L’inaugurazione del Museo d’Auto e Moto d’Epoca della Sardegna (MAMES) il 20 dicembre 2025 rappresenta un punto di svolta fondamentale per la conservazione della memoria industriale e tecnologica nel panorama culturale sardo. Situato nel comune di Mandas, nel cuore della Trexenta, il MAMES non si limita a esporre una collezione di veicoli storici, ma si configura come un’istituzione scientifica e culturale dedicata alla narrazione dell’evoluzione sociale, economica e tecnica dell’isola nel corso del Novecento. L’opera, intitolata alla memoria del Professor Attilio Mocci Demartis, è il risultato di un investimento pubblico di 250.000 euro volto a trasformare un centro storico di antica tradizione ducale in un polo museale d’avanguardia.

La genesi del MAMES risponde a una necessità profonda di documentare il passaggio della Sardegna da una società prevalentemente agropastorale a una modernità caratterizzata dalla mobilità individuale e dalla meccanizzazione. Attraverso l’esposizione di modelli rari e talvolta unici, il museo ripercorre le tappe di una trasformazione che ha ridefinito i concetti di distanza e di appartenenza territoriale in un’isola storicamente penalizzata dall’isolamento geografico e infrastrutturale. La collocazione a Mandas, borgo che funge da cerniera tra la Trexenta, il Sarcidano e le Barbagie, non è casuale ma riflette la funzione storica del paese come nodo di scambio e convergenza di diverse rotte commerciali e culturali.

L’Eredità di Attilio Mocci Demartis e la Filosofia del Restauro Conservativo
La collezione che costituisce il cuore pulsante del MAMES è frutto della visione e della dedizione decennale del Professor Attilio Mocci Demartis. Il suo operato è andato ben oltre il semplice collezionismo, abbracciando una filosofia di salvaguardia del patrimonio che oggi definiamo archeologia industriale mobile. Molti dei veicoli oggi esposti sono stati recuperati in condizioni di abbandono e restituiti al loro splendore originale attraverso restauri filologici che hanno rispettato scrupolosamente le specifiche tecniche dell’epoca.
L’impegno di Mocci Demartis è interpretato dal museo come un’eredità culturale da condividere con la collettività. Il passaggio della collezione allo status di museo civico garantisce che questi manufatti non rimangano chiusi in garage privati, ma diventino strumenti educativi per le nuove generazioni, capaci di illustrare non solo la bellezza del design d’epoca, ma anche il valore del lavoro artigianale e dell’ingegno meccanico. La conservazione di queste macchine permette di analizzare l’evoluzione dei materiali — dal legno e cuoio delle prime carrozze motorizzate all’acciaio delle carrozzerie autoportanti — offrendo una prospettiva tangibile sul progresso scientifico del secolo scorso.

Il Percorso Espositivo: Dal Tramonto dell’Ottocento alla Mobilità di Massa
Il MAMES propone un itinerario cronologico e tematico che permette di comprendere come l’automobile abbia smesso di essere un giocattolo per élite per diventare un bene di consumo primario. Ogni modello in esposizione è stato selezionato per la sua capacità di rappresentare un’innovazione tecnica o un mutamento sociologico.

Le Origini: La Vermorel Tipo 2 e la Nascita della Modernità in Sardegna
Il reperto di maggior valore storico della collezione è senza dubbio la Vermorel Tipo 2 del 1898. Questo veicolo detiene il primato di essere la prima automobile documentata arrivata in Sardegna, segnando ufficialmente l’inizio dell’era dei motori nell’isola. La Vermorel si presenta come una “carrozza motorizzata”, un termine che evidenzia la transizione estetica ancora incompleta dai veicoli a trazione animale. La sua meccanica semplice ma robusta doveva confrontarsi con una rete stradale sarda che, alla fine dell’Ottocento, era ancora rudimentale e composta prevalentemente da sentieri e strade bianche pensate per i carri a buoi.
L’importanza della Vermorel nel contesto sardo non è solo tecnica, ma simbolica. Essa rappresenta l’irruzione della tecnologia europea in una realtà periferica, un segnale della volontà delle classi dirigenti locali di connettersi ai flussi della modernità industriale. La presenza di un simile veicolo a Mandas oggi sottolinea la capacità del territorio di attrarre e conservare testimonianze di eccezionale valore storico-tecnico.

