puó anche fare a meno di occupare spazio in valigia

    4. I Ricordi più Belli? Quelli che Non Pesano in Valigia

    Oltre ai souvenir materiali, i migliori ricordi della Sardegna sono:

    • Le foto delle spiagge (Cala Luna, La Pelosa, Chia)
    • Il suono delle launeddas (strumento tradizionale)
    • Il profumo del mirto e del ginepro

    Conclusione

    Prima di chiudere la valigia, assicurati di aver fatto spazio ai prodotti tipici sardi, evitando ciò che è vietato o inutile. Porta con te non solo oggetti, ma anche l’emozione di un’isola unica al mondo.

    E tu, cosa hai messo in valigia dopo un viaggio in Sardegna?