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  • La Cavalcata Sarda: quando Sassari diventa la “Festa della Bellezza”

    La Cavalcata Sarda: quando Sassari diventa la “Festa della Bellezza”

    75 anni di tradizione: 2mila figuranti, 58 paesi e un mese di eventi per celebrare l’identità sarda

    Se pensate che dopo Sant’Efisio la Sardegna si “fermi”, vi sbagliate di grosso. Il 17 maggio 2026 un’altra grande kermesse popolare farà battere il cuore dell’isola, questa volta nel nord: la Cavalcata Sarda di Sassari, giunta alla sua 75ª edizione.

    Considerata la più grande manifestazione laica della Sardegna, la Cavalcata è un’esplosione di colori, suoni e profumi che trasforma il capoluogo turritano in un palcoscenico a cielo aperto. E quest’anno, per il traguardo importante dei 75 anni, il Comune ha deciso di fare le cose in grande: un mese intero di eventi per celebrare quella che chiamano la “Festa della Bellezza” .

    Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo evento imperdibile.


    Cos’è la Cavalcata Sarda? Un po’ di storia

    A differenza di Sant’Efisio, che ha origini religiose legate a un voto per la peste del 1656, la Cavalcata Sarda nasce come manifestazione laica. La sua prima edizione risale al 1951, quando l’amministrazione comunale di Sassari volle creare un evento che riunisse le tradizioni di tutta l’isola in un’unica, spettacolare sfilata .

    L’idea era semplice ma geniale: far sfilare per le vie della città i gruppi folkloristici provenienti da ogni angolo della Sardegna, ciascuno con i propri costumi tradizionali, i propri canti e le proprie danze. Da allora, ogni terza domenica di maggio, Sassari mantiene fede a questo appuntamento, che con gli anni è diventato un appuntamento fisso per gli amanti del folklore e un’importante vetrina turistica per l’isola .

    Dal 2006 l’organizzazione è passata direttamente al Comune di Sassari, che quest’anno festeggia i 20 anni di gestione diretta dell’evento .


    Il programma 2026: un mese di eventi

    Quest’anno la Cavalcata non è solo una giornata, ma un vero e proprio festival diffuso che parte il 9 maggio e si conclude il 30 maggio. Ecco gli appuntamenti principali .

    Dal 9 al 30 maggio – “Identità Svelate”: la mostra diffusa sul costume sardo

    Il tema scelto per il 75º anniversario è l’abito tradizionale femminile. Per tutto il mese, quattro sedi prestigiose ospiteranno una mostra diffusa intitolata “Identità Svelate” :

    • Padiglione Tavolara: “Tra-Me Tradizione e Meraviglia”
    • Museo Sanna: abiti storici delle collezioni
    • Pinacoteca Nazionale: il rapporto tra pittura e identità sarda
    • Palazzo Ducale: le varianti del bustino femminile

    Venerdì 15 maggio – La “Cavalcata dei Bambini”

    La grande novità di quest’anno è dedicata ai più piccoli. Circa 250 bambini provenienti da tutta l’isola sfileranno per le vie del centro storico indossando gli abiti tradizionali dei loro paesi d’origine. Il corteo si concluderà in piazza Tola con canti e balli. Un evento perfetto per famiglie, organizzato insieme alla Fondazione Maria Carta .

    Nella stessa giornata, un laboratorio dimostrativo di camiceria sarda si terrà in un esercizio storico di corso Vittorio Emanuele (su prenotazione) .

    Sabato 16 e domenica 17 maggio – La Rassegna di canti e danze

    Nel week-end clou, piazza d’Italia diventa il palcoscenico della tradizione. Si esibiranno :

    • 30 cori, gruppi a tenore e musicisti
    • 37 gruppi di ballo e canto sardo

    Spettacolo garantito dalla mattina alla sera.

    Domenica 17 maggio – La GRANDE SFILATA (il momento clou)

    Il cuore pulsante della festa. Il corteo parte alle 9:00 da via Asproni (zona San Giuseppe) e attraversa le vie principali: via Roma, piazza d’Italia, via Cagliari, via Brigata Sassari, viale Italia, per concludersi in via Manno entro le 14 .

