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  • Mamuthones e Issohadores: il linguaggio ancestrale delle maschere di Mamoiada

    Mamuthones e Issohadores: il linguaggio ancestrale delle maschere di Mamoiada

    Un carico di campanacci che scuote l’inverno, una danza ipnotica che pare scandire il ritmo stesso della terra. A Mamoiada, paesello abbarbicato nel cuore della Barbagia, il Carnevale non è una festa: è un rito che si ripete da millenni. Qui, dove il confine tra sacro e profano si fa sottile, prendono vita le figure più arcaiche e magnetiche di tutta la Sardegna: i Mamuthones e gli Issohadores.

    Non sono semplici maschere. Sono un sistema simbolico complesso, un linguaggio muto fatto di cuoio, legno, lana e bronzo che parla di cicli naturali, di dominazione e riscatto, di morte e rigenerazione. Addentriamoci nel loro mistero.

    Le Due Forze in Campo: Un Corteo di Opposti

    Il corteo è un perfetto, ipnotico dualismo.

    • I Mamuthones: Sono la forza tellurica, il peso della condizione umana, il legame con gli animali e la terra. Dodici figure, come i mesi dell’anno, piegate sotto un carico di 30 chili di campanacci (“carriga“) legati alle spalle. Il loro volto è celato da una maschera nera di legno (“visera“), espressione grave e chiusa. Indossano un pesante corpetto di pelle (“corittu“) e un manto di velluto nero (“mastruca“), ricoperto di campanellini più piccoli. Il loro movimento è una danza cadenzata e terribilmente lenta: un salto a piedi uniti, seguito da una pausa, come se stessero zappando la terra o risorgendo dalla stessa. Il loro suono è cupo, potente, primordiale.
    • Gli Issohadores: Sono l’elemento aereo, l’ordine, il controllo, l’ingegno umano. In numero variabile (solitamente otto), sono agili, eleganti, vestiti con giubbetto rosso (“cosso“), camicia bianca, pantaloni e ghette neri. La loro maschera (“visera“) è bianca, dal volto sereno e sorridente. In testa portano un foulard e il caratteristico cappello nero femminile (“berritta“). Il loro strumento è la “soha”, una lunga fune di giunco intrecciato, con cui eseguono il gesto simbolo dell’intero rito: “afferrare” (“issohare“) gli spettatori, soprattutto le donne, in un gesto che è augurio di fertilità e buona salute.

    Interpretare il Linguaggio Silenzioso: Teorie e Simboli

    Così diverse, queste figure compongono un’unica narrazione. Ma quale? Gli studiosi propongono diverse chiavi di lettura, tutte affascinanti:

    1. Il Rito Agrario e la Caccia agli Spiriti Maligni: La teoria più accreditata. Il frastuono dei campanacci dei Mamuthones servirebbe a scacciare gli spiriti maligni dell’inverno e a risvegliare la terra, propiziando un’annata fertile. Il loro incedere pesante simula l’aratura. Gli Issohadores, con la loro soha, “catturano” simbolicamente la fertilità per la comunità.
    2. La Dominazione e la Sottomissione: Il corteo potrebbe rappresentare la sottomissione dei pastori sardi (i Mamuthones, incatenati e piegati) ai dominatori stranieri (gli agili e controllori Issohadores). Il gesto della soha diventerebbe così un atto di cattura e controllo. Eppure, è interessante notare come siano proprio i Mamuthones, con il loro peso e il loro suono, il cuore pulsante e magnetico del rito.
    3. L’Uomo e l’Animale (il Bue): I Mamuthones, con la maschera nera e il manto di pelo, ricordano chiaramente i bovini. La loro danza potrebbe mimare il lento incedere di una mandria. Gli Issohadores sarebbero allora i pastori che la guidano. Un’allegoria del rapporto simbiotico e ancestrale tra la comunità mamoiadina e il mondo animale, fonte di sostentamento.
    4. La Morte e la Rinascita: Il nero dei Mamuthones è il colore del lutto, dell’inverno, della fine. Il rosso e il bianco degli Issohadores sono colori della vita, della luce, del sangue. Il rito, celebrato nel periodo del Carnevale (che precede la Quaresima), potrebbe simboleggiare la morte dell’anno vecchio e l’auspicio della rinascita primaverile.

