Tag: ritratti

  • Antonio Ligabue a Cagliari: la grande mostra che racconta il genio e il tormento del pittore naïf

    Antonio Ligabue a Cagliari: la grande mostra che racconta il genio e il tormento del pittore naïf

    Fino al 7 giugno 2026, Palazzo di Città ospita 60 capolavori di uno dei più intensi artisti del Novecento italiano

    C’è una mostra, in questo periodo a Cagliari, che sta facendo registrare il tutto esaurito. Dal 28 novembre 2025, le sale storiche di Palazzo di Città hanno accolto quasi 8.000 visitatori, con una media di oltre mille ingressi a settimana .

    Sto parlando di “Antonio Ligabue. La grande mostra” , una retrospettiva straordinaria dedicata a una delle figure più emozionanti, intense e tormentate del panorama artistico italiano . E la grande notizia è che c’è ancora tempo per vederla: l’esposizione resterà aperta fino al 7 giugno 2026 .

    Se non avete ancora avuto l’occasione di immergervi nell’universo viscerale e visionario di questo artista unico, ecco tutto quello che c’è da sapere.


    Chi era Antonio Ligabue? Una vita da romanzo

    Per capire la pittura di Ligabue, bisogna prima conoscere la sua storia. Perché pochi artisti come lui hanno trasformato la sofferenza in arte in modo così diretto e potente.

    Le origini: un’infanzia difficile

    Antonio Ligabue nasce a Zurigo il 18 dicembre 1899 da madre friulana. A soli nove mesi viene affidato a una famiglia adottiva . È l’inizio di un’infanzia e un’adolescenza segnate dall’emarginazione e dall’insofferenza verso un mondo che non lo capisce .

    C’è però un talento che si manifesta presto: a scuola, già si rivelano la sua passione e la sua capacità per il disegno .

    L’arrivo in Italia e l’incontro con l’arte

    Il 9 agosto 1919, dopo essere stato espulso dalla Svizzera, Ligabue approda a Gualtieri, nella bassa reggiana, sulle rive del Po . Qui la vita è durissima. Per sopravvivere, fa lo scariolante, l’operaio che trasporta materiali, vive in condizioni di miseria e viene più volte ricoverato nell’ospedale psichiatrico di Reggio Emilia .

    Ma nel 1928 accade qualcosa di decisivo. Ligabue incontra Renato Marino Mazzacurati, scultore e pittore della cosiddetta Scuola Romana. Mazzacurati intuisce il suo talento, lo introduce all’uso dei colori a olio e ne affina le capacità pittoriche .

    Da quel momento, Ligabue inizia a dipingere. E non smetterà più.

    Il riconoscimento tardivo

    Per anni, Ligabue vive barattando qualche quadro per un alloggio o qualcosa da mangiare. La sua arte è spesso incompresa, talvolta persino derisa .

    La prima svolta arriva nel 1955, quando tiene la sua prima personale a Gonzaga, in occasione della Fiera Millenaria . Ma è nel 1961 che arriva la consacrazione nazionale: una mostra alla Galleria La Barcaccia di Roma. È il cosiddetto “caso Ligabue”, che attira l’interesse di collezionisti, critici e storici dell’arte .

    La fama, però, arriva tardi. Nel 1962 Ligabue viene colpito da una paresi e muore il 27 maggio 1965 a Gualtieri .


    La pittura di Ligabue: un’esplosione di vita e conflitto

    Cosa rende così speciale l’arte di Ligabue? Perché continua a emozionare e a scuotere il pubblico a sessant’anni dalla sua scomparsa?

    Autoritratti: lo specchio dell’anima

    Ligabue ha realizzato più di cento autoritratti . In ognuno di essi, affronta il proprio volto come un “campo di battaglia interiore” . Lo sguardo che fissa l’osservatore è di una lucidità disarmante, capace di trasmettere tutta la sofferenza e insieme la dignità di un uomo che non ha mai smesso di lottare .

    Animali selvaggi: il conflitto interiore dipinto

    Le tigri, i leoni, i serpenti, gli avvoltoi sono i protagonisti assoluti delle sue tele. Ligabue li dipinge nell’atto di predare, in lotta tra loro, con colori brillanti e tonalità forti .

