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  • I ‘Merdules’, ‘Maimones’ e ‘Boe’: viaggio tra le maschere animalesche della Barbagia

    I ‘Merdules’, ‘Maimones’ e ‘Boe’: viaggio tra le maschere animalesche della Barbagia

    Nel cuore più antico e selvaggio della Sardegna, il Carnevale non è una festa. È un’evocazione. Mentre le città si riempiono di coriandoli, la Barbagia si trasforma in un bestiario sacro. Qui, le maschere non sorridono: guardano, con occhi vuoti di legno, dall’aldilà di una civiltà agropastorale millenaria. Sono creature ibride, metà uomo e metà animale, dove l’animale non è un travestimento, ma un’identità profonda. Tra queste, tre figure emergono come archetipi: il Merdule di Ottana, il Maimone di Fonni e il Boe di Orotelli.

    Un viaggio tra loro è un viaggio nel simbolismo ancestrale di un popolo che ha fatto del rapporto con la natura e gli animali il perno della sua esistenza.

    Il Bestiario di Legno e Pelle: Origini e Significato Comune

    Queste maschere appartengono alla famiglia delle maschere animalesche barbaricine, legate al ciclo dell’inverno e della primavera, ai riti di fertilità e di caccia agli spiriti maligni. Hanno tratti comuni fondamentali:

    • Materiali: Realizzate in legno di pero, ontano o olivo (per le maschere vere, antiche), o oggi più spesso in sughero leggero. Sono annerite col fuoco o con sughero bruciato.
    • Bestialità: Rappresentano quasi sempre bovini (buoi) o, meno spesso, altri animali domestici o selvatici (mufloni, cinghiali). L’animale è lo status sociale ed economico del pastore.
    • Ibridismo: Sono sempre uomini che diventano animali. Il volto è una maschera animalesca, ma il corpo è coperto da pelli di pecora o velli neri (“pelli ‘e lana”), a simboleggiare la trasformazione.
    • Suono e Movimento: Il loro arrivo è annunciato da un frastuono di campanacci (“sonazzos” o “carriga“) legati sulla schiena. Il passo è un saltello pesante e ipnotico, una danza-zoppicamento che ricorda il movimento degli armenti o un rituale di semina/pestatura.
    • Scopo Rituale: Il loro rumore assordante e l’aspetto minaccioso servivano a scacciare gli spiriti dell’inverno e a propiziare la fertilità dei campi e degli armenti per la nuova stagione.

    Nonostante le radici comuni, ogni paese ha plasmato il suo demone tutelare con sfumature uniche.

    Il Merdule di Ottana: Il Pastore-Bestia

    “Su Merdule” (plurale Merdules) è la maschera più famosa e concettualmente complessa di Ottana.

    • L’Aspetto: La maschera rappresenta un volto umano bestializzato, spesso con tratti grotteschi e sofferenti: occhi sbarrati, bocca semiaperta che mostra denti aguzzi, rughe profonde. Non è un volto di animale puro, ma un uomo trasformato in bestia dalla fatica e dalla simbiosi con il suo gregge. Indossa pelli di montone nero e una pesante corona di campanacci.
    • La Coppia Simbiotica: Il Merdule non è mai solo. È sempre accompagnato da “Sa Filonzana” (la Filatrice). Lei, con il volto coperto da un drappo nero e vestita con il costume femminile tradizionale, rappresenta l’ordine domestico, la vita sedentaria, la morte (tiene in mano un fuso per filare, simbolo del filo della vita). Insieme, incarnano il duale maschile/femminile, selvatico/domestico, vita/morte, l’equilibrio su cui si regge la comunità.
    • Il Simbolismo: Il Merdule è il pastore stesso che, nella lunga transumanza, perde la sua umanità per confondersi con le bestie che guida. È la fatica, la solitudine, la lotta con una natura ostile, ma anche la forza bruta e vitale. La sua maschera è un ritratto della condizione umana.

    Il Maimone di Fonni: La Bestia Pura e Primitiva

    “Su Maimone” (plurale Maimones) di Fonni incarna l’animale nella sua essenza più pura e selvaggia.

    • L’Aspetto: La maschera rappresenta chiaramente un muflone o un ariete selvatico. Corna ricurve, un muso allungato, uno sguardo fisso e animale. È più “bestia” che “uomo-bestia”. I campanacci sono enormi, il suono è assordante. Le pelli sono scure e folte.
    • La Danza Ipnotica: I Maimones si muovono in gruppi, con una danza cadenzata e ipnotica guidata da un capo-maschera. Il loro movimento è più libero e “selvaggio” rispetto alla compostezza di altre maschere. L’impressione è quella di un branco in movimento.
    • Il Simbolismo: Il Maimone è la forza selvaggia della natura che viene domata e incanalata nel rito. È lo spirito della montagna, della caccia, della forza vitale incontrollata che deve essere addomesticata per il bene della comunità. La sua cattura simbolica (la sfilata) è un rito di appropriazione della forza della natura.