    I numeri da record :

    CosaQuantità
    Figuranti totaliOltre 2.000
    Gruppi a piedi67
    Gruppi a cavallo26
    Paesi e città rappresentati58
    Donne in abito tradizionale160 (il momento più atteso)
    Transenne2.500
    Previsione di pubblico50.000 persone

    Tribune: una tribuna coperta da 1.080 posti in piazza d’Italia (biglietto 35 euro) e una tribuna gratuita per disabili in via Roma .

    Nel pomeriggio, all’Ippodromo Pinna, spettacolo delle pariglie (prove acrobatiche a cavallo) con 7 gruppi partecipanti .


    Un evento “diffuso”: anche fuori Sassari

    La Cavalcata Sarda non è solo la sfilata di domenica. L’intera città si anima con :

    • Villaggio espositivo “Tradizioni in movimento” in piazza Castello (15-17 maggio): artigianato e promozione turistica
    • Area mercatale di 4.200 mq con 271 stalli tra food e commerciale
    • Eventi collaterali nei dintorni: a Sorso, il 1° maggio, concerto di Fred De Palma al Parco Vita ; a Castelsardo, il 1° maggio, il “Castel Ballo” in piazza Pianedda .

    Come arrivare e informazioni utili

    Date: 17 maggio 2026 (con eventi dal 9 al 30 maggio)

    Dove: Sassari, centro storico

    Ingresso alla sfilata: gratuito lungo il percorso

    Tribuna a pagamento: piazza d’Italia, 35 euro 

    Parcheggi: si consiglia di lasciare l’auto fuori dal centro e utilizzare i mezzi pubblici

    Trasmissione TV: la sfilata sarà trasmessa in diretta da Videolina 

  • Il ritorno di Sant’Efisio: il 4 maggio Cagliari riabbraccia il suo Martire

    Il ritorno di Sant’Efisio: il 4 maggio Cagliari riabbraccia il suo Martire

    Il trionfo della fede nella 370ª edizione, tra tradizione e novità

    Se avete seguito il Santo nel suo cammino verso Nora, o se semplicemente sentite il bisogno di chiudere il cerchio di questa esperienza unica, il 4 maggio è la giornata che vi regalerà le emozioni più forti. È il giorno del rientro trionfale: la notte si accende di fiaccole, i canti salgono al cielo e migliaia di fedeli accompagnano il simulacro fino alla sua dimora a Stampace.

    Dopo quattro giorni di pellegrinaggio, la processione più lunga d’Italia (oltre 80 km tra andata e ritorno) si prepara a concludersi. Il 4 maggio 2026 non sarà un rientro qualunque, perché quest’anno, per la prima volta dopo decenni, il Santo tornerà a casa… portato a spalla.

    Ecco la storia, il cammino, il programma e tutte le informazioni per vivere questo giorno indimenticabile.


    Perché Sant’Efisio compie questo pellegrinaggio? La storia del Voto

    Per capire l’emozione del 4 maggio, dobbiamo fare un passo indietro di quasi quattro secoli.

    Nel 1656 una terribile epidemia di peste devastò la Sardegna, decimando la popolazione di Cagliari . In preda alla disperazione, i cagliaritani si rivolsero a Sant’Efisio, un martire romano di origine antiochena che fu decapitato il 15 gennaio del 303 d.C. sulla spiaggia di Nora per non aver rinnegato la fede cristiana .

    La tradizione racconta che il 12 luglio 1652 (o nel 1656, secondo alcune cronache) i rappresentanti della città fecero un voto solenne: se la peste fosse cessata, ogni anno avrebbero portato il simulacro del Santo in processione dalla sua chiesa nel quartiere di Stampace fino al luogo del martirio, a Nora .

    Il miracolo avvenne: la peste scomparve misteriosamente. Da allora, per 370 anni ininterrotti, Cagliari ha mantenuto fede a quella promessa, sciogliendo il voto persino durante i bombardamenti del 1943 e la pandemia da Covid-19 “Il voto è stato sciolto durante i bombardamenti del ’43 e durante il Covid – ricorda Andrea Loi, presidente dell’Arciconfraternita – e sarà sciolto anche quest’anno” .

    “Atennos annos!” (Altri cent’anni!) è l’augurio che i fedeli si scambiano ogni anno, rinnovando questa promessa eterna .


