Tag: eventi Sardegna settembre

  • Austis, Dorgali e Orani: tre volti della Barbagia in un solo weekend

    Austis, Dorgali e Orani: tre volti della Barbagia in un solo weekend

    Il quarto weekend di Autunno in Barbagia – il 26 e 27 settembre 2026 – porta i visitatori alla scoperta di tre borghi che rappresentano altrettanti aspetti dell’anima più autentica della Sardegna. Austis, arroccato sulle pendici del Gennargentu; Dorgali, che abbraccia il mare del Golfo di Orosei e le montagne del Supramonte; Orani, culla dell’arte e della pietra lavorata . Tre tappe, tre esperienze diverse ma accomunate da ospitalità genuina e tradizioni vive.

    Austis: il borgo delle rocce scolpite dal vento

    A 737 metri di altitudine, sulle pendici occidentali del Gennargentu, Austis è un piccolo gioiello incastonato tra Barbagia, Mandrolisai e Barigadu . Il suo centro storico in granito, ben conservato, racconta storie di pastori e di una comunità che ha saputo preservare le proprie radici.

    Cosa vedere ad Austis

    Le meraviglie della natura scolpite nella roccia

    Il territorio di Austis è un autentico museo a cielo aperto, dove il vento e l’acqua hanno plasmato forme sorprendenti. La più celebre è Sa Crabarissa, un imponente massiccio di circa 30-40 metri che, secondo la leggenda, ricorda una donna in costume sardo . Accanto a lei, Su Cannizzu – che sembra un’aquila pronta a spiccare il volo – e Su Nodu Orruendeche, una roccia gigantesca che sembra in bilico su un’altra, pronta a cadere da un momento all’altro . Da qui, i tramonti regalano emozioni indimenticabili.

    Non meno affascinante è la foresta vergine di Tannoro, un’area incontaminata percorribile solo a piedi attraverso sentieri selvaggi, dove un torrente rende l’atmosfera quasi magica . La leggenda vuole che qui vivano Sas Maschingannas de Tannoro, figure misteriose della tradizione popolare .

    Architettura e centri di interesse

    Nel cuore del paese, la chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta, risalente al 1567, custodisce sculture dell’artista locale Elio Sanna e un pregevole coro ligneo del 1829 . Poco fuori, la chiesa di Sant’Antonio da Padova (1669), sull’altopiano di “Sa Sedda de Basiloccu”, è ancora oggi meta di festeggiamenti .

    Da non perdere Sa Domo Tunda, una curiosa costruzione a tre piani con base circolare all’angolo tra Via Dante e Vico I Dante, diventata uno dei luoghi più fotografati del borgo .

    Cosa gustare ad Austis

    La cucina di Austis è quella della tradizione agropastorale, fatta di sapori autentici e genuini. Da provare assolutamente:

    • Sa fregula istuvada (o cun lampazzu, con acetosella selvatica): la caratteristica pasta a forma di piccole palline 
    • I ravioli di patate e formaggio fresco, o di patate e cazzau saliu (caglio conservato sotto sale) 
    • I maccarroneddos: piccoli gnocchetti di pasta di semola fresca, lavorati a mano 
    • L’agnello e il capretto in umido o arrosto, e la pecora bollita con patate e cipolla 
    • Le seadas, il celebre dolce fritto ripieno di formaggio e ricoperto di miele 

    Tra i pani, spiccano il Pane Fresa (sottile e croccante, a forma ovale) e il Pane Pintàu, decorato e realizzato per le cerimonie festive .


    Dorgali: dove la montagna incontra il mare

    Dorgali è uno dei territori più vasti e suggestivi della Sardegna: 225 chilometri quadrati che abbracciano le montagne selvagge del Supramonte e le calette nascoste del Golfo di Orosei . Un borgo che unisce storia, archeologia, artigianato e natura in un equilibrio unico.

