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  • Sartiglia e Carnevale di Oristano: tutto quello che c’è da sapere sulla corsa alla stella

    Sartiglia e Carnevale di Oristano: tutto quello che c’è da sapere sulla corsa alla stella

    Una stella d’argento sospesa su una folla in trepidazione. Il galoppo furioso di cavalli parati a festa. Un uomo in maschera, bianco e androgino, che sfida la gravità. Se il Carnevale in Barbagia è un rito tellurico e terrestre, a Oristano diventa un balletto equestre di grazia, coraggio e simbolismo medievale. Spesso si confonde: la Sartiglia è il Carnevale di Oristano? Ebbene, la risposta è sì e no. Facciamo chiarezza su una delle feste più spettacolari e iconograficamente perfette del Mediterraneo.

    La Distinzione Fondamentale: Sartiglia vs Carnevale

    Partiamo dal chiarire i termini, fonte di comune confusione:

    • La Sartiglia (dallo spagnolo “sortija“, anello) è la competizione equestre stessa, la giostra all’anello. Si svolge due volte: la domenica (organizzata dal Gremio dei Contadini) e il martedì grasso (organizzata dal Gremio dei Falegnami).
    • Il Carnevale di Oristano è l’evento più ampio che comprende la Sartiglia, ma anche le sfilate in maschera, le parate dei carri allegorici, le tradizioni popolari e tutti i festeggiamenti cittadini che animano i giorni intorno alla giostra.
      La Sartiglia è dunque il cuore rituale e spettacolare del Carnevale oristanese, un rito di primavera e di auspicio per la fertilità dei campi.

    I Protagonisti Assoluti: Su Componidori e la Vestizione

    Prima ancora della corsa, il momento più sacro e carico di simbolismo è la vestizione di Su Componidori (il Capo Corsa).

    Chi è Su Componidori?
    È il dio-mercurio, l’eroe, il sacerdote di questa cerimonia. Non è un cavaliere scelto per abilità sportiva, ma un dignitario del Gremio, investito di un ruolo sacrale. È l’incarnazione della perfezione, della purezza e della mediazione tra il cielo e la terra.

    Il Rito della Vestizione:
    Si svolge in una casa privata, trasformata in un santuario laico. È un’operazione lenta, silenziosa, meticolosa. Ogni elemento del suo abito ha un significato:

    1. La Camicia e i Pantaloni di Lino Bianco: Simbolo di purezza.
    2. Il Gilet di Velluto: Fissato da un’altra donna (Sa Massaia Manna), rappresenta il legame con la comunità.
    3. Il Volto: Viene coperto da una maschera androgina di porcellana (anticamente di legno), impersonale e misteriosa. Sopra, un cilindro nero (“su cappellinu“) e un velo di pizzo (“su muccadore“) che lo rendono un essere sovrumano.
    4. Il Mantello e il Fiocco: Una donna, spesso una bambina (simbolo di innocenza), gli lega al petto un nastro di seta colorata. Il mantello viene fissato in modo che non possa cadere durante la corsa, presagio di malaugurio.
      Una volta vestito, Su Componidori non tocca più terra fino alla fine della cerimonia. Viene issato sul cavallo e diventa un’entità tra il divino e l’umano.

    La Corsa alla Stella: Fasi e Simboli della Giostra

    La piazza si trasforma in una lizza medievale. Il percorso è una via rettilinea (“sa pippa“) su cui i cavalieri, a briglia sciolta, devono infilzare con una spada (domenica) o una lunga forcella di legno (martedì) una stella d’argento sospesa a un nastro.

    Le fasi principali:

    1. Le Pariglie: Prima della Sartiglia vera e propria, si svolge questa spettacolare esibizione di abilità acrobatiche a cavallo. Squadre di tre cavalieri (“pariglie“) si esibiscono in piramidi umane e figure mozzafiato al galoppo, dimostrando fiducia, equilibrio e coraggio.
    2. La Corsa di Su Componidori: È lui ad aprire la giostra. Il suo gesto è un auspicio. Se centra la stella al primo colpo, è presagio di un’annata eccezionale. La stella infilzata viene mostrata alla folla tra gli applausi.
    3. La Corsa degli Altri Cavalieri: A seguire, tutti gli altri cavalieri della squadra del Gremio tentano la sorte. Più stelle vengono colpite, più l’anno sarà prospero.
    4. La Remada (La “Remata”): Il momento conclusivo e liberatorio. Su Componidori, tolta la spada, galoppa disteso sul dorso del cavallo, con il volto rivolto al cielo, “remando” con le braccia in un gesto di semina simbolica sulla folla. È il dono della fertilità alla terra e alla comunità. La sua cadenza è scandita dal grido della folla: “Alto le forchette! Alto le corna!” (un augurio di abbondanza).