    Le tappe del pellegrinaggio: da Cagliari a Nora

    Prima di raccontarvi il ritorno, è giusto ricordare il cammino che il Santo ha compiuto. Il pellegrinaggio si snoda attraverso quattro giorni e tocca alcuni dei luoghi più suggestivi del Sud Sardegna :

    DataTappe principali
    1° maggio (Andata)Partenza da Stampace (Cagliari) → Giorgino (cambio abiti) → Maddalena Spiaggia → Sarroch → Villa d’Orri
    2 maggioSarroch → Villa San Pietro → Pula (chiesa di San Giovanni Battista) → Nora (arrivo)
    3 maggio (Sosta)Giornata di preghiera a Nora: messe, celebrazioni e infine ripartenza verso Pula per la notte
    4 maggio (Rientro)Nora → Pula → Villa San Pietro → Sarroch → Su Loi → Maddalena Spiaggia → Giorgino → Cagliari (Stampace)

    La processione è una delle più lunghe d’Europa a piedi: si percorrono circa 80 chilometri in quattro giorni, con migliaia di fedeli, cavalieri e figuranti che si alternano lungo il tragitto .


    4 maggio 2026: il programma del rientro

    Il ritorno del Santo a Cagliari è un crescendo di emozioni che coinvolge l’intera città. Ecco il programma dettagliato della giornata:

    Mattina e pomeriggio – L’ultima tappa del pellegrinaggio

    Il Santo ripercorre a ritroso i passi dell’andata, attraversando i paesi che lo hanno accolto nei giorni precedenti. Nel pomeriggio raggiunge Giorgino, dove avviene il cambio del cocchio e degli abiti del simulacro, preparandosi per l’ingresso solenne in città .

    Un’importante novità di quest’anno: per l’emergenza dermatite nodulare bovina che ha colpito gli allevamenti, i buoi non possono essere utilizzati . Così, il Santo sarà trasportato a spalla dai confratelli nel tratto urbano, sia all’andata che al ritorno. Il sindaco Massimo Zedda ha commentato: “Sant’Efisio sarà ancora più vicino a fedeli e devoti” .

    Dalle 18:00 – La musica d’attesa a Palazzo Bacaredda

    Mentre il Santo si avvicina, il cuore culturale della città si scalda con eventi collaterali:

    • Ore 18:00 – Cortile di Palazzo BacareddaCoralità sarda per Sant’Efisio. Si esibiranno sei cori polifonici in canti sacri, tra cui Cantos de Jara e Terra Mea .

    Dalle 19:00 – Divieti e chiusure al traffico

    Per garantire il passaggio sicuro della processione, scattano le limitazioni alla viabilità :

    • Dalle 8:00 divieto di sosta con rimozione forzata in tutte le vie interessate dal percorso.
    • Dalle 19:00 alle 24:00 stop alla circolazione lungo l’intero itinerario.
    • Già dalle 18:00 chiudono via Malta (tratto tra vico Malta e via Sassari) e le strade attorno a piazza del Carmine.

    Se dovete muovervi in auto, programmate con largo anticipo .

    Dalle 20:00 – La partenza della processione da Giorgino

    Il momento più atteso: da Giorgino prende il via il corteo che accompagna il Santo verso Cagliari. Migliaia di fedeli si uniscono in processione, molti dei quali in costume tradizionale. Il percorso attraversa:

    Viale La Plaia → Ponte della Scafa → Via Roma → Largo Carlo Felice → Corso Vittorio Emanuele → Piazza Yenne → Via Azuni → Via Portoscalas → Via Sant’Efisio → infine la Chiesa di Sant’Efisio in Stampace .

    Ore 21:00 – La fiaccolata

    L’apice dell’emozione. Quando il buio scende sulla città, la processione si accende: le fiaccole dei devoti illuminano il cammino del Santo. Decine di cavalieri in costume scortano il simulacro, mentre i canti dei tenores e delle confraternite risuonano tra le vie del centro storico .

    Ore 22:00 – L’arrivo a Stampace e lo scioglimento del voto

    L’abbraccio finale. Il Santo varca la soglia della sua chiesa nel quartiere di Stampace, lo stesso da cui era partito quattro giorni prima. Qui, in un clima di raccoglimento e devozione, viene celebrata la benedizione e l’annuncio ufficiale dello scioglimento del voto per il 370° anno consecutivo .

    I confratelli dell’Arciconfraternita del Gonfalone, che hanno portato il simulacro a spalla nell’ultimo tratto, lo riporranno all’interno. Sarà poi possibile venerarlo fino al 22 maggio, in un momento di preghiera più intimo, lontano dalla folla della processione .