    Cosa vedere a Dorgali

    Il centro storico e l’artigianato

    Passeggiando per le vie del centro, tra case di pietra vulcanica, si scopre la vocazione artigiana di Dorgali: botteghe di gioielli in filigrana, ceramiche, tappeti e lavorazione del cuoio raccontano un sapere che si tramanda da generazioni . Le chiese di San Lussorio, della Madonna d’Itria e la parrocchiale di Santa Caterina sono testimoni della profonda devozione della popolazione .

    Archeologia e musei

    Il Museo Archeologico custodisce reperti di età nuragica, tra cui quelli del villaggio-santuario di Serra Òrrios, e di epoca punica e romana .

    Il Parco Museo S’Abba Frisca

    A pochi chilometri, questo piccolo villaggio ristrutturato è immerso in un parco ricco di piante, cascate e animali. Il nome – “l’acqua fresca” – si deve alla sorgente carsica che alimenta fontane, laghetto e suggestive cascate, in un ambiente fiabesco tra camminamenti megalitici e boschi di lecci .

    Cala Gonone e il mare

    La sinuosa discesa da Dorgali porta alla frazione di Cala Gonone, affacciata sul Golfo di Orosei. Da qui partono escursioni in barca verso le spiagge più celebri: Cala Luna (con la sua sabbia finissima e il bosco di oleandri che la fa da cornice, set del film “Travolti da un insolito destino”) e le Grotte del Bue Marino, spettacolare “foresta” di stalattiti e stalagmiti che un tempo era habitat della foca monaca .

    Per gli amanti dell’avventura, Dorgali è la porta d’accesso al villaggio nuragico di Tiscali, nascosto in una dolina carsica del Supramonte, e alle Gole di Gorropu, il “Grand Canyon d’Europa” .

    Cosa gustare a Dorgali

    La cucina dorgalese riflette la sua posizione tra montagna e mare. Tra le specialità:

    • I culurgiones: ravioli di patate, formaggio e menta
    • La fregola con arselle o frutti di mare
    • Il porcetto e l’agnello arrostiti
    • Le seadas e le papassinas tra i dolci 
    • I vini del territorio, in particolare il Cannonau e il Vermentino

    Orani: il borgo dell’arte e della pietra

    Orani è universalmente noto come il paese di Costantino Nivola, uno dei più importanti scultori del Novecento, ma è anche un borgo che ha saputo mantenere vive le sue tradizioni artigianali e le sue maschere più antiche .

    Cosa vedere a Orani

    Il Museo Nivola

    Il cuore culturale di Orani è il Museo Nivola, ospitato nell’antico lavatoio pubblico di via Gonare, splendidamente restaurato. Il museo custodisce una collezione permanente di opere dell’artista – sculture, disegni, grafiche e le sperimentazioni con il sand-casting (fusione nella sabbia) da lui inventato . Nel giardino e in varie parti del paese sono collocate sculture monumentali di Nivola, trasformando l’intero borgo in un museo diffuso a cielo aperto .

    Le architetture religiose

    Tra le chiese da visitare: la parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo (patrono del paese), la chiesa di Nostra Signora d’Itria e il suggestivo Campusantu Vezzu, il cimitero vecchio che racconta il rapporto della comunità con la morte e il culto dei defunti .

    Il Santuario di Monte Gonare

    A 1.046 metri di altitudine, il santuario dedicato alla Vergine domina un vastissimo territorio che dalla Barbagia arriva fino al mare. L’8 settembre è meta di pellegrinaggi, e nelle giornate limpide la vista abbraccia un panorama mozzafiato .

    Artigianato e tradizioni

    Orani è rinomata per la lavorazione del legno (cassapanche decorate, mobili), del ferro battuto, dei tessuti e della ceramica . Durante Autunno in Barbagia, le botteghe aprono le porte per mostrare le tecniche e la simbologia di antiche lavorazioni .