    Guida Pratica per lo Spettatore

    • Quando: La domenica di Carnevale e il martedì grasso. La vestizione avviene nel primo pomeriggio, la sfilata verso la piazza (con Su Componidori che benedice la folla) intorno alle 15:00, le pariglie e la Sartiglia a seguire.
    • Dove: Piazza Eleonora d’Arborea a Oristano, dove è allestito il percorso. Posti in tribuna sono a pagamento e vanno prenotati con largo anticipo. La visuale libera dalle strade laterali è buona, ma bisogna arrivare molto presto.
    • Cosa non perdere: La vestizione (accesso limitato, ma a volte trasmessa su maxischermi), la solenne sfilata in costume dei gremi e dei cavalieri prima della giostra, e ovviamente la magica atmosfera delle pariglie al tramonto.
    • Rispetto: Anche qui, si partecipa a un rito. L’attenzione durante la vestizione e la concentrazione prima delle corse sono intense. È una festa elegante e composta, dove il silenzio attento si alterna a scrosci di applausi.

    Più di una Giostra, una Preghiera in Movimento

    La Sartiglia non è una rievocazione folcloristica. È un codice vivente, un trattato di teologia agraria scritto con il galoppo dei cavalli e la grazia di un corpo che si piega all’indietro per infilzare il cielo.

    Mentre i carnevali barbaricini ci parlano della terra (con il loro peso e i loro suoni cupi), la Sartiglia di Oristano ci parla del cielo e della speranza. È la ricerca di un contatto con la fortuna, la benedizione, l’astro benigno che garantisce la vita. È l’eleganza che domina la forza, la precisione che vince il caos, la comunità che si affida a un suo eletto per dialogare con il destino.

    Assistervi significa comprendere che il Carnevale sardo, in tutta la sua gamma, è sempre una questione profonda: una danza sacra per il pane, per la vita, per il futuro. E a Oristano, questo futuro passa attraverso il foro di una stella d’argento.

  • Cinque Tesori Nascosti di Oristano: Alla Scoperta del Cuore della Sardegna

    Cinque Tesori Nascosti di Oristano: Alla Scoperta del Cuore della Sardegna

    La città di Oristano, situata nella regione affascinante e misteriosa della Sardegna, offre ai suoi visitatori una varietà di esperienze culturali, storiche e naturalistiche uniche. Questo articolo mira a svelare cinque gemme nascoste di Oristano, invitando i viaggiatori e gli appassionati di cultura a esplorare la profondità e la ricchezza di questa città storica.

    1. La Torre di Mariano II

    Storia e Importanza: Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta di Oristano dalla Torre di Mariano II, un monumento emblematico che risale al XIII secolo. Questa torre, che un tempo faceva parte delle mura medievali della città, serve oggi come un promemoria vivente della potenza e dell’influenza della famiglia giudicale degli Arborea.

    Da Vedere: La struttura architettonica e i dettagli costruttivi della torre, che offrono una finestra sul passato medievale della Sardegna.

    2. La Cattedrale di Santa Maria Assunta

    Architettura e Significato Spirituale: Proseguendo il nostro viaggio, ci imbattiamo nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, un capolavoro dell’architettura gotico-aragonese. La cattedrale, con la sua facciata imponente e l’interno riccamente decorato, rappresenta un luogo di grande significato spirituale e artistico.

    Da Vedere: Gli affreschi interni, il retablo maggiore, e la cripta che ospita reperti storici e religiosi.

    3. Il Museo Archeologico Antiquarium Arborense

    Collezioni e Scoperte: Per gli appassionati di storia e archeologia, il Museo Archeologico Antiquarium Arborense offre una collezione incredibile di reperti che narrano la storia antica di Oristano e della Sardegna. Dalle statue di guerrieri nuragici a gioielli e utensili della vita quotidiana, il museo è una tappa obbligata.

    Da Vedere: La sezione dedicata ai Giganti di Mont’e Prama, sculture nuragiche uniche nel loro genere.

    4. La Spiaggia di Is Arutas

    Natura e Relax: Lasciandosi alle spalle il centro storico, Oristano sorprende con le sue meraviglie naturali, tra cui spicca la spiaggia di Is Arutas. Conosciuta per la sua sabbia composta da piccoli granelli di quarzo, questa spiaggia offre un’esperienza unica di relax e contatto con la natura incontaminata.

    Da Vedere: Il tramonto su Is Arutas, un momento magico dove il sole incontra il mare in un gioco di colori indimenticabile.

    5. La Sartiglia

    Tradizione e Spettacolo: Infine, nessuna visita a Oristano sarebbe completa senza assistere alla Sartiglia, un’antica giostra equestre che si svolge durante il Carnevale. Questa festa, ricca di storia e tradizione, vede cavalieri mascherati sfidarsi in prove di abilità e coraggio, sotto gli occhi di una città in festa.

    Da Vedere: La corsa alla stella e i giochi equestri nel centro storico, un connubio perfetto di storia, cultura e adrenalina.

    Conclusione

    Oristano, con i suoi tesori nascosti, offre molto più di quanto si possa immaginare a prima vista. Dalla sua ricca storia medievale alle meraviglie naturali, passando per le tradizioni popolari che ancora oggi animano le sue strade, Oristano invita i visitatori a immergersi in un’esperienza autentica e indimenticabile. Questo articolo ha solo sfiorato la superficie di ciò che questa città ha da offrire, ma speriamo abbia acceso in voi la curiosità e il desiderio di esplorare personalmente le sue meraviglie.