    Esperienza e Consigli Pratici

    Assistere alla sfilata a Mamoiada non è come vedere una parata. È un’esperienza emotiva e quasi fisica. Il suono dei campanacci ti entra nel petto, la lentezza dei movimenti ti ipnotizza, la serietà delle maschere ti impone un rispetto profondo.

    • Quando: Le uscite principali sono per la festa di Sant’Antonio Abate (16-17 gennaio), la domenica e il martedì di Carnevale, e spesso anche per altre festività locali.
    • Dove: Le vie del centro storico di Mamoiada. Il corteo si muove lentamente, è facile seguirlo.
    • Per approfondire: Prima o dopo la sfilata, una visita al Museo delle Maschere Mediterranee è d’obbligo. Offre un contesto etnografico fondamentale per capire la portata di ciò che si è visto.
    • Rispetto: Questo è un rito identitario per la comunità. Osservate in silenzio, senza intralciare il percorso, con la reverenza che si merita una tradizione così antica e potente.

    Un Mistero che Resiste

    Forse, la forza dei Mamuthones e Issohadores sta proprio nella loro irriducibilità a una sola spiegazione. Sono come un antico codice che continuiamo a decifrare, e ogni teoria aggiunge un tassello senza mai completare il puzzle. Rappresentano l’equilibrio degli opposti: il peso e la leggerezza, il buio e la luce, la costrizione e la libertà, la terra e il cielo.

    Vederli sfilare è assistere a un dialogo ancestrale, un linguaggio universale scolpito nel movimento e nel suono che, anno dopo anno, continua a raccontare la storia di un popolo e del suo indissolubile legame con i cicli della natura. Un linguaggio che, nonostante i secoli, non ha perso una sillaba della sua potente, ipnotica eloquenza.

  • Autunno in Barbagia 2025: Il Weekend degli Artisti e delle Maschere Arcaiche. Scopri Olzai e Ottana

    Autunno in Barbagia 2025: Il Weekend degli Artisti e delle Maschere Arcaiche. Scopri Olzai e Ottana

    Il quarto fine settimana di ottobre regala un contrasto affascinante tra due perle della Barbagia che, seppur vicine, custodiscono anime profondamente diverse. Olzai e Ottana, per il weekend del 25-26 Ottobre 2025, aprono le loro cortes in un dialogo perfetto tra l’eleganza silenziosa dell’arte e la forza primordiale della tradizione mascherata.

    Un itinerario per chi cerca la Sardegna più autentica, fatta di gesti artistici che si tramandano da generazioni e di simboli antichi che prendono vita. Un viaggio tra bellezza e mistero.

    Olzai: Il Paese degli Artisti e dei Mestieri d’Arte

    Come Arrivare: Olzai si trova a soli 20 km da Nuoro, in direzione Macomer. Si raggiunge facilmente percorrendo la SS129, uscita Olzai.
    Cosa Vedere Oltre le Cortes:

    • Le Fonti Pubbliche e i Lavatoi: Olzai è famoso per le sue fonti antiche e i caratteristici lavatoi in granito, punti di ritrovo e di vita sociale di un tempo, oggi incantevoli angoli di pace.
    • Casa Museo di Antioco Licheri: Un tributo a uno dei suoi artisti più illustri, dove ammirare sculture e dipinti che raccontano la vita agropastorale.
    • Il Centro Storico: Un dedalo di stradine lastricate, scalinate e cortili nascosti che sembrano disegnati da un artista. L’atmosfera è quieta e rarefatta, perfetta per una passeggiata contemplativa.

    Cosa Fare durante Cortes Apertas:
    Olzai è il regno dell’artigianato di precisione e dell’arte. Nelle sue cortes, l’atmosfera è quasi sacra. Potrete osservare dal vivo:

    • La Lavorazione del Ferro Battuto: Maestri fabbri che forgiano coltelli artistici, cancelli e sculture.
    • La Lavorazione del Legno: Intagliatori che creano mobili, utensili e opere d’arte.
    • La Tessitura a Mano: Antichi telai che producono tappeti e arazzi dai motivi tradizionali.
      I sapori qui sono eleganti: formaggi pecorini stagionati, vini cannonau corposi e dolci secchi come le copulette.