    Queste immagini sono molto più che semplici scene di natura. Sono metafore di un conflitto interiore mai sopito . Attraverso la rappresentazione della forza animale, Ligabue esorcizza la paura della vita .

    Scene di vita contadina: la memoria della tradizione

    Non solo animali feroci. Ligabue dipinge anche carrozze, troike (le caratteristiche slitte trainate da tre cavalli), postiglioni che evocano la memoria delle stampe popolari e della tradizione rurale . Un universo che appartiene alla sua terra d’adozione, la pianura padana.


    Cosa si vede a Cagliari: la mostra in dettaglio

    L’esposizione cagliaritana, curata da Francesco Negri e Francesca Villanti (gli stessi curatori della grande mostra di Padova del 2018), propone una lettura completa e coerente dell’opera di Ligabue attraverso una selezione di 60 capolavori, tra oli e disegni .

    Il percorso espositivo

    La mostra segue l’evoluzione cronologica e psicologica dell’artista :

    PeriodoCaratteristiche
    Primi anni (1928-1939)Tele a tema agreste, dai toni tenui, influenze naïf 
    Anni centrali (1939-1952)Densità materica crescente, composizioni più equilibrate 
    Ultimo decennio (1952-1962)Esplosione violenta e segnica, ossessione per l’autoritratto 

    Cosa NON troverete

    Non aspatevi una mostra che racconta Ligabue solo come “genio e follia”. L’obiettivo dei curatori è andare oltre lo stereotipo dell’artista marginale, restituendo il profilo di “un creatore consapevole e tecnico, che ha trovato nell’arte l’unico strumento di riconciliazione con il mondo” .

    Uno dei valori aggiunti della mostra è proprio questo: vedere Ligabue non come un “primitivo” o un “folle con i pennelli”, ma come un pittore con basi estetiche proprie e riconoscibilissime .


    Informazioni utili per la visita

    Ecco tutto quello che serve per organizzare la visita.

    Dove e quando

    • Luogo: Palazzo di Città, Cagliari 
    • Periodo: fino al 7 giugno 2026 
    • Orari: dal martedì alla domenica, 10:00 – 18:00 
    • Chiuso: il lunedì 

    Attenzione: la biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura .

    Biglietti e prezzi

    TipologiaPrezzo
    Intero€ 9,00 
    Ridotto€ 4,50 
    Supplemento visita guidata€ 3,00 

    La riduzione si applica a: studenti fino a 26 anni, gruppi di almeno 15 persone, adulti over 65, guide turistiche regionali .

    Ingresso gratuito per: bambini minori di 6 anni, giornalisti, portatori di handicap e loro accompagnatore, soci ICOM .

    Contatti e prenotazioni

    • Telefono: 070 6776482 
    • Email: museicivici@comune.cagliari.it 

    Eventi collaterali

    Se siete amanti dell’arte, approfittate della visita per esplorare anche gli altri musei civici. Nello stesso periodo, la Galleria Comunale d’Arte ha registrato circa 600 ingressi e il Museo di Arte Siamese “Stefano Cardu” oltre 350 visitatori, a conferma di un interesse diffuso per l’offerta culturale di Cagliari .


    Perché vale la pena vedere questa mostra

    Chiudo con una riflessione. Antonio Ligabue è stato un uomo che ha vissuto ai margini, incompreso, deriso, rinchiuso in manicomio. Ed è proprio da quel dolore che ha tratto la sua arte.

    Le sue tele non sono “belle” nel senso classico del termine. Sono vere. Sono crudeli, a volte. Sono piene di vita e di morte, di lotta e di tenerezza. Sono un’anima messa nuda davanti a chi guarda.

    Vedere dal vivo i suoi autoritratti, le sue tigri che azzannano prede immaginarie, i suoi paesaggi della bassa padana, significa entrare in contatto con qualcosa di autentico e raro.

    La mostra di Cagliari, con i suoi 60 capolavori, è un’occasione imperdibile per farlo .

    E poi, diciamocelo: un weekend culturale a Cagliari, tra una visita a Palazzo di Città e una passeggiata sul Bastione di Saint Remy (dove nel frattempo è allestita anche la mostra su Tutankhamon…), non è forse un’ottima idea per maggio?