    Informazioni utili per il 4 maggio

    Come arrivare e muoversi

    • Bus navetta linea 8A (CTM): il 4 maggio sarà attivo un servizio potenziato per raggiungere Giorgino e assistere alla partenza della processione. Partenze da piazza Matteotti (fronte Stazione FS) verso Porto Canale/Giorgino, con corse supplementari dalle 17:30. Il servizio si interrompe alle 19:00 per la chiusura di viale La Plaia .
    • Treni (Trenitalia): per tutta la durata della festa, sono stati aggiunti treni speciali sulla linea Cagliari-San Gavino-Oristano, con 3.000 posti in più rispetto al servizio ordinario .

    Cosa aspettarsi

    • Niente buoi: l’immagine iconica dei gioghi e delle traccas non sarà presente in processione per l’emergenza sanitaria. Ma proprio per questo, il Santo sarà più “a portata di mano” dei fedeli, portato a spalla come nei primi secoli della festa .
    • Moltissima gente: si aspettano migliaia di persone lungo il percorso. Le tribune a pagamento sono già esaurite, ma la processione è gratuita e accessibile ovunque .
    • Parcheggi: evitate di avvicinarvi con l’auto al centro dopo le 18. Meglio lasciare l’auto fuori (es. area parcheggi dello Stadio) e usare i mezzi pubblici o muoversi a piedi.

    Cosa portare

    • Una giacca leggera: la sera si fa fresca a maggio.
    • Acqua e scarpe comode (camminerete molto, magari seguendo il corteo).
    • Una torcia o lampada frontale: per unirvi idealmente alla fiaccolata.

    Perché non mancare

    Il rientro di Sant’Efisio non è solo una processione: è il ritorno a casa di un padre. È il momento in cui la città, dopo giorni di attesa e pellegrinaggio, si stringe attorno al suo protettore, rinnovando un patto che dura da quasi quattro secoli.

    Nel 2026, poi, c’è qualcosa in più: l’assenza dei buoi e il trasporto a spalla rendono questa edizione unica nella memoria viva. Non una festa diminuita, ma una festa più umana, più autentica. Come ha detto il sindaco Zedda: “Sarà più vicino a fedeli e devoti” .

    Venite a vedere la fiaccolata, a sentire le launeddas che accompagnano il Santo nell’oscurità, a gridare con la folla “Atennos annos!”.

    Sant’Efisio torna a casa. E noi saremo lì ad aspettarlo.

  • Sant’Efisio 2026: il miracolo del Voto e la forza di una tradizione che si rinnova

    Sant’Efisio 2026: il miracolo del Voto e la forza di una tradizione che si rinnova

    C’è un momento, ogni anno, in cui la Sardegna smette di essere tante isole diverse e diventa una cosa sola. Quel momento è la Festa di Sant’Efisio. Se state leggendo questo articolo, probabilmente lo sapete già: dal 1° al 4 maggio, Cagliari e la sua provincia diventano il palcoscenico di un evento che è fede, identità, folklore e storia tutto insieme.

    Ma il 2026 non è un anno qualunque. Quest’anno si celebra la 370ª edizione della festa, e per la prima volta dopo decenni, assisteremo a una scelta storica che renderà il rito ancora più umano e toccante.

    Ecco tutto quello che c’è da sapere su Sant’Efisio 2026, tra il fascino del passato e le novità di quest’anno.

    La storia: quel voto del 1656

    Per capire l’emozione del 1° maggio, dobbiamo fare un salto indietro al 1656. La peste aveva devastato il Regno di Sardegna, uccidendo gran parte della popolazione. In preda alla disperazione, i cagliaritani si rivolsero a Sant’Efisio (Efisio di Elia), un martire romano decapitato il 15 gennaio del 303 d.C. nella spiaggia di Nora per non aver rinnegato la fede cristiana .

    La leggenda narra che il 12 luglio 1652 (o nel 1656, secondo le cronache) i rappresentanti della città fecero un voto solenne: se la peste fosse cessata, ogni anno avrebbero portato il simulacro del Santo in processione dalla sua chiesa nel quartiere di Stampace fino al luogo del martirio, a Nora .

    Il miracolo avvenne. La peste finì. Da allora, per 370 anni, la città ha mantenuto fede a quella promessa, interrompendosi solo simbolicamente (mai realmente) nemmeno durante i bombardamenti del 1943 o la pandemia da Covid-19 .