    Ottana: Il Paese delle Maschere Mostruose e dei Suoni Primordiali

    Come Arrivare: Ottana si trova a circa 30 km da Nuoro, lungo la SS129 in direzione Macomer. L’uscita è ben segnalata.
    Cosa Vedere Oltre le Cortes:

    • Il Museo dei Boes e Merdules: Il luogo imprescindibile per comprendere la maschera più famosa di Ottana. Qui sono esposti i costumi e si spiega il significato antropologico di questo rito antichissimo.
    • I Murales: Anche i muri di Ottana raccontano storie, spesso legate al duro lavoro nelle campagne e alla sua potente tradizione mascherata.
    • Chiesa di San Nicola: La parrocchiale del paese che custodisce pregevoli opere d’arte sacra.

    Cosa Fare durante Cortes Apertas:
    Qui si respira un’aria diversa, più terrena e arcaica. Le cortes di Ottana sono un tributo alla sua identità più profonda:

    • Le Maschere di Carnevale: È qui che potrete vedere dal vivo i Merdùles (le maschere umane con volto segnato dalla fatica) e i Boes (le maschere bovine) mentre vengono intagliate o indossate. Il suono dei campanacci riempie l’aria di un fragore ipnotico.
    • I Sapori Forti: La cucina riflette la natura robusta del luogo: salsicce e carni di maiale aromatizzate con finocchietto selvatico, formaggi stagionati e pane guttiau condito con olio e sale.
    • I Suoni della Tradizione: I canti a tenore qui hanno una cadenza e una potenza uniche, che riecheggiano le fatiche e lo spirito della comunità.

    Consigli per il Weekend del 25-26 Ottobre 2025

    1. Pianificazione dell’Itinerario: I due paesi sono molto vicini. Il consiglio è di dedicare la mattinata a Olzai, per godere della luce migliore sulle sue pietre e sull’artigianato di precisione, e il pomeriggio a Ottana, per immergersi completamente nell’atmosfera più cupa e potente delle sue maschere, magari concludendo con una cena robusta.
    2. Prenotazione: Anche se meno inflazionati di altri borghi, è sempre consigliabile prenotare con un po’ di anticipo, soprattutto se si desidera un agriturismo con cena tipica.
    3. Cosa Portare: Una macchina fotografica per catturare i dettagli artistici di Olzai e le espressioni grottesche delle maschere di Ottana. Un registratore vocale per i canti a tenore sarebbe un plus!
    4. Spostamenti: L’auto è essenziale. La distanza tra i due paesi è di circa 15 minuti di auto attraverso una strada che offre scorci suggestivi sulla vallata.

    Questo weekend è un viaggio ai due poli dell’anima barbaricina: da una parte la ricerca della bellezza e della forma artistica (Olzai), dall’altra la rappresentazione brutale e catartica della fatica e del rapporto con la natura e gli animali (Ottana). Insieme, offrono una comprensione profonda e indimenticabile della cultura sarda.

  • Autunno in Barbagia 2025: 4-5 Ottobre: Scopri Lula, Meana Sardo e Orotelli

    Autunno in Barbagia 2025: 4-5 Ottobre: Scopri Lula, Meana Sardo e Orotelli

    Il primo weekend di ottobre 2025 segna una tappa speciale nel calendario di Autunno in Barbagia. Tre paesi, distanti pochi chilometri ma ognuno con una voce unica, aprono simultaneamente le loro cortes per regalare ai visitatori un’esperienza ricca e variegata. Lula, Meana Sardo e Orotelli vi aspettano per mostrarvi il volto più autentico della Barbagia, tra natura maestosa, tradizioni sacre e antichi mestieri.

    Un itinerario perfetto per chi vuole immergersi in un’autenticità fuori dal tempo, lontano dalla folla. Ecco una guida per non perdervi nulla di questo affascinante weekend.

