I dolci di Natale sardi raccontano una Sardegna fatta di miele, mosto cotto, frutta secca e profumi di agrumi, portando in tavola storie di feste contadine e lunghe sere d’inverno attorno al focolare. Su pan’e saba, papassini, caschettas, torrone di Aritzo e Tonara e mostaccioli sono protagonisti assoluti, perfetti da abbinare a vini dolci e liquori dell’isola.

Su pan’e saba: il pane delle feste
Su pan’e saba (o pane di sapa) nasce dall’incontro tra il pane e la sapa, il mosto d’uva cotto lentamente per ore fino a diventare uno sciroppo denso e ambrato. È un dolce ricco, arricchito da frutta secca, uvetta, scorza d’agrumi e spezie, considerato da molti “il dolce del Natale per eccellenza” nelle case sarde.
Tradizionalmente veniva preparato in famiglia nei giorni precedenti le feste, spesso in grandi quantità da condividere con parenti e vicini, quasi fosse un pane “benaugurale” da spezzare insieme. In abbinamento, sono ideali vini dolci sardi come Moscato di Cagliari o Malvasia di Bosa, oppure una Vernaccia di Oristano passita, che ne esaltano le note di frutta secca e mosto cotto.

Papassini: i biscotti del Natale
I papassini (o pabassini) devono il loro nome all’uva passa (pabassa in sardo), ingrediente chiave di questi grandi biscotti romboidali di pasta frolla arricchiti con mandorle, noci, scorza di limone e spesso ricoperti da una glassa bianca. Sono diffusi in tutta l’isola, con varianti locali che prevedono l’aggiunta di sapa, liquori all’anice o cannella a seconda della zona.
Un tempo venivano preparati non solo per Natale ma per l’intero periodo delle feste, perché si conservano a lungo e si prestano a essere offerti agli ospiti insieme al caffè o al vino dolce. L’abbinamento ideale è con un Moscato o con una Malvasia morbida e aromatica, ma anche con liquori tipici come il mirto dolce o la filu ‘e ferru servita in piccole dosi a fine pasto.

Caschettas: gioielli di pasta e mandorle
Le caschettas (o caschettas di Belvì) sono dolci tipici delle Barbagie: sottili nastri di pasta avvolgono un ripieno profumato a base di mandorle, miele o zucchero, scorza d’arancia, spezie e talvolta sapa. La loro forma arrotolata, che ricorda piccole spirali o anelli, le rende subito riconoscibili e molto scenografiche nei vassoi delle feste.
Si tratta di dolci di origine antica, legati alle occasioni speciali come matrimoni e ricorrenze religiose, poi entrati stabilmente anche nel repertorio natalizio. Con le caschettas si sposano bene vini dolci non troppo invadenti, come una Malvasia o un passito leggero, che accompagnano le mandorle senza coprirne il profumo.

Torrone di Aritzo e Tonara
Il torrone sardo è un grande classico dell’inverno e del Natale, preparato con miele, albume d’uovo e frutta secca (mandorle, noci o nocciole), spesso racchiuso tra due ostie sottili. I centri più famosi sono Aritzo e soprattutto Tonara, in Barbagia, dove la tradizione artigianale del torrone è documentata da secoli ed è diventata un simbolo identitario.
Rispetto ad altri torroni italiani, quello sardo si distingue per l’uso abbondante del miele e, nelle versioni più tradizionali, per la quasi assenza di zucchero, che rende il gusto più naturale e aromatico. A tavola si abbina bene a un Moscato di Cagliari o a una Vernaccia dolce, ma anche a un calice di vino passito o a un liquore alle erbe servito a piccole sorsate.

Mostaccioli: dolci speziati dell’Oristanese
I mostaccioli (mustatzolos) sono dolci tipici dell’Oristanese: impasti compatti a base di farina, miele o zucchero, spezie e agrumi, spesso dalla consistenza soda e profumata. Hanno origini molto antiche e venivano preparati per feste religiose e fiere, perché si conservano a lungo e migliorano con il passare dei giorni.
Nel periodo natalizio i mostaccioli compaiono spesso accanto a pan’e saba e papassini, completando il “trittico” dei dolci da credenza. La loro struttura compatta e speziata si abbina bene con vini dolci strutturati (come alcuni passiti) o con un bicchierino di liquore di arancia o di mirto, che richiama le note agrumate e balsamiche del dolce.

Un vassoio di Natale tutto sardo
Mettere insieme su pan’e saba, papassini, caschettas, torrone di Aritzo e Tonara e mostaccioli significa portare in tavola, in un solo vassoio, l’isola intera: dalle Barbagie all’Oristanese, passando per i paesi del vino e del miele. Ogni dolce racconta un modo diverso di usare ingredienti poveri ma ricchi di significato – uva, cereali, mandorle, miele – trasformandoli in piccoli rituali di festa.
Per un finale di pranzo perfettamente sardo, si può proporre una piccola degustazione: assaggiare un pezzetto di ogni dolce affiancandolo a un calice di Moscato, Malvasia o Vernaccia dolce, lasciando che siano i sapori a raccontare la storia del Natale in Sardegna.


