    “Il voto è stato sciolto durante i bombardamenti del ’43 e durante il Covid – ricorda Andrea Loi, presidente dell’Arciconfraternita – e sarà sciolto anche quest’anno” .

    L’edizione 2026: cosa cambia (e cosa no)

    Quest’anno la natura ha voluto mettere alla prova la devozione dei sardi. A causa di un’emergenza sanitaria legata alla dermatite nodulare bovina (un virus che ha colpito gli allevamenti del Sud Sardegna), la Regione e l’Asl hanno vietato l’utilizzo dei buoi .

    Cosa significa? Che per la prima volta nella storia recente, lo spettacolo iconico dei gioghi e dei carri trainati dagli imponenti buoi (le famose Traccas) non sfilerà lungo il percorso urbano.

    La decisione eroica dell’Arciconfraternita del Gonfalone: non annullare nulla. Anzi, tornare alle origini. Il simulacro di Sant’Efisio sarà portato a spalla dai confratelli dalla partenza fino a viale La Plaia . Come ha sottolineato il sindaco Massimo Zedda: “Sarà più vicino a fedeli e devoti” .

    • Niente buoi in processione: il trasporto avverrà a spalla e, su strada, su un pick-up civile appositamente allestito.
    • Traccas in versione statica: pur non potendo sfilare, circa 10 modelli di carri addobbati saranno esposti al pubblico in aree dedicate per ammirarne la bellezza.
    • Partecipazione da record: ci saranno comunque 4mila figuranti (cavalieri, gruppi folk, devoti a piedi da tutta l’isola) e le tribune a pagamento sono già andate sold out .

    Se non altro, quest’anno il Santo non è in una teca di vetro lontana: è “in carne e ossa” tra la gente, portato a braccia.

    Il programma completo: da venerdì 1 maggio a lunedì 4 maggio

    Ecco il programma dettagliato per non perdervi nemmeno un attimo della 370esima edizione.

    📅 Venerdì 1° maggio – L’andata (Il giorno più lungo)

    È il giorno della processione solenne. Il Santo lascia la chiesetta di Stampace.

    • Mattina presto: I ’Alter Nos’ Giovanni Porrà (il rappresentante laico del Sindaco) e i confratelli iniziano i riti.
    • Percorso Storico: La processione attraversa Cagliari. Quest’anno, da Stampace a viale La Plaia, il Santo sarà portato a spalla.
    • Soste: Da Stampace si procede verso Giorgino, poi Sarroch, per arrivare a Nora (dove il Santo sosterà fino al rientro).
    • Intrattenimento: La sera del 1° maggio (sempre in Piazza del Carmine) spazio al ballo rituale con la partecipazione di 24 gruppi folkloristici e del maestro di Launeddas Luigi Lai .

    📅 Sabato 2 e Domenica 3 maggio – Il Pellegrinaggio

    Sono i giorni più “intimi” della festa. Il Santo rimane esposto nella chiesetta di Nora (Pula), meta di pellegrinaggi a piedi da tutta l’isola.

    • A Cagliari (ore 20:00 – Palazzo Bacaredda)Il canto popolare sardo. Notti dedicate ai tenores e alla musica tradizionale nell’attesa del ritorno del Santo .

    📅 Lunedì 4 maggio – Il rientro trionfale

    L’apice dell’emozione. La statua fa ritorno a Cagliari in serata. Il momento più suggestivo è la fiaccolata.

    • Ore 18:00 – Cortile Palazzo BacareddaCoralità Sarda. Sei cori polifonici (tra cui Cantos de Jara e Terra Mea) si esibiranno in canti sacri .
    • Ore 21:00 – Viale La Plaia e percorso cittadino: Inizia la Fiaccolata per Sant’Efisio. Migliaia di devoti in costume e circa 120 cavalieri illuminano la notte accompagnando il Santo a casa.
    • Ore 22:00 – Chiesa di Sant’Efisio (Stampace) : L’arrivo del Santo, la benedizione e l’annuncio dello scioglimento del voto per il 370° anno consecutivo .