    Lula: La Porta del Supramonte

    Come Arrivare: Lula si trova a circa 140 km da Cagliari e 50 km da Nuoro. Si raggiunge facilmente percorrendo la SS129 Trasversale Sarda, uscita Lula/Bitti.
    Cosa Vedere Oltre le Cortes:

    • Santuario di Nostra Signora di Loreto: Un luogo di culto immerso in un bosco di querce secolari, a pochi km dal paese. L’atmosfera è di profonda pace e spiritualità. Il sito è anche un’area archeologica con un nuraghe e domus de janas nelle immediate vicinanze.
    • Monte Albo: Lula è ai piedi di questa imponente montagna calcarea, un paradiso per gli amanti del trekking e del birdwatching. Le sue grotte e le falesie sono spettacolari.
    • Museo Comunale “Sa Domo ‘e sa Cultura”: Per approfondire la storia locale e le tradizioni agro-pastorali.
    • Museo di Arte Contemporanea “MAC Lula” : anche nel cuore della Barbagia, grazie alle donazioni un mecenate si possono visitare importanti opere d’arte

    Cosa Fare durante Cortes Apertas:
    A Lula, l’artigianato è regno. Nei cortili aperti potrete ammirare maestri intrecciatori dell’asfodelo che creano cestini (canestros), e abili mani che lavorano il formaggio e il latte seguendo metodi antichissimi. L’odore del pane carasau appena sfornato vi guiderà di corte in corte.

    Meana Sardo: Il Balcone sul Gennargentu

    Come Arrivare: Meana Sardo si trova lungo la SS128, a circa 20 minuti di auto da Laconi e 40 minuti da Nuoro.
    Cosa Vedere Oltre le Cortes:

    • Il Centro Storico: Il paese è un affascinante balcone naturale che offre una vista mozzafiato sul massiccio del Gennargentu. Una passeggiata tra le sue viuzze è d’obbligo per godere di panorami incredibili.
    • Chiesa di San Giovanni Battista: La parrocchiale del paese, che custodisce pregevoli opere d’arte.
    • Area Archeologica di Taccu e Sa Pruna: Nei dintorni si trovano importanti resti nuragici, tra cui una tomba dei giganti, a testimonianza di un antichissimo insediamento.

    Cosa Fare durante Cortes Apertas:
    Meana è un luogo di sapori forti e genuini. Qui l’autenticità della vita pastorale è palpabile. Cercate le cortes dove si producono i formaggi più stagionati, il pane frattau e dove potrete assistere alla tosatura delle pecore e alla lavorazione della lana. L’artigianato locale è legato agli utensili per la pastorizia.

    Orotelli: Il Paese delle Maschere e dei Murales

    Come Arrivare: Orotelli è comodamente situato a soli 20 km da Nuoro, lungo la SS129 in direzione Macomer/Bosa.
    Cosa Vedere Oltre le Cortes:

    • I Murales: Passeggiare per il paese è come sfogliare un libro di storia a cielo aperto. I murales dipinti sui muri delle case raccontano la vita quotidiana, le tradizioni e la storia della comunità.
    • Le Maschere Tradizionali: Orotelli è famoso per le sue maschere arcaiche del carnevale, Sos Merdùles e sa Filonzana. Visitate il museo locale o chiedete agli abitanti per scoprire il significato di queste figure affascinanti e grottesche.
    • Chiesa di San Giovanni Battista e la suggestiva Chiesa di San Pietro.

    Cosa Fare durante Cortes Apertas:
    Orotelli è un trionfo di creatività. Oltre ai sapori tradizionali, qui l’artigianato spazia dalla lavorazione del legno (con la creazione delle famose maschere) alla produzione di coltelli artigianali (le famose “arburesas”), fino al ricamo e alla tessitura. L’atmosfera è vivace e artistica.

    Consigli per il Weekend del 4-5 Ottobre 2025

    1. Pianificazione dell’Itinerario: I tre paesi sono molto vicini. Un itinerario perfetto potrebbe essere: dedicare la mattinata a Orotelli per la sua comodità logistica, il primo pomeriggio a Lula per il suo spirito naturalistico, e concludere con il tramonto a Meana Sardo per godere della vista panoramica sul Gennargentu.
    2. Prenotazione: Anche se meno gettonati di paesi come Tonara o Mamoiada, è sempre consigliabile prenotare il pernottamento con qualche settimana di anticipo. Cercate agriturismi o B&B nella zona per vivere appieno l’esperienza.
    3. Cosa Portare: Scarpe comode assolutamente obbligatorie. Una macchina fotografica per catturare panorami, murales e momenti di artigianato. Un grembiule virtuale: venite pronti a mangiare!
    4. Spostamenti: L’auto è essenziale. Godetevi il viaggio: le strade che collegano questi borghi regalano curve panoramiche e scorci incredibili sull’entroterra barbaricino.