    Cosa gustare a Orani

    La cucina oranese si inserisce nella grande tradizione barbaricina:

    • Carni ovine e suine: arrosti, stufati, la pecora bollita in brodo
    • Formaggi: pecorino sardo e caprini delle aziende locali
    • I pani tradizionali, con sottili sfoglie simili al pane carasau e pani più consistenti
    • I dolci, con una variante particolare delle seadas e altre specialità locali 

    Come arrivare

    In auto

    Austis

    • Da Nuoro (circa 35 km): percorri la SS 129 in direzione Macomer, poi prendi la SS 128 in direzione Gavoi e seguì le indicazioni per Austis
    • Da Olbia: SS 131 d.c.n. verso Nuoro, poi SS 129 e SS 128

    Dorgali

    • Da Nuoro (circa 25 km): SS 129 in direzione Dorgali
    • Da Olbia: SS 131 d.c.n. fino all’uscita per Lula/Bitti/Dorgali

    Orani

    • Da Nuoro (circa 30 km): SS 129 in direzione Macomer, poi seguì le indicazioni per Orani
    • Da Cagliari: SS 131 Carlo Felice fino allo svincolo per Nuoro, poi SS 129

    In autobus

    Linee ARST collegano Nuoro ai tre paesi. Per informazioni dettagliate sugli orari, consulta il sito dell’ARST.

    In aereo

    Gli aeroporti più vicini sono Elmas (Cagliari) e Fertilia (Alghero), da cui è possibile noleggiare un’auto per raggiungere i borghi.

    Austis, Dorgali e Orani vi aspettano per un weekend di scoperta. Tre borghi, tre storie diverse, un’unica anima: quella della Barbagia più autentica.

  • Sarule e Lodine: cuori tessili e sapori antichi nel centro della Barbagia

    Sarule e Lodine: cuori tessili e sapori antichi nel centro della Barbagia

    Dopo le prime tappe di Bitti e Oliena, Autunno in Barbagia prosegue il suo viaggio nel cuore più autentico della Sardegna. Il weekend del 19 e 20 settembre 2026 sarà dedicato a due borghi vicini ma ricchi di personalità: Sarule e Lodine . Due paesi che aprono le loro cortes – i cortili delle antiche case in pietra – per raccontare storie di telai, di archeologia millenaria e di sapori che sanno di casa .

    Cosa vedere: tra storia, archeologia e natura

    Sarule: il borgo dei tappeti ai piedi del Monte Gonare

    Sarule è un paese che ha fatto della tradizione tessile la sua anima più autentica. Famosa in tutto il mondo per i suoi tappeti di lana realizzati su antichi telai verticali, la “burra” sarulese è un’arte che qui si tramanda da generazioni . Negli anni Cinquanta, fu proprio la collaborazione con l’artista Eugenio Tavolara a rinnovare questa antica tradizione, trasformando i tappeti in vere e proprie opere d’arte apprezzate a livello internazionale .

    Il cuore pulsante della manifestazione sarà la Casa Museo Giudice Ladu, una tipica residenza signorile che conserva arredi e manufatti originali . Qui potrai assistere a dimostrazioni di tessitura e di preparazione del pane e dei dolci tradizionali .

    Ma Sarule è anche un luogo di straordinaria bellezza naturale. Il Santuario di Nostra Signora di Gonare, la chiesa più alta della Sardegna, sorge a 1.100 metri di altitudine sul Monte Gonare (1.083 m) . Secondo la leggenda, fu eretto nel XII secolo dal giudice Gonario II di Torres, sopravvissuto a una tempesta in mare durante il ritorno dalla Seconda Crociata . Nelle giornate terse, dalla vetta si può scorgere il mare sia a oriente che a occidente . L’intera area, riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario, ospita specie endemiche e una ricca fauna selvatica .