    Informazioni pratiche per muoversi

    Se venite a Cagliari per vedere la festa, tenete conto di alcune modifiche alla viabilità e ai trasporti, rese necessarie proprio dall’emergenza buoi e dall’afflusso record di visitatori:

    • Treni: Trenitalia ha aggiunto 10 treni speciali (3.000 posti in più) per chi arriva da Oristano e dalla North Sardegna .
    • Bus Navetta (Linea 8A) : Per seguire il Santo da vicino, il CTM ha attivato una navetta dedicata tra viale La Plaia e Giorgino. Attenzione: la linea non circola durante il passaggio della processione (dalle 9:20 alle 15 del 1° maggio) .
    • Cosa mangiare: Non perdetevi i piatti tipici del periodo: MalloreddusCulurgionisPardulas e il pane decorato che viene benedetto durante la festa .

    Perché dovete viverla almeno una volta

    La Festa di Sant’Efisio è classificata come la processione religiosa più lunga d’Italia (40 km in quattro giorni), ma è molto di più. È uno dei grandi tesori immateriali del Mediterraneo.

    Venite a vedere i colori dei costumi, a sentire il suono ipnotico delle Launeddas, e lasciatevi travolgere dal profumo dei fiori gettati al passaggio del Santo. Nel 2026, senza la barriera dei buoi e dei grandi carri, l’abbraccio tra il Santo e il suo popolo sarà più forte che mai.

    Atennos annos! (Altri cent’anni!).

  • Sagra degli Agrumi di Muravera 2026: la festa dei profumi e delle tradizioni che annuncia la primavera

    Sagra degli Agrumi di Muravera 2026: la festa dei profumi e delle tradizioni che annuncia la primavera

    C’è un momento preciso, ogni anno, in cui la Sardegna si prepara a lasciarsi alle spalle l’inverno e ad accogliere la bella stagione. È quando il paese di Muravera, nel cuore del Sarrabus, indossa i suoi colori più belli e si trasforma in un grande teatro a cielo aperto per la Sagra degli Agrumi.

    Domenica 19 aprile 2026, andrà in scena la 52ª edizione di uno degli appuntamenti folkloristici più amati e riconosciuti dell’isola . Un evento che non è solo una festa, ma un vero e proprio viaggio nella memoria, nei sapori e nell’identità di una comunità intera.

    Ecco tutto quello che c’è da sapere per vivere questa giornata indimenticabile.

    Un po’ di storia: come nasce la Sagra degli Agrumi

    Per capire la Sagra di oggi, bisogna tornare indietro nel tempo. Siamo nel 1961, quando il presidente della Pro Loco di Muravera ha un’intuizione geniale: valorizzare il prodotto agricolo più importante del territorio – gli agrumi – e, allo stesso tempo, far conoscere al mondo la bellezza del Sarrabus e le sue antiche tradizioni .

    Negli anni Sessanta, la coltivazione di arance, limoni e mandarini era già un pilastro dell’economia locale. I terreni fertili, il clima mite e l’abbondanza d’acqua avevano reso Muravera un’eccellenza nell’agrumicoltura sarda . L’idea di dedicare una sagra a questi frutti, nata in un’epoca in cui il turismo nella zona era ancora limitato, si rivelò vincente.

    Da allora, anno dopo anno, la manifestazione è cresciuta, arricchendosi di nuovi elementi. Oggi, a distanza di oltre sessant’anni, è considerata una delle sagre più rappresentative della Sardegna, capace di richiamare ogni anno oltre 30.000 visitatori da tutta l’isola e non solo .

    L’edizione 2026: programma e informazioni

    Il conto alla rovescia per la 52ª edizione è già iniziato. Il Comune di Muravera ha ufficializzato la data e ha già selezionato i gruppi che parteciperanno alla sfilata.

    Quando: Domenica 19 aprile 2026
    Dove: Muravera, centro storico
    Ingresso: libero

    Il programma della giornata

    Gli elementi principali della Sagra sono ormai consolidati e saranno confermati anche per il 2026.

    Mattina e pomeriggio:

    • Mostra mercato degli agrumi e prodotti tipici: lungo le vie del centro storico troverai banchi dove degustare e acquistare le fragranti arance, i limoni profumati e i mandarini dolcissimi che hanno reso famoso il territorio .
    • Artigianato e sapori locali: non mancheranno stand con prodotti artigianali, miele, formaggi e altre prelibatezze della tradizione sarda.
    • Convegni sull’agrumicoltura: un momento dedicato agli addetti ai lavori per fare il punto sulla coltivazione, la sostenibilità e le nuove tecniche nel settore agrumicolo .