    Questo trittico di paesi offre una sintesi perfetta di ciò che è Autunno in Barbagia: arte, fede, natura e tradizione si fondono in un weekend indimenticabile. Venite pronti a scoprire l’essenza più pura di questa terra.

  • Cosa Mettere in Valigia dopo un Viaggio in Sardegna: Souvenir, Prodotti Tipici e ricordi da Portare a Casa

    Cosa Mettere in Valigia dopo un Viaggio in Sardegna: Souvenir, Prodotti Tipici e ricordi da Portare a Casa

    La Sardegna è un’isola ricca di tradizioni, sapori unici e artigianato di qualità. Prima di ripartire, è naturale voler portare con sé un pezzo di questa terra, ma è importante sapere cosa comprarecosa evitare e cosa è vietato portare via. Ecco una guida pratica per riempire la valigia con i migliori souvenir sardi, senza rischiare multe o sprechi di spazio.


    1. Souvenir e Artigianato Tipico da Comprare

    ✔ Tessuti e Tappeti Sardi

    • Bisacce (borse tradizionali in lana)
    • Tappeti tessuti a mano (come quelli di Samugheo o Nule)
    • Lenzuola e asciugamani in lino o cotone sardo

    ✔ Ceramiche e Oggetti in Filigrana

    • Ceramiche decorate (tipiche di Assemini e Oristano)
    • Gioielli in filigrana (come i bottoni sardi o i ciondoli tradizionali)

    ✔ Coltelli e Artigianato in Legno

    • Coltelli sardi (come la resolza con manico in corno, la pattadesa o la arburesa)
    • Maschere tradizionali (come quelle del Carnevale di Mamoiada)

    ✔ Prodotti in Corallo

    • Collane e gioielli in corallo da acquistare nelle botteghe di Alghero

    2. Prodotti Alimentari da Portare in Valigia

    ✔ Formaggi e Latticini

    • Pecorino Sardo DOP (stagionato o fresco)
    • Fiore Sardo (formaggio a pasta dura dal sapore intenso)
    • Ricotta mustia (affumicata)

    ✔ Salumi e Carni

    • Prosciutto di  Desulo
    • Salsiccia sarda (secca o fresca)

    ✔ Pane e Dolci Tradizionali

    • Pistoccu , una sorta di pane carasau piú spesso da consumare bagnato
    • Fresa, la tipica spianata sarda
    • Pane Zichi , il pane secco a palloncino tipico del nord dell’isola
    • Sebadas (dolce fritto con formaggio e miele)
    • Torrone di Tonara (con miele e noci)

    ✔ Vini e Liquori

    • Vermentino di Gallura (DOCG)
    • Cannonau (vino rosso robusto)
    • Mirto (liquore tipico a base di bacche di mirto)

    3. Cosa NON Portare Via: Multe e Divieti

    ❌ Sabbia, Conchiglie e Pietre (Vietato per Legge!)

    • Prelevare sabbia, ciottoli o conchiglie dalle spiagge è proibito e può costare multe fino a 3.000€ (Legge n. 23 del 1998).
    • Alternative legali: Compra sabbia colorata in vetro (artigianato di Bosa) o conchiglie lavorate nei negozi autorizzati.

    ❌ Prodotti Facilmente Reperibili Fuori dalla Sardegna

    • Birra Ichnusa (nonostante sia prodotta ad Assemini é venduta in tutta Italia)
    • Malloreddus e Pane Carasau  ormai si trovano anche fuori dell’isola, a meno di non cercare qualche eccellenza di produttori artigianali si puó anche fare a meno di occupare spazio in valigia

    4. I Ricordi più Belli? Quelli che Non Pesano in Valigia

    Oltre ai souvenir materiali, i migliori ricordi della Sardegna sono:

    • Le foto delle spiagge (Cala Luna, La Pelosa, Chia)
    • Il suono delle launeddas (strumento tradizionale)
    • Il profumo del mirto e del ginepro

    Conclusione

    Prima di chiudere la valigia, assicurati di aver fatto spazio ai prodotti tipici sardi, evitando ciò che è vietato o inutile. Porta con te non solo oggetti, ma anche l’emozione di un’isola unica al mondo.

    E tu, cosa hai messo in valigia dopo un viaggio in Sardegna?