Se c’è un profumo che, in Sardegna, annuncia l’arrivo dell’autunno e la prossimità della Commemorazione dei Defunti, è quello inconfondibile dei Papassini (o Pabassinas). Questi rombetti di pasta frolla ricoperti di una candida glassa di zucchero non sono solo un dolce: sono un simbolo, un messaggio d’amore che attraversa il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Scopriamo insieme la storia, i significati nascosti e la ricetta di questo autentico tesoro della tradizione sarda.

Storia e Simbologia: Perché si Chiamano “Papassini”?
Il nome deriva dalla sua ingrediente principe: “sa pabassa”, che in sardo indica l’uva sultanina. Letteralmente, significa “piccoli dolci con l’uva passa”.
La loro storia è antica e si perde nelle tradizioni agro-pastorali dell’isola. Gli ingredienti ricchi e nutrienti – frutta secca, miele, mosto cotto – li rendevano dei veri e propri concentrati di energia, perfetti per il periodo autunnale e invernale. Ma il loro legame con la Festa dei Morti è ciò che li ha resi immortali.
La forma a rombo non è casuale. Nell’antichità, il rombo era un simbolo di fertilità e di utero, rappresentando il ciclo continuo della vita, della morte e della rinascita. Mangiare un Papassino durante la commemorazione dei defunti non era quindi un atto di tristezza, ma un gesto di fiducia nella vita che continua. Erano il dono che i defunti (“is animeddas“) lasciavano ai bambini come ricordo del loro passaggio e come augurio di prosperità.

La Tradizione: Il Dolce che Unisce Due Mondi
La notte tra l’1 e il 2 novembre, nelle case sarde si seguiva un rituale preciso. La casa veniva pulita e illuminata, e sul tavolo si apparecchiava per i cari estinti. Si lasciavano un piatto di cibo, un bicchiere di vino e un cesto colmo di Papassini e altri dolci, come Is Pistoccus de Entu.
Era un’offerta d’amore, un modo per dire: “Siete i benvenuti, vi aspettiamo”.
Al mattino, i bambini correvano in cucina e trovavano quei dolci, lasciati magicamente dalle anime come ringraziamento. Questa usanza, carica di poesia, insegnava ai più piccoli a non aver paura della morte, ma a vederla come una presenza familiare e amorevole.

Ricetta Tradizionale dei Papassini
Preparare i Papassini in casa è un modo meraviglioso per vivere la tradizione. Ecco la ricetta classica.
Ingredienti (per circa 30 papassini):
Per la Pasta Frolla:
- 500 g di farina 00
- 200 g di strutto (o 200 g di burro a temperatura ambiente, per una versione più moderna)
- 150 g di zucchero semolato
- 2 uova intere + 1 tuorlo per spennellare
- Scorza grattugiata di 1 arancia non trattata
- Un pizzico di sale
Per il Ripieno:
- 300 g di gherigli di noci
- 200 g di uva sultanina (pabassa)
- 150 g di mandorle pelate
- 150 g di sapa (mosto cotto) o, in alternativa, miele di corbezzolo o millefiori
- 50 g di zucchero
- Scorza grattugiata di 1 limone non trattato
- 1 cucchiaino di cannella in polvere
- Un bicchierino di acquavite (o vin santo) per ammollare l’uvetta
Per la Glassa:
- 200 g di zucchero a velo
- Succo di limone q.b. (circa 2-3 cucchiai)

Procedimento:
- Preparazione: La sera prima, metti l’uvetta a mollo nel liquore. Il giorno dopo, scolala bene. Tosta le mandorle in forno per pochi minuti fino a quando non saranno dorate e profumate. Trita grossolanamente noci e mandorle.
- Il Ripieno: In una ciotola capiente, unisci l’uvetta, la frutta secca tritata, la sapa (o il miele), lo zucchero, la scorza di limone e la cannella. Amalgama bene fino a ottenere un composto omogeneo e appiccicoso. Se risultasse troppo asciutto, aggiungi un altro goccio di sapa o miele.
- La Pasta Frolla: Sulla spianatoia, crea una fontana con la farina e lo zucchero. Al centro aggiungi le uova, lo strutto (o il burro) a pezzetti, la scorza d’arancia e il sale. Lavora velocemente gli ingredienti fino a formare un panetto liscio e omogeneo. Avvolgi nella pellicola e lascia riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
- Composizione dei Dolci: Stendi la pasta frolla in una sfoglia spessa circa 5 mm. Ricava dei rombi (classici) o dei rettangoli usando una rotella tagiapasta. Al centro di ogni rombo di pasta, metti un cucchiaino di ripieno.
- Chiusura: Prendi un altro rombo di pasta e copri il ripieno, sigillando bene i bordi con le dita. Spennella la superficie con il tuorlo d’uovo leggermente sbattuto, che aiuterà la glassa ad aderire e darà colore.
- Cottura: Inforna i Papassini in forno preriscaldato a 180°C per circa 20-25 minuti, o fino a quando risulteranno dorati.
- La Glassa: Mentre i dolci si raffreddano, prepara la glassa. In una ciotola, mescola lo zucchero a velo con il succo di limone, aggiungendo poco per volta, fino a ottenere una crema liscia e bianca, né troppo liquida né troppo solida. Versala in un sacchetto di carta da pasticceria e decorare ogni Papassino con delle linee o dei ghirigori. Lasciali asciugare completamente prima di servirli.
Abbinamenti Consigliati: il Rito della Degustazione
Il sapore ricco, dolce e speziato dei Papassini chiede abbinamenti che ne esaltino la complessità senza sovrastarli.

- Vino: L’abbinamento classico e perfetto è con un Passito di Sardegna (come il Moscato di Cagliari o la Malvasia di Bosa). La sua dolcezza e i suoi sentori di frutta secca sposano alla perfezione gli ingredienti del dolce. In alternativa, un Mirto rosso, servito ben freddo, pulisce il palato con le sue note balsamiche.
- Bevande Calde: Una tazza di caffè amaro è l’eterno compagno dei Papassini, il cui gusto contrasta e bilancia la dolcezza, o a colazione con il caffelatte.
Conclusione: Un Boccone di Eternità
I Papassini sono molto più di un semplice dolce. Sono un ponte tra generazioni, un messaggio di affetto che resiste al tempo, un simbolo di come la vita, nella sua dolcezza, possa trionfare anche nel ricordo. Assaggiarne uno significa assaggiare un pezzo di storia sarda, fatta di fede semplice, rispetto per gli antenati e un amore per la vita che non conosce fine.
Hai una ricetta di famiglia per i Papassini? Qual è il tuo ricordo più vivido legato a questo dolce?
















