    Il Boe di Orotelli: Il Bovino Domestico e Lavoratore

    “Su Boe” (plurale Boe) è la maschera di Orotelli, e il suo nome non lascia dubbi: è il bue, l’animale da lavoro per eccellenza.

    • L’Aspetto: La maschera è una chiara testa di bue, con grandi corna, spesso dipinte a colori vivaci. L’espressione è più pacifica, domestica. Il resto del corpo è coperto da un vello di pecora bianca o pelli bovine, e i campanacci sono portati sul petto o sulla schiena.
    • La Coppia con “S’Ainu” (L’Asino): Come a Ottana, anche qui c’è una coppia simbolica. Al Boe si affianca “S’Ainu”, la maschera dell’asino, più piccola e umile. Insieme rappresentano la coppia di animali da lavoro che ha permesso la sopravvivenza agricola. A volte, una terza figura umana (il padrone o il bimbo) completa la scena.
    • Il Simbolismo: Il Boe è la forza lavoro sacrificata, la pazienza, la lentezza feconda. È l’animale che ara i campi, simbolo della fertilità ottenuta con la fatica. Il suo corteo è una celebrazione del lavoro agricolo e dell’alleanza simbiotica tra uomo e animale domestico.

    Guida per Assistere al Rito

    • Quando: Le uscite principali sono per Sant’Antonio Abate (16-17 gennaio), la domenica di Carnevale e il martedì grasso. A Ottana, la domenica è spesso il giorno più intenso.
    • Dove: Ottana, Fonni e Orotelli sono i teatri naturali. Le maschere sfilano per le vie dei paesi, spesso partendo dalla chiesa. L’atmosfera è intima e potente.
    • Come Comportarsi: Rispetto assoluto. Non sono performers per turisti, sono officianti di un rito. Evitate flash, non intralciate il percorso, osservate in silenzio. L’impatto emotivo è forte: lasciatevi travolgere dal suono e dall’immagine senza cercare di fotografare ogni cosa.
    • Per Approfondire: Il Museo della Maschera Mediterranea di Mamoiada offre un contesto fondamentale. Ad Ottana, chiedete informazioni sul Museo del Carnavale Ottanese.

    Conclusione: Il Volto dell’Alleanza

    Queste maschere non rappresentano la paura del mondo animale, ma la profonda, necessaria alleanza con esso. L’uomo della Barbagia, per sopravvivere, doveva diventare animale, comprendere i suoi ritmi, imitarne la forza, fare propri i suoi istinti.

    Il Merdule è l’uomo che si è perso nella bestia. Il Maimone è la bestia che l’uomo deve evocare e controllare. Il Boe è la bestia che l’uomo ha addomesticato e da cui dipende.
    Insieme, formano un trittico sacro che racconta la stessa storia da tre prospettive: la storia di un popolo che ha guardato negli occhi il mondo selvatico e vi si è specchiato, riconoscendosi non come padrone, ma come parte. Il loro passo pesante non è solo un ritmo di danza: è l’eco millenaria di un patto di sopravvivenza, impresso nel legno e risuonante nel bronzo.

  • Autunno in Barbagia 2025: 4-5 Ottobre: Scopri Lula, Meana Sardo e Orotelli

    Autunno in Barbagia 2025: 4-5 Ottobre: Scopri Lula, Meana Sardo e Orotelli

    Il primo weekend di ottobre 2025 segna una tappa speciale nel calendario di Autunno in Barbagia. Tre paesi, distanti pochi chilometri ma ognuno con una voce unica, aprono simultaneamente le loro cortes per regalare ai visitatori un’esperienza ricca e variegata. Lula, Meana Sardo e Orotelli vi aspettano per mostrarvi il volto più autentico della Barbagia, tra natura maestosa, tradizioni sacre e antichi mestieri.

    Un itinerario perfetto per chi vuole immergersi in un’autenticità fuori dal tempo, lontano dalla folla. Ecco una guida per non perdervi nulla di questo affascinante weekend.