    Il patrimonio archeologico di Sarule è altrettanto straordinario: il territorio vanta circa 40 siti archeologici, tra cui le antichissime domus de janas di Neunele, Sa Neale e Sa Pranedda, risalenti al Neolitico . Da visitare anche la chiesa di Nostra Signora del Rosario (XIII secolo) e la parrocchiale di San Michele (XVIII secolo) .

    Lodine: un tuffo nella storia e nella natura

    A pochi chilometri, Lodine è un borgo piccolo e raccolto, adagiato attorno alla chiesa di San Giorgio . La sua posizione panoramica regala scorci che abbracciano tutta la Sardegna centrale .

    Il suo simbolo è il nuraghe Sas Trintas Battallas, un sito che racconta la presenza nuragica in quest’area . Per gli amanti dell’archeologia, sono previste escursioni al sito di Soroeni, un altro importante insediamento nuragico . Da non perdere anche il Parco di Puddis, il polmone verde del paese, ideale per passeggiate e momenti di relax .

    Lodine ha saputo coniugare tradizione e contemporaneità: da oltre vent’anni ospita la manifestazione ArteLodine, che ha trasformato le serrande dei negozi in vere e proprie tele d’arte, arricchendo il paese di installazioni artistiche di pregio .

    Cosa gustare: un viaggio nei sapori della Barbagia

    A Sarule: dolci antiche tradizioni

    Le cortes di Sarule apriranno le loro cucine per far assaporare i dolci della tradizione. Da non perdere:

    • Coccone: un dolce tipico a base di formaggio e pasta di pane
    • Savadas (o Seadas): il celebre dolce fritto ripieno di formaggio e ricoperto di miele
    • Casadinas: dolci di pasta frolla ripieni di crema di formaggio
    • Aranzadas: filetti di buccia d’arancia canditi con miele e mandorle 

    A Lodine: specialità uniche

    Il piccolo borgo di Lodine offre varianti originali della cucina barbaricina:

    • Salsiccia aromatizzata con aglio selvatico: un sapore intenso e deciso
    • Su gusazu: un’altra specialità locale da scoprire 
    • Durante le dimostrazioni culinarie, potrai assistere alla preparazione dei dolci del carnevale (pilichittos e marigosos) e del pane nuziale sa huffettura 

    L’atmosfera delle feste

    Oltre al cibo, l’esperienza sarà arricchita da spettacoli musicali itineranti, organettisti e gruppi folk . A Lodine, il tradizionale carnevale Zirande su Harrasehare animerà le vie con balli e la vestizione del costume tradizionale . A Sarule, non perdere l’emozionante rievocazione della vestizione della sposa, un’antica tradizione locale, e l’arte effimera dell’Infiorata .

    Come arrivare

    In auto

    Da Nuoro (circa 30-35 km): Percorri la SS 129 in direzione di Macomer, poi prendi la SS 128 verso Gavoi e Lodine. Segui le indicazioni per Sarule o Lodine.

    Da Olbia (circa 90 km): Prendi la SS 131 d.c.n. in direzione Nuoro fino all’uscita per Lula/Bitti/Dorgali, poi prosegui sulla SS 128 in direzione di Gavoi .

    Da Cagliari (circa 150 km): Percorri la SS 131 Carlo Felice in direzione Sassari fino allo svincolo per Nuoro, poi prosegui sulla SS 129 e SS 128.

    Distanza tra Sarule e Lodine: I due paesi distano circa 17 km e sono collegati dalla SS128 e dalla SP30, circa 20 minuti di auto .

    In autobus

    La linea ARST 505 collega Nuoro a Lodine . La partenza è da Nuoro Stazione Arst, con fermate a Oniferi, Orani e Sarule prima di arrivare a Lodine in circa 1 ora e 20 minuti .

    In aereo

    Gli aeroporti più vicini sono Elmas (Cagliari) e Fertilia (Alghero), da cui è possibile noleggiare un’auto per raggiungere i borghi in circa 2 ore e mezza.