    Pomeriggio – Il momento clou: la grande sfilata
    Il cuore pulsante della Sagra è la sfilata tradizionale, che trasforma il paese in un caleidoscopio di colori, suoni e profumi . A sfilare saranno:

    • Gruppi folk in costume: oltre 40 gruppi provenienti da tutta la Sardegna, ognuno con i propri abiti tradizionali, le danze e i canti che raccontano le diverse anime dell’isola .
    • Traccas ed etnotraccas: i carri allegorici più suggestivi. Le traccas sono carri trainati da buoi, decorati con fiori e tessuti preziosi. Le etnotraccas sono veri e propri “carri-museo” che riproducono in miniatura scene di vita contadina e pastorale di un tempo: si possono vedere ricostruzioni della trebbiatura, della tessitura, del lavaggio dei panni al fiume e di antichi mestieri .
    • Cavalieri e amazzoni: gruppi a cavallo elegantemente adornati che sfilano con orgoglio .
    • Maschere tradizionali: le maschere carnevalesche della Sardegna, con i loro rituali antichi e i loro costumi imponenti .
    • Suonatori di launeddas: le note acute e vibranti dell’antico strumento a tre canne fanno da colonna sonora all’intera manifestazione .

    Sera:

    • Spettacoli folkloristici: dopo la sfilata, la festa continua con esibizioni di gruppi folk che si esibiscono in danze e canti tradizionali .

    Cosa vedere nei dintorni di Muravera

    Se hai intenzione di trascorrere l’intera giornata nel Sarrabus, approfitta per esplorare i tesori che circondano Muravera:

    • Le Torri Spagnole: sulla costa si ergono le torri di Capo FerratoTorre Saline e la Torre dei Dieci Cavalli, antiche fortezze contro le incursioni piratesche .
    • I complessi archeologici: nella zona di Piscina Rei si trovano interessanti complessi megalitici, antichi calendari di pietra usati per scandire i cicli stagionali .
    • La Chiesa di San Nicola: nel centro storico di Muravera, conserva un impianto a navata unica con cappelle tardogotiche del XV secolo .
    • Le spiagge del Sarrabus: approfitta della giornata per fare un salto alle bellissime spiagge di Costa Rei, ancora tranquille in questa stagione .

    Informazioni utili per i visitatori

    • Come arrivare: Muravera si trova sulla costa sud-orientale della Sardegna, a circa 60 km da Cagliari. Si percorre la SS125 Orientale Sarda in direzione nord.
    • Dove parcheggiare: il giorno della sagra il paese si riempie. Segui le indicazioni per i parcheggi scambiatori che verranno allestiti nelle aree periferiche.
    • Cosa portare: macchina fotografica (i colori sono incredibili), abbigliamento comodo e scarpe adatte a camminare.
    • Un consiglio: arriva presto per trovare parcheggio con calma e goderti la mattinata tra gli stand prima della grande sfilata pomeridiana.

    Le parole del Sindaco

    «La Sagra non è solo un evento, è la nostra carta d’identità: porta in strada il lavoro degli agricoltori e la storia che ci lega alla nostra terra» – sottolinea il sindaco di Muravera, Salvatore Piu. «Ogni gruppo folk, ogni suonatore e ogni maschera tradizionale contribuiscono a costruire un racconto collettivo che va oltre il folclore. La sfilata è il momento in cui Muravera mostra il meglio di sé, quando la comunità si unisce e si riconosce» .

    Perché non perdere la Sagra degli Agrumi 2026

    La Sagra degli Agrumi è molto più di una festa paesana. È un’esperienza che coinvolge tutti i sensi: la vista rapita dai colori dei costumi e degli arazzi, l’udito dalle launeddas e dai canti a tenore, l’olfatto dal profumo intenso delle arance e del mirto, il gusto dalle degustazioni di prodotti autentici.

    È l’occasione per scoprire un angolo autentico della Sardegna, lontano dalle rotte del turismo di massa, e per vivere una giornata in cui il tempo sembra fermarsi e la tradizione diventa protagonista.

    Segna sul calendario: domenica 19 aprile 2026. Muravera ti aspetta con i suoi agrumi, i suoi colori e la sua anima più vera.


    Per rimanere aggiornato sul programma dettagliato, consulta il sito ufficiale del Comune di Muravera all’indirizzo www.comunedimuravera.it .