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  • La Sardegna dei nuraghi a cielo aperto: 3 siti meno famosi ma perfetti ad aprile

    La Sardegna dei nuraghi a cielo aperto: 3 siti meno famosi ma perfetti ad aprile

    Aprile in Sardegna è il mese dei contrasti perfetti. Il mare è già invitante ma non affollato, le campagne sono di un verde acceso dopo le piogge invernali e, soprattutto, l’entroterra si risveglia con una luce dorata che sembra fatta apposta per raccontare storie millenarie.

    È il momento ideale per andare alla scoperta dei nuraghi, quelle torri di pietra che punteggiano l’isola come sentinelle silenziose. Ma non quelli famosissimi, già presi d’assalto dai tour organizzati. Parliamo di quelli meno conosciuti, quelli che si raggiungono percorrendo stradine bianche, dove l’unico biglietto d’ingresso è il silenzio e l’unica guida è la curiosità.

    Ecco tre siti nuragici perfetti da visitare in aprile, lontani dalle folle e immersi in paesaggi primaverili da togliere il fiato.

    1. Nuraghe Lò: il gigante di pietra della Barbagia di Ollolai

    Dove: Sorgono, provincia di Nuoro
    Tipologia: nuraghe a corridoio
    Ingresso: gratuito, aperto 24 ore su 24 

    Nel cuore della Barbagia di Ollolai, tra i boschi di lecci e le distese di granito, sorge il Nuraghe Lò. Non aspettarti un complesso monumentale come Su Nuraxi di Barumini – qui c’è un’altra bellezza, più intima e selvaggia.

    Si tratta di un nuraghe a corridoio, una delle tipologie più antiche e diffuse in Sardegna . La struttura è semplice: un corridoio centrale collega l’ingresso alla camera principale, con mura poderose costruite con la tecnica a secco che ha reso celebri i costruttori nuragici. Le pietre, lavorate a mano millenni fa, si incastrano ancora perfettamente senza l’uso di malta.

    Perché visitarlo ad aprile

    Aprile è il mese in cui la natura intorno al nuraghe si risveglia. Il sito è inserito in un circuito di sentieri che ti porta a scoprire altre meraviglie: altri nuraghi, domus de janas (le tombe scavate nella roccia del Neolitico) e i menhir di Su Biru e Concas .

    La posizione del nuraghe, su un piccolo rilievo, regala una vista sulla campagna circostante che in primavera è un tripudio di verdi e fiori spontanei. E c’è un dettaglio che renderà la tua visita ancora più speciale: nelle vicinanze c’è un’area picnic attrezzata, perfetta per una scampagnata pasquale .

    Informazioni pratiche

    • Come arrivare: da Sorgono, prendi la strada per il nuraghe seguendo la segnaletica. L’accesso è su strada sterrata ma percorribile con qualsiasi auto.
    • Parcheggio: disponibile nelle vicinanze .
    • Accessibilità: l’ingresso è accessibile in sedia a rotelle .
    • Consiglio: porta con te un tè caldo e un pezzo di pane carasau. Sederti su un masso accanto al nuraghe con la primavera che sboccia intorno a te è un’esperienza che non ha prezzo.

    2. Nuraghe Majori: la torre della Gallura e i suoi inquilini alati

    Dove: Tempio Pausania, provincia di Sassari
    Tipologia: nuraghe monotorre
    Ingresso: 3 euro (4,50 con guida) 

    Nel nord-est della Sardegna, a pochi chilometri dal centro di Tempio Pausania, si erge il Nuraghe Majori. È considerato il nuraghe più importante della Gallura, e c’è una ragione semplice: è uno dei pochi della zona ad avere conservato gran parte della sua struttura originaria .

    Costruito con blocchi di granito (tipico della Gallura, a differenza del basalto del centro-sud), il nuraghe ha una pianta subcircolare e una struttura monotorre ancora ben conservata. Sorge su una collina circondata da una vegetazione selvaggia, con alberi di sughero che creano un’atmosfera quasi incantata .

