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  • Oltre il mare: avventura nel Supramonte

    Oltre il mare: avventura nel Supramonte

    La Sardegna è famosa in tutto il mondo per le sue spiagge da cartolina, ma chi si ferma solo alla costa si perde la sua anima più vera e selvaggia. A pochi chilometri dal mare turchese, si erge il Supramonte, un massiccio calcareo che domina la Sardegna centro-orientale con la sua bellezza aspra e incontaminata. È un mondo di canyon profondi, altopiani solitari, doline carsiche e falesie a picco sul Mediterraneo .

    Settembre è il mese ideale per esplorarlo: il caldo estivo si è attenuato, le giornate sono ancora lunghe e la luce dorata esalta i contrasti di questo paesaggio unico. Ecco alcuni itinerari imperdibili per chi vuole scoprire il Supramonte.

    1. L’impresa epica: Il Selvaggio Blu

    Per gli escursionisti esperti e gli amanti dell’avventura estrema, il Selvaggio Blu è il nome che fa battere il cuore. Considerato uno dei trekking più difficili e spettacolari d’Europa, questo percorso si snoda per circa 40-50 chilometri tra le falesie del Supramonte di Baunei e Dorgali, a picco sul mare .

    L’itinerario non è una semplice passeggiata: richiede esperienza, passo sicuro e preparazione atletica, alternando tratti esposti, passaggi attrezzati e calate in corda doppia per raggiungere spiagge segrete come Cala Goloritzé e Cala Mariolu . La ricompensa è un paesaggio primordiale, dove il bianco della roccia calcarea si contrappone all’azzurro intenso del mare.

    • Difficoltà: Molto alta. Adatto solo a escursionisti esperti con attrezzatura adeguata.
    • Periodo consigliato: Primavera e autunno. Settembre è perfetto per via delle temperature miti .
    • Consiglio: È fortemente consigliato affidarsi a una guida esperta e organizzare i rifornimenti d’acqua e il pernottamento in anticipo. Durante il percorso si possono utilizzare i “cuiles”, antichi rifugi pastorali ristrutturati .

    2. Nel cuore della terra: Il Canyon di Gorropu

    Se il Selvaggio Blu è un’esperienza per pochi, il Canyon di Gorropu è una meta iconica che offre un’avventura accessibile a più escursionisti. Soprannominato il “Grand Canyon d’Europa”, è un profondo canyon calcareo le cui pareti raggiungono i 500 metri di altezza e, in alcuni punti, si restringono fino a soli 4-5 metri .

    • L’escursione: Il percorso di scoperta più classico parte dal passo di Genna Silana e scende per circa 3,6 km fino al fondo della gola, seguendo il corso del Rio Flumineddu . Il ritorno, che prevede una ripida salita di 700 metri di dislivello, può essere affrontato a piedi o, in alcuni periodi, con un servizio di jeep .
    • Percorsi: All’interno del canyon si trovano sentieri segnalati di diversa difficoltà: il percorso “Verde” è il più semplice e accessibile, mentre il “Giallo” richiede capacità di arrampicata base e il “Rosso” è riservato a chi ha attrezzatura e esperienza professionale .
    • Difficoltà: Medio-alta. Richiede buona forma fisica, scarpe da trekking robuste (non scarpe da ginnastica) e almeno 1,5 litri d’acqua a persona .
    • Accesso: L’ingresso alla gola prevede un biglietto e, in alta stagione, un numero limitato di visitatori (circa 250 al giorno), quindi è meglio informarsi in anticipo .

    3. Un viaggio nella storia: Il villaggio nuragico di Tiscali

    Per unire l’avventura all’archeologia, il villaggio nuragico di Tiscali è una tappa obbligata. Situato all’interno di una dolina carsica sulla cima del Monte Tiscali, questo insediamento protostorico è unico nel suo genere e offre uno spaccato affascinante della vita nella Sardegna antica .

    Raggiungerlo è un’escursione che vale la fatica. L’accesso avviene attraverso due sentieri principali:

    1. Dal versante di Oliena (Su Gologone): il sentiero n.410 parte dalle sorgenti di Su Gologone e risale la Valle di Lanaitho. È un percorso più breve (circa 4,5 km, 3 ore totali) ma ripido e sconnesso, con un ultimo passaggio in una stretta fenditura nella roccia .
    2. Dal versante di Dorgali (Ponte Sa Barva): il sentiero n.411 è più lungo e segue la valle di Oddoene per poi risalire la “scala di Surtana”, offrendo panorami diversi e spettacolari .
    • Difficoltà: Media. Il percorso è breve ma impegnativo e in alcuni punti il sentiero è poco segnalato, per cui è fondamentale non improvvisare, seguire una guida o avere un buon GPS e mappe offline .
    • Periodo consigliato: Settembre offre un clima ideale per affrontare la salita senza il caldo estivo.

    4. Un classico da non perdere: La discesa a Cala Luna

    Per chi desidera unire l’avventura in montagna alla ricompensa del mare, la discesa verso Cala Luna è un’esperienza indimenticabile. Questa famosa spiaggia del Golfo di Orosei è raggiungibile via mare, ma l’approccio via terra, attraverso il canyon della Codula Elune (o Ilune), regala emozioni uniche .

    L’itinerario percorre l’antico letto del fiume, un canyon fossile lungo circa 20 km, che dal cuore del Supramonte scende fino al mare . Per chi non vuole affrontare l’intera traversata, esistono versioni più brevi, come la suggestiva discesa dalla Genna Salbene, che offre scorci mozzafiato su pareti rocciose e vegetazione rigogliosa .

    • Difficoltà: Variabile. Da medio-bassa per le escursioni più brevi e guidate, ad alta per la traversata completa.
    • Organizzazione: Parte del percorso è inserita in alcuni trekking organizzati come la “Grande Traversata del Supramonte (GTS)”  o come tappa del cammino “Sardegna Utopica”, che prevede il recupero in barca o kayak per il rientro .

    Settembre è il mese giusto per trasformare una vacanza al mare in un’avventura nell’entroterra. Il Supramonte offre un’esperienza autentica e profonda, lontano dalla folla, a contatto con una natura che ha plasmato paesaggi unici al mondo. Che siate escursionisti esperti o semplici amanti della natura, troverete un itinerario in grado di regalarvi emozioni indimenticabili.