    Sarule e Lodine vi aspettano per un weekend di autentica barbaricina. Tessitura, archeologia, natura e sapori si intrecciano in un’esperienza che vi porterà nel cuore più profondo della Sardegna.

  • Oliena nel cuore di Autunno in Barbagia: tradizione, vino e ospitalità

    Oliena nel cuore di Autunno in Barbagia: tradizione, vino e ospitalità

    Ai piedi del maestoso Monte Corrasi, nel cuore della Barbagia, Oliena si prepara ad accogliere i visitatori per uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno sardo. Il 12 e 13 settembre 2026, il borgo della Bandiera Arancione apre le sue cortes – i caratteristici cortili delle case storiche – per celebrare la 25ª edizione di Autunno in Barbagia, un viaggio tra cultura, tradizioni e sapori antichi .

    Cosa vedere: tra natura, archeologia e artigianato

    Il centro storico e le cortes

    Il cuore pulsante della manifestazione saranno le vie del centro storico di Oliena, dove le antiche cortes si trasformeranno in vetrine dell’artigianato e dell’ospitalità locale . Durante il weekend, gli abitanti apriranno le porte delle loro case per mostrare le antiche lavorazioni artigianali: dalle cassepanche intagliate per la conservazione del pane carasau, ai preziosi ricami su scialli di seta, fino alla gioielleria in filigrana . Non mancheranno dimostrazioni dal vivo di queste antiche tecniche, che permetteranno ai visitatori di scoprire i segreti tramandati da generazioni .

    La Grotta Corbeddu e il Monte Corrasi

    A pochi passi dal paese, la valle di Lanaitto custodisce la Grotta Corbeddu, un sito archeologico di straordinaria importanza dove sono state rinvenute le prime testimonianze di vita umana in Sardegna, risalenti al Paleolitico Superiore . Per gli amanti della natura, le pendici del Monte Corrasi – la cima più alta del Supramonte – offrono percorsi trekking tra boschi di lecci e specie botaniche endemiche, dove è possibile avvistare mufloni, falchi e l’aquila reale . Un’escursione perfetta per godere delle temperature miti di settembre e della luce autunnale che rende magici questi paesaggi.

    Cosa gustare: un viaggio nei sapori della Barbagia

    Il vino degli dèi: il Nepente di Oliena

    Oliena è famosa in tutto il mondo per il suo Cannonau Nepente, il vino che conquistò Gabriele D’Annunzio, al punto da definirlo il “vino degli dèi” . Durante Autunno in Barbagia, le cantine del territorio apriranno le loro porte per degustazioni di etichette storiche e produzioni artigianali, dove il Cannonau si racconta in tutte le sue sfumature .

    La cucina olianese: sapori autentici

    La tradizione gastronomica di Oliena è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Tra i primi piatti da non perdere, i celebri “maharrones de busa”, pasta di semola lavorata a mano, e i “tundos”, accompagnati da “sa vrughe”, un latte quagliato freddo dal sapore deciso . Da assaggiare anche “sos angelottos”, ravioli ripieni di formaggio fresco .

    Tra i secondi, spiccano il porcetto, l’agnello e il capretto arrostiti nel camino con ceppi di legno e sementi odorosi che conferiscono alla carne un sapore unico . Per chi ama i salumi, la produzione locale offre salsicce, prosciutto, pancetta e “sa grandula” .

    I dolci: l’arte del miele e delle mandorle

    Miele e mandorle sono gli ingredienti protagonisti della pasticceria olianese. Imperdibili le seadas, fritte e ricoperte di miele, e le papassinas, ricche di mandorle, noci e uva passa, preparate per la festa dei Santi di novembre . Da assaggiare anche l’“aranzada”, filetti di buccia d’arancia canditi con miele e mandorle, e “sos amarettos”, soffici dolci dal gusto unico .