    Il segreto che pochi conoscono

    Dentro il nuraghe, da aprile a ottobre, vive una colonia di piccoli pipistrelli (Rhinolophus hipposideros). Sono minuscoli, inoffensivi e completamente protetti. La loro presenza è un segno della salubrità dell’ambiente e rende la visita ancora più affascinante .

    Perché visitarlo ad aprile

    Aprile è il mese in cui i pipistrelli sono attivi ma non ancora in piena estate. Il clima è mite, perfetto per percorrere il sentiero naturalistico che si snoda attorno al nuraghe tra gli alberi di sughero . La luce di aprile, filtrata dalle chiome ancora non troppo fitte, crea giochi d’ombra perfetti per la fotografia.

    Informazioni pratiche

    • Come arrivare: da Tempio Pausania, prendi la SS133 verso Palau. Dopo 1,5 km, prendi una strada sterrata sulla destra e prosegui per 450 metri .
    • Parcheggio: a poca distanza dal nuraghe .
    • Visite guidate: spesso disponibili su prenotazione. Chiedi in loco.
    • Consiglio: se sei appassionato di fotografia, porta un obiettivo macro: i dettagli del granito lavorato a secco meritano uno scatto ravvicinato.

    3. Nuraghe Mannu e il villaggio di Nuragheddu: un’autarchia di pietra sopra Cala Gonone

    Dove: Dorgali, provincia di Nuoro
    Tipologia: nuraghe complesso + villaggio
    Ingresso: libero (sito non recintato)

    Questo è il sito meno conosciuto dei tre, e forse il più affascinante. Molti conoscono il Nuraghe Mannu che domina Cala Gonone dall’alto, visibile dalla spiaggia. In pochissimi sanno che qualche centinaio di metri più a monte esiste il villaggio nuragico di Nuragheddu, uno dei più grandi della Sardegna .

    Parliamo di un complesso impressionante: più di 200 capanne di diverse forme e dimensioni, oggi in rovina e mai scavate sistematicamente, che raccontano di una comunità che visse qui per secoli, forse millenni, in una condizione di quasi totale autarchia .

    La storia dimenticata

    Questo villaggio era così isolato – arroccato tra le falesie del Golfo di Orosei – da essere rimasto fuori dal controllo dei Romani per molto tempo dopo la conquista dell’isola. L’archeologo Antonio Taramelli, all’inizio del secolo scorso, scriveva che qui la civiltà nuragica si svolse “per lungo corso di secoli tranquilla ed inviolata dall’influenza fenicia e cartaginese” .

    Perché visitarlo ad aprile

    Aprile è il mese in cui si può accedere a questo sito senza soffrire il caldo (in estate il sole picchia forte su queste alture). Il sentiero che collega il Nuraghe Mannu al villaggio di Nuragheddu si snoda tra macchia mediterranea in fiore, con profumi di mirto e cisto che accompagnano ogni passo.

    E poi c’è la vista: dal nuraghe, lo sguardo spazia su Cala Gonone, sul Golfo di Orosei e sul mare che in aprile ha quel colore tra l’azzurro e il turchese che sembra dipinto. Una vista che i nuragici avevano scelto non a caso: da qui controllavano l’intero golfo .

    Informazioni pratiche

    • Come arrivare: da Dorgali, seguire le indicazioni per Cala Gonone. Prima di arrivare al paese, si prende la strada che sale verso il nuraghe (seguire la segnaletica per Nuraghe Mannu).
    • Attenzione: il sito non è recintato né regolarmente manutenuto. Il sentiero che porta al villaggio di Nuragheddu richiede un minimo di attenzione e scarpe adatte.
    • Consiglio: porta acqua a sufficienza. Anche se aprile è mite, il percorso è in salita e l’acqua non si trova lungo il tragitto.