L’Era d’Oro dell’Ingegneria Francese ed Europea
La collezione del MAMES manifesta una forte presenza di marchi francesi, riflettendo il ruolo di leadership che la Francia ha esercitato nell’industria automobilistica europea durante la prima metà del Novecento. Modelli come la Renault NN Barchetta del 1925 e la Citroën B14 del 1928 illustrano la ricerca di affidabilità e robustezza. La Renault NN, in particolare, è celebrata per la sua indistruttibilità, dote che la portò a essere protagonista di imprese estreme come la traversata del Sahara, dimostrando che l’auto poteva ormai affrontare qualsiasi territorio.
La Citroën B14 rappresenta invece un salto qualitativo nella sicurezza e nella produzione industriale, essendo una delle prime vetture a utilizzare una carrozzeria “tutto acciaio”, abbandonando le fragili strutture in legno tipiche degli anni precedenti. Questa innovazione ha permesso una maggiore durata dei veicoli e una migliore protezione degli occupanti, rendendo l’automobile un mezzo di trasporto quotidiano più sicuro e affidabile.

Di seguito si presenta una tabella comparativa delle principali innovazioni tecniche presenti nei modelli esposti al MAMES:
| Modello | Anno | Innovazione Tecnologica Saliente | Impatto Sociale/Tecnico |
| Vermorel Tipo 2 | 1898 | Trasmissione a catena e telaio a carrozza | Introduzione della motorizzazione in Sardegna |
| Citroën B14 | 1928 | Carrozzeria “All-Steel” (Tutto Acciaio) | Aumento della sicurezza e standardizzazione industriale |
| La Licorne HO2 | 1928 | Dinamotore (avviamento integrato) | Miglioramento del comfort e facilità d’uso |
| Tatra 57B | 1939 | Motore Boxer raffreddato ad aria | Avanguardia tecnica e raffreddamento semplificato |
| Salmson S4-61 | 1951 | Cambio elettromagnetico Cotal | Tecnologia da competizione applicata al lusso |
| Ford Vedette | 1952 | Motore V8 in carrozzeria europea | Introduzione della potenza e del comfort americano |
| Panhard PL 17 | 1960 | Aerodinamica spinta e trazione anteriore | Efficienza energetica e stabilità di marcia |
La Nicchia Tecnologica: Tatra, Salmson e La Licorne

Il MAMES si distingue per l’esposizione di marchi meno noti al grande pubblico ma fondamentali per la storia dell’ingegneria, come la cecoslovacca Tatra 57B del 1939. La Tatra era rinomata per le sue soluzioni d’avanguardia, tra cui il motore boxer raffreddato ad aria e un telaio a tubo centrale che offriva una rigidità torsionale superiore alla media dell’epoca. La sua robustezza la rese un mezzo ambito anche dalle truppe militari, a testimonianza della sua capacità di operare in condizioni proibitive.
Altrettanto affascinante è la Salmson S4-61 del 1951, una vettura che incarna il concetto di lusso tecnico. Dotata di un motore a doppio albero a camme in testa — una rarità per l’epoca su vetture stradali — e di un cambio elettromagnetico Cotal, la Salmson offriva prestazioni da gara con l’eleganza di una berlina di alta classe. Questi veicoli spiegano al visitatore come il progresso automobilistico non sia stato un percorso lineare, ma un campo di sperimentazione per soluzioni tecniche che spesso hanno anticipato di decenni gli standard attuali.