    Come arrivare

    In auto

    Da Nuoro (circa 20 km): Seguire le indicazioni per Oliena e Orgosolo percorrendo la Strada Provinciale 58, poi girare a sinistra sulla Strada Provinciale 22 .

    Da Olbia e Golfo Aranci: Percorrere la Strada Statale 131 d.c.n. fino all’uscita “Lula-Bitti-Dorgali”, poi la Strada Provinciale 38 in direzione Dorgali. All’incrocio con la SS 129, girare a destra in direzione Nuoro e, dopo alcuni km, girare a sinistra per Oliena .

    Da Sassari e Alghero (circa 116 km): Percorrere la SS 131 Carlo Felice in direzione Cagliari, poi prendere l’uscita “Nuoro-Macomer” e percorrere la SS 129. Seguire le indicazioni per Nuoro Superstrada-Olbia, poi la circonvallazione sud di Nuoro e le indicazioni per Oliena .

    Da Cagliari e Oristano (circa 120 km): Percorrere la SS 131 Carlo Felice in direzione Sassari fino all’uscita “Nuoro-Olbia”, poi proseguire sulla SS 131 d.c.n. .

    In autobus

    La linea ARST 520 Nuoro-Cala Gonone effettua fermate a Oliena . Da Nuoro, il viaggio dura circa 30-40 minuti. Per chi arriva da Sassari, sono disponibili autobus per Nuoro con coincidenze per Oliena .

    In aereo

    Gli aeroporti più vicini sono Elmas (Cagliari) e Fertilia (Alghero), da cui è possibile noleggiare un’auto per raggiungere Oliena in circa 2 ore e mezza .

    Oliena vi aspetta con le sue cortes aperte, i sapori antichi e l’ospitalità genuina della Barbagia. Un weekend da non perdere per scoprire l’anima più autentica della Sardegna.

  • Un settembre di eventi: tra sagre, corse e festival

    Un settembre di eventi: tra sagre, corse e festival

    Settembre in Sardegna è un mese che non delude mai. Mentre il mare conserva ancora il calore dell’estate, l’isola si anima di un’altra energia: quella delle sagre, delle feste patronali e dei grandi eventi che colorano piazze e borghi. È il momento in cui la Sardegna si racconta attraverso i suoi riti più autentici, mescolando tradizione, musica, sport e sapori.

    Il grande ritorno: Autunno in Barbagia

    Se c’è un evento che incarna lo spirito di settembre in Sardegna, quello è Autunno in Barbagia. Quest’anno la manifestazione spegne ben 25 candeline e festeggia i 30 anni di Cortes Apertas, il format originario che aprì al pubblico le tradizionali cortes dei paesi barbaricini .

    Da settembre a dicembre, 31 comuni e 32 appuntamenti accoglieranno i visitatori tra le 450mila e le 500mila presenze stimate ogni anno . Ogni tappa è un’esperienza unica: a Oliena si degusta il pane carasau, a Sorgono il vino Mandrolisai, a Gavoi si ammirano i coltelli artigianali, a Tonara i dolci tipici . La novità del 2026? In ogni borgo saranno presenti dimostrazioni dal vivo delle lavorazioni artigianali e gazebo informativi dedicati al progetto Einstein Telescope .

    L’edizione di quest’anno porta il claim “Il gusto antico dell’ospitalità” e si terrà dal 5 settembre al 13 dicembre, attraversando 33 borghi in 32 comuni . Un’occasione imperdibile per immergersi nell’anima più autentica dell’isola.

    Oristano, un evento al giorno

    Nel centro-ovest della Sardegna, Settembre Oristanese trasforma la città e Torregrande in un palcoscenico a cielo aperto. Il calendario è fitto e variegato .

    Al Palasport di Sa Rodia il grande basket con Dinamo Sassari e Valtur Brindisi, mentre dal 10 al 13 settembre spazio a Sardegnacavalli e dal 24 al 27 alla Sardinia Gravel Race, gara ciclistica a tappe .