    Perché aprile è il mese perfetto per i nuraghi “minori”

    Visitare i nuraghi in aprile ha tre vantaggi indiscutibili:

    1. Nessuna folla. I grandi siti come Su Nuraxi di Barumini o Santu Antine sono bellissimi, ma in alta stagione si riempiono. In aprile, anche nei siti meno noti, puoi avere l’intero complesso per te solo.
    2. La luce e la natura. Aprile è il mese in cui la Sardegna si veste di verde. La macchia mediterranea è in fiore, i profumi sono intensi e la luce, ancora bassa, esalta le texture della pietra. I licheni che colorano i nuraghi – come quelli che hanno dato il soprannome di “Gigante Rosso” al Nuraghe Arrubiu – sono al massimo della loro vividezza .
    3. Le temperature. Camminare tra i nuraghi in estate può essere faticoso. Ad aprile, le temperature sono miti (tra i 18 e i 22 gradi), ideali per escursioni anche lunghe.

    Un consiglio da chi ama questi luoghi

    I nuraghi “minori” hanno un fascino diverso rispetto ai grandi parchi archeologici. Non c’è biglietteria, non c’è bookshop, non c’è bar. Ma c’è qualcosa di più prezioso: la sensazione di essere i primi a scoprire quel luogo, di sentire ancora intatta l’energia di chi quelle pietre le ha messe in posizione millenni fa.

    Porta con te una coperta, un panino e un taccuino. Siediti all’ombra di un muro millenario. Ascolta il silenzio. In aprile, intorno a te, ci sarà solo il vento tra i cisti e il volo lento di una Maniola nurag, la piccola farfalla endemica della Sardegna che i ricercatori hanno battezzato proprio “Satiro dei nuraghi” .

    E mentre il sole di aprile ti scalda il viso, capirai perché questi giganti di pietra hanno resistito per tremila anni.

  • Autunno in Barbagia 2025: 18-19 Ottobre è il Weekend della Voce. Tra Murales di Protesta, Trenini Verdi e Antichi Ritmi a Belvì, Orgosolo e Sorgono

    Autunno in Barbagia 2025: 18-19 Ottobre è il Weekend della Voce. Tra Murales di Protesta, Trenini Verdi e Antichi Ritmi a Belvì, Orgosolo e Sorgono

    Il terzo weekend di ottobre 2025 di Autunno in Barbagia ci conduce nel cuore pulsante e più autentico della resistenza culturale sarda. Belvì, Orgosolo e Sorgono sono tre paesi che racchiudono storie di fierezza, arte e tradizioni profondamente radicate. Un itinerario che va dai celebri murales allo strepitoso panorama del Trenino Verde, fino all’antica capitale della Barbagia.

    Un weekend per chi vuole ascoltare la voce potente della Sardegna, fatta di colori, canti e paesaggi mozzafiato. Preparatevi a un’esperienza intensa e indimenticabile.

    Belvì: Il Paese del Trenino Verde e dei Profumi d’Autunno

    Come Arrivare: Belvì si trova a circa 110 km da Cagliari e 60 km da Nuoro. È facilmente raggiungibile percorrendo la SS128 Centrale Sarda, che lo attraversa.
    Cosa Vedere Oltre le Cortes:

    • La Stazione del Trenino Verde: Belvì è una tappa fondamentale del suggestivo Trenino Verde della Sardegna, che percorre le ferrovie storiche dell’isola attraverso paesaggi incontaminati. La stazione è un charme d’altri tempi.
    • Il Museo del Trenino Verde: Per appassionati e curiosi, racconta la storia di questa linea ferroviaria unica.
    • Il Centro Storico: Passeggiate tra le sue viuzze in salita, scoprite la chiesa di San Giovanni Battista e l’atmosfera tranquilla di un paese immerso nei castagneti.

    Cosa Fare durante Cortes Apertas:
    Belvì in autunno profuma di legno e castagne. Nelle sue cortes, l’artigianato del legno la fa da padrone, con la creazione di oggetti domestici e strumenti di lavoro. Cercate i produttori di miele e di dolci a base di castagne e noci. L’atmosfera è familiare e raccolta, perfetta per assaggiare un piatto di culurgiones o un arrosto di maiale.