Mandas come Polo Culturale: Integrazione e Sistema Museale
L’apertura del MAMES non deve essere considerata come un evento isolato, ma come il tassello finale di una strategia di sviluppo territoriale che ha trasformato Mandas nel “paese dei musei”. Il comune ha saputo integrare diverse anime della cultura sarda in un sistema organico, gestito professionalmente per massimizzare l’attrattività turistica.
Il Complesso Museale Integrato
Il sistema museale di Mandas si articola attraverso quattro poli principali che coprono un arco temporale vastissimo:
- Museo Archeologico “MAHMU”: Situato in Piazza IV Novembre, all’interno dell’antico palazzo municipale restaurato, ospita reperti che documentano la storia del territorio dalla protostoria all’epoca romana. La collezione “Historica” offre una base di conoscenza fondamentale per comprendere l’importanza strategica di Mandas nelle epoche antiche.
- Museo Etnografico “Is lollas de is Aiaius”: Situato in Via S. Antonio, rappresenta una sintesi magistrale dell’età contemporanea nella Sardegna agropastorale. Attraverso la ricostruzione delle antiche dimore, il museo permette di immergersi nella vita quotidiana della Trexenta tra il 1800 e il 1970, offrendo il perfetto contraltare sociale alla modernità dei motori del MAMES.
- Museo d’Arte Sacra “Peregrinatio Fidei”: Collocato in Piazza Carlo Alberto, espone un ricco tesoro di argenti, statue e paramenti sacri che testimoniano la profonda religiosità e il potere delle confraternite locali. Il museo ha sede in una struttura di grandi dimensioni caratterizzata da un chiostro ad arcate, parte di un antico complesso conventuale.
- MAMES (Museo d’Auto e Moto d’Epoca): Situato in Via Dante 4, chiude il cerchio narrativo focalizzandosi sull’innovazione tecnologica e la cultura del movimento.

Questa offerta diversificata permette al visitatore di vivere un’esperienza culturale “pluristratificata”, dove la storia dei motori si intreccia con quella della fede, del lavoro agricolo e delle radici archeologiche.
Struttura Organizzativa e Accessibilità
La gestione di questo complesso è affidata alla Lugori S.C.AR.L., una società specializzata che garantisce standard elevati di accoglienza e servizi ai visitatori. L’accessibilità ai musei è facilitata da una politica di prezzi integrata, studiata per incoraggiare la visita dell’intero sistema.
| Tipologia Biglietto | Tariffa Intera | Tariffa Ridotta | Note |
| Singolo Museo (MAHMU) | € 4,00 | € 2,00 | Valido per un polo museale |
| Cumulativo 2 Musei | € 7,00 | € 3,50 | Scelta tra Etnografico, Archeologico e Arte Sacra |
| Cumulativo 3 Musei | € 9,00 | € 5,00 | Accesso a Etnografico, Archeologico e Arte Sacra |
| Bambini (0-6 anni) | Gratuito | Gratuito | Valido per tutti i percorsi |
Le riduzioni sono previste per ragazzi (7-16 anni), gruppi di oltre 20 persone, disabili, residenti nel comune di Mandas e professionisti del settore culturale e turistico. Questa struttura tariffaria riflette la volontà di rendere la cultura accessibile sia alla comunità locale che ai flussi turistici regionali e nazionali.