    Le tradizioni trovano spazio con la Festa del Rimedio, Santa Croce e Sant’Efisio, la serata folk con i Tenores di Neoneli e il Memorial Enrico Fiori del 19 settembre in piazza Eleonora, dedicato ai balli e alla musica tradizionale . Non mancano libri, teatro e arte contemporanea, con la rassegna “E ora… autori in biblioteca” e gli spettacoli del progetto europeo Island Connect II .

    Corse, devozione e feste patronali

    Settembre è anche il mese delle feste patronali, momenti in cui fede e comunità si intrecciano in riti antichi.

    A Siurgus Donigala, nel Sud Sardegna, “Sa Festa” della patrona si svolge all’inizio di settembre. È scandita dal lancio di razzi che annunciano l’inizio delle celebrazioni, e per gli abitanti e gli emigrati di ritorno rappresenta un momento di ritrovo collettivo, una pausa dai lavori in campagna per onorare la Vergine in una lunga processione che unisce i territori della Trexenta .

    Ad Aritzo, in Barbagia, la festa in onore di San Basilio si tiene la prima domenica di settembre. È una ricorrenza che risale a oltre cento anni fa, quando i pastori, prima di intraprendere la transumanza verso il Campidano, si riunivano per celebrare il Santo. La processione coinvolge l’intero paese in costume tradizionale, seguita da “Su Pinnone”, l’albero della cuccagna, e da giochi popolari come la corsa dei sacchi .

    La celebre Corsa degli Scalzi di Cabras, dedicata a San Salvatore, è un evento di fede e tradizione che si ripete a settembre . Una corsa a piedi nudi che attraversa lo stagno per raggiungere la chiesetta di San Salvatore, un rito che unisce devozione e sacrificio.

    Artigianato e cultura

    A Mogoro (Oristano), fino al 13 settembre, si tiene la 65esima edizione della Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna. Con il concept “Intrecci”, ispirato alla tradizione tessile del paese, la fiera riunisce 113 artigiani provenienti da tutta l’isola, rappresentativi di 13 comparti: ceramica, tessitura, oreficeria, legno, vetro, metalli, pelletteria, coltelleria e molto altro . Una vetrina straordinaria del saper fare sardo, capace di unire tradizione e design contemporaneo.

    Settembre in Sardegna è un mese che sa sorprendere. Dai borghi della Barbagia che aprono le loro cortes alle piazze di Oristano animate da concerti e sport, dalle corse devozionali ai banchetti delle sagre, l’isola offre un calendario ricchissimo di eventi. È il momento perfetto per scoprire una Sardegna autentica, fatta di comunità, tradizione e accoglienza.

  • Il mare d’argento: perché settembre è il vero mese per la Sardegna

    Il mare d’argento: perché settembre è il vero mese per la Sardegna

    C’è un momento, ogni anno, in cui la Sardegna si svela davvero. Accade quando il turista di agosto ha ripiegato le sue tapparelle e le spiagge tornano a respirare. Settembre è il mese che trasforma l’isola in un gioiello prezioso e silenzioso, un “mare d’argento” dove il tempo sembra scorrere con più calma e dove ogni esperienza acquista un sapore più autentico.

    La Sardegna di settembre è fatta di luce diversa, di acque che sembrano più limpide e di un ritmo che si adatta a chi non cerca il brusio ma il senso profondo del viaggio. È il momento perfetto per godersi il meglio dell’isola senza le rinunce che la stagione estiva impone. Come ha sottolineato Lonely Planet, in questo periodo le spiagge si svuotano già dalla prima settimana del mese e i prezzi degli alloggi scendono mediamente del 30-40% rispetto al picco di agosto .

