Non serve attraversare l’oceano per ammirare paesaggi da Far West. In Sardegna, nascosti tra le pieghe del Supramonte e le vallate dell’interno, si aprono canyon e gole che nulla hanno da invidiare ai celebri fratelli americani. Sono ferite profonde nella roccia, scavate dall’acqua in milioni di anni, che custodiscono ecosistemi unici, leggende antiche e panorami da togliere il fiato.

Marzo è il mese ideale per esplorarli. Le piogge invernali hanno riempito i fiumi, le cascate sono nel loro massimo splendore e le temperature miti permettono di affrontare i sentieri senza soffrire il caldo estivo. Preparati a calzare gli scarponi: ti portiamo alla scoperta dei canyon più spettacolari della Sardegna.
Perché Marzo è il Mese Perfetto per i Canyon
Prima di partire, capiamo perché dovresti proprio scegliere questo mese per la tua avventura tra le gole sarde:
- Acqua abbondante: dopo le piogge invernali, i torrenti sono in piena e le cascate offrono uno spettacolo che in estate spesso scompare.
- Temperature ideali: camminare tra le pareti dei canyon richiede sforzo fisico. Con 15-20 gradi, l’esperienza è molto più piacevole che con il caldo torrido di luglio e agosto.
- Meno folla: i percorsi più famosi sono ancora tranquilli, lontani dall’affollamento estivo.
- Natura rigogliosa: la macchia mediterranea è verde e rigogliosa, e in alcuni canyon iniziano le prime fioriture.
- Periodo di apertura: molti canyon, come la spettacolare Gola di Gorropu, sono ufficialmente accessibili da metà marzo fino a metà novembre .
I Canyon Imperdibili della Sardegna
1. Gola di Gorropu (Supramonte) – Il Gran Canyon d’Europa

È il più famoso, il più imponente, il più spettacolare. La Gola di Gorropu (o “Su Gorropu” nell’uso comune, anche se tecnicamente sarebbe una ripetizione) è considerata il canyon più profondo d’Italia e uno dei più profondi d’Europa .
Si trova nel cuore del Supramonte, al confine tra i territori di Orgosolo e Urzulei . È una voragine di origine erosiva, lunga circa un chilometro e mezzo, scavata nel corso di millenni dalle acque del Rio Flumineddu . Le sue pareti calcaree, che in alcuni punti raggiungono i 500 metri di altezza, si stringono fino a lasciare un passaggio di soli 4 metri . Un’esperienza che mette i brividi.
Perché visitarla a marzo: La Gola di Gorropu riapre ufficialmente a metà marzo dopo la pausa invernale, quando le condizioni meteorologiche avverse (piogge e rischio caduta massi) si fanno meno probabili . Il torrente è in piena e l’acqua scorre impetuosa, creando un’atmosfera primordiale.
Come raggiungerla:
- Da Genna Silana (percorso più comune) : Si parcheggia al Passo Genna Silana lungo la SS 125 tra Dorgali e Baunei. Da qui si percorre un sentiero segnalato in discesa di circa un’ora e mezza (1,5 km) che conduce all’ingresso della gola . Il ritorno, in salita, richiede circa il doppio del tempo .
- Da Dorgali (Ponte S’Abba Arva) : Si raggiunge in auto il ponte su S’Abba Arva (o Sa Barva) e si prosegue a piedi per circa due ore costeggiando il Rio Flumineddu . Il percorso totale è di circa 12 km andata e ritorno .
- Da Urzulei (Sedda ar Baccas) : Un percorso per escursionisti esperti (sentiero B-502) che offre viste panoramiche dall’alto e la possibilità di visitare il laghetto di Pischina Urthaddala .
Info pratiche:
- Lunghezza: variabile (da 8 a 12 km A/R a seconda del punto di partenza).
- Dislivello: 200-700 metri a seconda del percorso.
- Difficoltà: media-alta (E per escursionisti esperti). Necessario un buon allenamento e scarpe da trekking obbligatorie .
- Ticket d’ingresso: 6€ (solo contanti), ridotto a 4€ per bambini e gruppi . In alcuni punti si paga all’ingresso della gola .
- Visita guidata: vivamente consigliata (costo intorno ai 30€ a persona, incluso il biglietto). Le escursioni si svolgono tutti i giorni esclusa la domenica, con un minimo di 4-5 partecipanti .
- Contatto guide: Sara Muggittu 328 1762602 .
Biodiversità: Gorropu è uno scrigno di biodiversità. Qui vive l’euprotto, l’anfibio più raro d’Europa, e il geotritone. Tra la flora spicca l’aquilegia nuragica, una specie erbacea endemica e rarissima che fiorisce tra maggio e giugno . Non è raro avvistare mufloni e aquile reali .
Leggende: Si dice che nella gola abiti “Sa Mama de Gorropu”, una creatura spaventosa, e che durante le notti tempestose emergano dalle grotte “Sos Drullios”, creature malvagie che trascinano via uomini e animali . Inoltre, in un punto preciso del canyon, si dice che si possano vedere le stelle in pieno giorno .

2. Gola di Riu Milanu (Oliena) – Selvaggia e Incontaminata
Nel cuore del Supramonte di Oliena, la Gola di Riu Milanu è un’altra meraviglia carsica meno conosciuta ma altrettanto spettacolare. Il rio Milanu scorre in una valle profonda circondata da pareti calcaree altissime, creando un paesaggio selvaggio e solitario.
Perché visitarla a marzo: Il torrente è in piena e crea suggestive cascatelle lungo il percorso. La macchia mediterranea è rigogliosa e profumatissima.
Cosa fare: Trekking lungo il corso del fiume, con possibilità di arrivare fino alla base delle pareti. Il percorso non è segnato come quello di Gorropu e richiede esperienza o l’accompagnamento di una guida.