    Orgosolo: La Galleria d’Arte a Cielo Aperto

    Come Arrivare: Orgosolo si trova a circa 20 km da Nuoro. Si raggiunge percorrendo la SS389 Var Nuoro-Lanusei, uscita Orgosolo.
    Cosa Vedere Oltre le Cortes:

    • I Murales: Orgosolo è world-famous per i suoi oltre 150 murales che dipingono i muri delle case. Non sono semplice decorazione, ma un potente strumento di denuncia sociale, politica e di racconto della vita e della storia sarda. Una passeggiata per il paese è un viaggio nella storia e nell’arte contemporanea.
    • Il Supramonte: Il paese è la porta d’accesso a uno dei territori più selvaggi e affascinanti d’Europa. anche solo ammirarlo dall’alto vale il viaggio.
    • Il Museo del Murales: Per comprendere appieno la storia e l’evoluzione di questa forma d’arte unica.

    Cosa Fare durante Cortes Apertas:
    L’arte qui è ovunque. Oltre ad ammirare i murales, nelle cortes di Orgosolo respirerete creatività. Artisti spesso dipingono dal vivo, gli artigiani lavorano il ferro battuto e il legno con motivi tradizionali, e i sapori sono forti e genuini come il carattere della sua gente. ascoltate il canto a tenore, qui particolarmente potente e passionale.

    Sorgono: L’Antica Capitale e i Suoni della Tradizione

    Come Arrivare: Sorgono si trova a circa 90 km da Cagliari e 70 km da Nuoro. È facilmente raggiungibile percorrendo la SS131 Carlo Felice fino al bivio per Samugheo, e poi seguendo le indicazioni.
    Cosa Vedere Oltre le Cortes:

    • Il Santuario di San Mauro: Un luogo di culto campestre immerso nel verde, meta di pellegrinaggi.
    • Il Centro Storico: Sorgono, considerata l’antica capitale della Barbagia, ha un centro storico ricco di case in pietra e palazzi signorili che raccontano un passato di importanza.
    • Area Archeologica di Birori: Nei dintorni si trovano importanti testimonianze nuragiche.

    Cosa Fare durante Cortes Apertas:
    Sorgono è un hub della tradizione musicale barbaricina. Durante Cortes Apertas, le sue piazze e corti risuonano dei canti a cuncordu e delle launeddas. Qui l’artigianato musicale è di altissimo livello: cercate i laboratori dove si costruiscono manualmente questi antichi strumenti. I sapori sono quelli della cucina più antica: carni arrosto, formaggi stagionati e pane guttiau.

    Consigli per il Weekend del 18-19 Ottobre 2025

    1. Pianificazione dell’Itinerario: Questo è un weekend di grande richiamo, soprattutto per Orgosolo. Il consiglio è di dedicare la mattinata a Orgosolo per visitare i murales con luce ottimale e godervi le cortes prima del pienone pomeridiano. Nel pomeriggio, spostarvi verso Belvì per un’atmosfera più tranquilla e una merenda a base di castagne, e concludere a Sorgono per cena e musica serale.
    2. Prenotazione: Consigliatissima la prenotazione dell’alloggio. Cercate B&B o agriturismi nella zona del Mandrolisai (Sorgono) o nei dintorni di Orgosolo.
    3. Cosa Portare: Scarpe comode per camminare in salita tra i vicoli di Orgosolo, una macchina fotografica (è d’obbligo!) e un buon libro di storia o arte sarda per apprezzare ancora di più il significato dei murales.
    4. Spostamenti: L’auto è necessaria. I collegamenti tra i paesi sono panoramici e suggestivi. Godetevi il viaggio attraverso queste montagne ricche di storia.

    Questo weekend è un viaggio nell’anima più ribelle e artistica della Sardegna. Dalla potenza visiva di Orgosolo alla melodia antica di Sorgono, fino alla dolcezza tranquilla di Belvì, rappresenta una tappa fondamentale per chi vuole capire la storia e il cuore della Barbagia.