    Un mare che ancora accoglie

    La prima obiezione che viene in mente è: “Ma l’acqua sarà fredda?”. La risposta è un “no” convinto. Le temperature del mare in Sardegna a settembre si aggirano tra i 23 e i 25 gradi, e talvolta superano addirittura quelle di agosto nelle zone più riparate . Le acque della costa orientale, come quelle di Arbatax, possono raggiungere i 25.3°C, regalando bagni che sono ancora un vero abbraccio .

    Quest’acqua tiepida e cristallina si può finalmente godere senza la ressa. Le lunghe file per i parcheggi, gli ombrelloni così vicini da sfiorarsi, le attese interminabili per un gelato: tutto questo a settembre è un lontano ricordo. Come racconta un’analisi del settore, “le code e la folla sono lontani ricordi di qualche settimana prima” . Spiagge iconiche come Cala Goloritzé, che in estate è spesso a numero chiuso, a settembre si possono ammirare nella loro quiete selvaggia, magari dopo un trekking di un’ora e mezza dall’altopiano del Golgo con temperature finalmente sopportabili .

    Le spiagge che aspettano solo te

    Con la folla che si dirada, alcune spiagge diventano improvvisamente paradisi accessibili. Luoghi che durante l’estate sono un miraggio di bellezza e un incubo di organizzazione, a settembre si rivelano per quello che sono: piccoli angoli di paradiso.

    • Cala Luna e Cala Goloritzé (Golfo di Orosei): Le lunghe code estive per le imbarcazioni che partono da Cala Gonone sono sparite, ma i servizi funzionano ancora a pieno regime. Il mare è calmo e le scogliere del Golfo sono ideali da esplorare in kayak .
    • Is Piscinas (Costa Verde): Questa spiaggia dalle immense dune, che a luglio è già selvaggia, a settembre diventa una vera delizia per chi cerca l’isolamento. Le dune che sfiorano i 100 metri di altezza sembrano un deserto affacciato sul mare .
    • La Pelosa (Stintino): Il famoso sistema di prenotazione obbligatoria estivo viene meno dopo il picco stagionale, e si può tornare a visitare questa meraviglia senza pianificare con settimane di anticipo .
    • Villasimius e Chia (Sud Sardegna): Il sud dell’isola regge benissimo fino a ottobre. Le spiagge candide e il mare cristallino offrono una tranquillità che ad agosto sarebbe impensabile, con parcheggi disponibili e sabbia finalmente visibile .

    Un’isola a misura d’uomo

    Il fascino di settembre, però, non si esaurisce sulla battigia. Con il calo delle temperature che si attesta su valori miti durante il giorno (tra i 18 e i 24°C), si aprono le porte a tutta un’altra Sardegna: quella dell’entroterra .

    Settembre è il mese perfetto per intraprendere il Selvaggio Blu, uno dei percorsi di trekking più impegnativi e suggestivi d’Italia, che costeggia le scogliere del Golfo di Orosei, o per camminare tra i borghi della Gallura senza il sole rovente dell’estate . Anche i siti archeologici, come il complesso nuragico di Su Nuraxi a Barumini, diventano una visita piacevole, senza le code estive e con guide che hanno finalmente il tempo di raccontare la storia . Le serate, poi, regalano un clima freschino che invita a gustare un piatto di fregola con le vongole in una trattoria sul mare, godendosi un ritmo lento e genuino .

    La Sardegna che vale la pena vivere

    Scegliere la Sardegna a settembre è un atto di consapevolezza. È scegliere la qualità alla quantità, l’esperienza autentica alla cartolina affollata. È il mese in cui l’isola diventa tua, in cui puoi davvero sentire il profumo della macchia mediterranea, ascoltare il suono delle onde senza il sottofondo di migliaia di voci e guardare le stelle in uno dei cieli più bui d’Europa, dove la Via Lattea si vede ancora a occhio nudo . È il momento di scoprire perché settembre è, per chi la conosce, il vero volto della Sardegna. Quello che ti rimane dentro.