3. Canyon di Bacu Sa Figu (Talana, Ogliastra) – Per gli amanti del Canyoning
Se cerchi l’avventura estrema, il canyon di Bacu Sa Figu è quello che fa per te. Situato nel territorio di Talana, in Ogliastra, è considerato uno dei canyon più belli e impegnativi della Sardegna .
Perché visitarlo a marzo: L’acqua è abbondante e le calate nei laghetti sono spettacolari.
Cosa sapere: Non è una semplice escursione, ma un vero e proprio percorso di canyoning. Sono obbligatorie attrezzatura specifica (muta, casco, imbrago, corde) e l’accompagnamento di guide esperte. Il percorso prevede 14 calate in corda doppia e passaggi spesso difficoltosi, adatti solo a chi ha esperienza ed è ben allenato .

4. Canyon di Rio Pitrisconi (Gallura) – Il Paradiso Granitico
All’estremo opposto dell’isola, in Gallura, il canyon di Rio Pitrisconi offre un paesaggio completamente diverso. Qui la roccia non è calcarea ma granitica, e il fiume ha scavato nel massiccio del Monte Nieddu un percorso fatto di pareti verticali, piscine naturali e acque cristalline .
Perché visitarlo a marzo: L’acqua è certamente fredda, ma il paesaggio è spettacolare e le piscine naturali sono piene.
Cosa sapere: Questo percorso di canyoning è considerato adatto anche ai principianti, con la possibilità di nuotare nelle pozze d’acqua e godersi il paesaggio . Anche in questo caso, serve l’attrezzatura e una guida.

5. Gole di Rio Oridda e Cascata di Piscina Irgas (Villacidro)
Nel territorio di Villacidro, nel sud-ovest della Sardegna, le gole di Rio Oridda conducono a uno dei luoghi più suggestivi dell’isola: la Cascata di Piscina Irgas, alta oltre 40 metri .
Perché visitarla a marzo: Le piogge invernali garantiscono alla cascata la sua massima portata. Lo spettacolo dell’acqua che si getta nel vuoto è assicurato.
Cosa sapere: Il percorso per raggiungere la cascata è di media difficoltà ma comunque impegnativo. Si cammina lungo le gole, tra pareti rocciose e vegetazione lussureggiante, fino ad arrivare al profondo canyon dove la cascata crea una piscina naturale .

6. Canyon di Rio Zairi (Monte Linas) – Tra Cascate e Foreste
Nel massiccio del Monte Linas, nel sud-ovest della Sardegna, il canyon di Rio Zairi offre un’esperienza immersa nella natura più autentica. Il corso d’acqua ha eroso nei secoli il granito, creando un percorso ricco di cascate e scivoli naturali .
Perché visitarlo a marzo: L’acqua è abbondante e le cascate sono spettacolari. Intorno, le foreste di lecci e sugheri sono verdi e rigogliose.
Cosa sapere: Il percorso inizia con una discesa di sei metri, per poi proseguire tra scivoli naturali di facile percorrenza. Adatto a chi ha un minimo di esperienza e un buon allenamento .
Tabella Riepilogo: I Canyon della Sardegna
Consigli per Esplorare i Canyon in Sicurezza
I canyon e le gole della Sardegna sono luoghi selvaggi e meravigliosi, ma vanno affrontati con rispetto e preparazione.
- Mai da soli: soprattutto per i percorsi meno battuti o per il canyoning, è fondamentale essere in gruppo.
- Affidati alle guide locali: per Gorropu e per tutti i percorsi di canyoning, la guida non è solo un consiglio, è una necessità. Conoscono i luoghi, le condizioni meteo, i punti pericolosi e ti faranno vivere l’esperienza in totale sicurezza .
- Attrezzatura adeguata:
- Informati sulle condizioni meteo: prima di partire, controlla le previsioni. In caso di pioggia o maltempo, i percorsi possono essere chiusi per il rischio di caduta massi o piene improvvise .
- Rispetta l’ambiente: i canyon sono ecosistemi fragili. Non lasciare rifiuti, non danneggiare la vegetazione, non disturbare la fauna .

Un’Esperienza da Non Perdere: L’Escursione Guidata a Gorropu
Per vivere appieno la magia di Gorropu, ti consiglio di prenotare un’escursione guidata. Partenze solitamente dal Ponte di S’Abba Arva (Dorgali) o dal Passo Genna Silana. Le guide ti condurranno attraverso il sentiero, ti racconteranno le leggende del luogo, ti mostreranno le specie botaniche endemiche e ti accompagneranno in sicurezza fino al cuore del canyon, dove potrai ammirare le pareti che si alzano vertiginose verso il cielo .
Conclusione
I canyon della Sardegna sono un patrimonio naturale di inestimabile valore, capaci di regalare emozioni uniche a chi li esplora con rispetto e spirito di avventura. Dalla maestosità di Gorropu alla selvaggia bellezza di Rio Oridda, ogni gola racconta una storia di acqua, roccia e tempo.

Marzo, con le sue giornate che si allungano e la natura che si risveglia, è il momento perfetto per calarsi in questo mondo sotterraneo e primordiale. Indossa gli scarponi, affidati a una guida e lasciati sorprendere dalle “Piccole Grand Canyon” della Sardegna.
Hai già visitato un canyon in Sardegna? Quale ti ha emozionato di più?




















































