    Lula: La Porta del Supramonte

    Come Arrivare: Lula si trova a circa 140 km da Cagliari e 50 km da Nuoro. Si raggiunge facilmente percorrendo la SS129 Trasversale Sarda, uscita Lula/Bitti.
    Cosa Vedere Oltre le Cortes:

    • Santuario di Nostra Signora di Loreto: Un luogo di culto immerso in un bosco di querce secolari, a pochi km dal paese. L’atmosfera è di profonda pace e spiritualità. Il sito è anche un’area archeologica con un nuraghe e domus de janas nelle immediate vicinanze.
    • Monte Albo: Lula è ai piedi di questa imponente montagna calcarea, un paradiso per gli amanti del trekking e del birdwatching. Le sue grotte e le falesie sono spettacolari.
    • Museo Comunale “Sa Domo ‘e sa Cultura”: Per approfondire la storia locale e le tradizioni agro-pastorali.
    • Museo di Arte Contemporanea “MAC Lula” : anche nel cuore della Barbagia, grazie alle donazioni un mecenate si possono visitare importanti opere d’arte

    Cosa Fare durante Cortes Apertas:
    A Lula, l’artigianato è regno. Nei cortili aperti potrete ammirare maestri intrecciatori dell’asfodelo che creano cestini (canestros), e abili mani che lavorano il formaggio e il latte seguendo metodi antichissimi. L’odore del pane carasau appena sfornato vi guiderà di corte in corte.

    Meana Sardo: Il Balcone sul Gennargentu

    Come Arrivare: Meana Sardo si trova lungo la SS128, a circa 20 minuti di auto da Laconi e 40 minuti da Nuoro.
    Cosa Vedere Oltre le Cortes:

    • Il Centro Storico: Il paese è un affascinante balcone naturale che offre una vista mozzafiato sul massiccio del Gennargentu. Una passeggiata tra le sue viuzze è d’obbligo per godere di panorami incredibili.
    • Chiesa di San Giovanni Battista: La parrocchiale del paese, che custodisce pregevoli opere d’arte.
    • Area Archeologica di Taccu e Sa Pruna: Nei dintorni si trovano importanti resti nuragici, tra cui una tomba dei giganti, a testimonianza di un antichissimo insediamento.

    Cosa Fare durante Cortes Apertas:
    Meana è un luogo di sapori forti e genuini. Qui l’autenticità della vita pastorale è palpabile. Cercate le cortes dove si producono i formaggi più stagionati, il pane frattau e dove potrete assistere alla tosatura delle pecore e alla lavorazione della lana. L’artigianato locale è legato agli utensili per la pastorizia.

    Orotelli: Il Paese delle Maschere e dei Murales

    Come Arrivare: Orotelli è comodamente situato a soli 20 km da Nuoro, lungo la SS129 in direzione Macomer/Bosa.
    Cosa Vedere Oltre le Cortes:

    • I Murales: Passeggiare per il paese è come sfogliare un libro di storia a cielo aperto. I murales dipinti sui muri delle case raccontano la vita quotidiana, le tradizioni e la storia della comunità.
    • Le Maschere Tradizionali: Orotelli è famoso per le sue maschere arcaiche del carnevale, Sos Merdùles e sa Filonzana. Visitate il museo locale o chiedete agli abitanti per scoprire il significato di queste figure affascinanti e grottesche.
    • Chiesa di San Giovanni Battista e la suggestiva Chiesa di San Pietro.

    Cosa Fare durante Cortes Apertas:
    Orotelli è un trionfo di creatività. Oltre ai sapori tradizionali, qui l’artigianato spazia dalla lavorazione del legno (con la creazione delle famose maschere) alla produzione di coltelli artigianali (le famose “arburesas”), fino al ricamo e alla tessitura. L’atmosfera è vivace e artistica.

    Consigli per il Weekend del 4-5 Ottobre 2025

    1. Pianificazione dell’Itinerario: I tre paesi sono molto vicini. Un itinerario perfetto potrebbe essere: dedicare la mattinata a Orotelli per la sua comodità logistica, il primo pomeriggio a Lula per il suo spirito naturalistico, e concludere con il tramonto a Meana Sardo per godere della vista panoramica sul Gennargentu.
    2. Prenotazione: Anche se meno gettonati di paesi come Tonara o Mamoiada, è sempre consigliabile prenotare il pernottamento con qualche settimana di anticipo. Cercate agriturismi o B&B nella zona per vivere appieno l’esperienza.
    3. Cosa Portare: Scarpe comode assolutamente obbligatorie. Una macchina fotografica per catturare panorami, murales e momenti di artigianato. Un grembiule virtuale: venite pronti a mangiare!
    4. Spostamenti: L’auto è essenziale. Godetevi il viaggio: le strade che collegano questi borghi regalano curve panoramiche e scorci incredibili sull’entroterra barbaricino.

    Questo trittico di paesi offre una sintesi perfetta di ciò che è Autunno in Barbagia: arte, fede, natura e tradizione si fondono in un weekend indimenticabile. Venite pronti a scoprire l’essenza più pura di questa terra.