Geografia della Mobilità: Mandas come Nodo Logistico
Mandas occupa una posizione privilegiata nel centro-sud della Sardegna, rendendola una destinazione ideale per gite giornaliere dai principali capoluoghi dell’isola. La rete stradale e ferroviaria che converge sul borgo è parte integrante dell’esperienza turistica, collegando la visita museale alla scoperta del paesaggio interno della Sardegna.
Collegamenti Stradali e Tempi di Percorrenza
Le principali arterie di accesso includono la SS128, che collega Mandas a Cagliari e Isili, la SS198 verso l’Ogliastra e la SP36 che funge da raccordo con la SS131 per chi proviene dal nord Sardegna.
- Da Cagliari: Il tragitto di circa 56 km si percorre in 50 minuti su una strada prevalentemente rettilinea e con traffico scorrevole.
- Da Oristano: La distanza di 80 km richiede circa un’ora di viaggio.
- Da Nuoro: Il tempo stimato è di 2 ore per coprire i 170 km che separano le due località.
- Da Sassari/Alghero/Olbia: Le percorrenze variano dalle 2 ore e 35 minuti alle 3 ore, rendendo Mandas raggiungibile anche per visitatori provenienti dal settentrione dell’isola attraverso la rete di strade statali.

Il Ruolo del Trenino Verde e dei Trasporti Pubblici
Mandas è storicamente nota come stazione di diramazione del Trenino Verde, la linea ferroviaria turistica che attraversa scenari naturali incontaminati. Questa connessione ferroviaria aggiunge un valore nostalgico e romantico alla visita del museo automobilistico, creando un legame ideale tra diverse forme di mobilità storica.
Per chi preferisce i mezzi pubblici, esiste un collegamento ferroviario diretto da Monserrato (stazione San Gottardo) con quattro corse giornaliere, operativo dal lunedì al sabato, al costo contenuto di circa 8 euro per il biglietto andata e ritorno. Le autolinee ARST completano l’offerta, collegando Mandas anche a Nuoro e Olbia con servizi di linea quotidiani, sebbene con tempi di percorrenza più lunghi che riflettono la morfologia accidentata del territorio interno.

L’Inaugurazione del 20 Dicembre 2025: Un Evento di Rilevanza Regionale
L’apertura ufficiale del MAMES è stata un evento che ha richiamato migliaia di persone, appassionati di motorismo storico, autorità locali e turisti curiosi. La cerimonia ha sancito la nascita del primo museo regionale delle auto d’epoca in Trexenta, un traguardo che ha richiesto anni di lavori di allestimento e un coordinamento efficace tra l’amministrazione comunale guidata dal sindaco e i tecnici del settore.
Atmosfera e Partecipazione

L’atmosfera dell’inaugurazione è stata caratterizzata da un senso di riscoperta delle eccellenze del territorio. La parata di veicoli storici, che ha visto la partecipazione di Ferrari, Lancia, Fiat e Alfa Romeo, ha trasformato le vie del centro storico in un museo a cielo aperto, anticipando la ricchezza della collezione permanente. Questo evento non ha celebrato solo le macchine, ma anche la cultura dei motori come elemento di aggregazione sociale. Il sindaco ha sottolineato come il museo voglia raccontare la storia del design e della tecnologia, ma anche quella della società sarda che ha accolto queste innovazioni con stupore e curiosità.
Collaborazione con il Collezionismo Locale
Uno degli aspetti più interessanti emersi durante l’inaugurazione è l’apertura del museo a collaborazioni proficue con esperti e collezionisti dell’isola. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di rendere il MAMES un centro dinamico, capace di attrarre donazioni, prestiti temporanei e organizzare raduni che possano vivacizzare il borgo durante tutto l’anno. La tradizione di Mandas per quanto riguarda le motociclette d’epoca è stata citata come un ulteriore filone di sviluppo per la collezione, che promette di espandersi ulteriormente in futuro.

Impatto Socio-Economico e Turistico nel Cuore della Sardegna
L’istituzione del MAMES è una scommessa ambiziosa per il rilancio economico delle zone interne. In un periodo in cui la Sardegna cerca di diversificare la propria offerta turistica oltre il binomio “sole e mare”, iniziative come quella di Mandas offrono un modello di sviluppo sostenibile basato sulla cultura e sulla memoria.
La Rigenerazione del Borgo Ducale
Mandas non è solo musei, ma un borgo che offre un’ospitalità diffusa e di qualità. La presenza di antiche dimore trasformate in strutture ricettive, come l’Antica Locanda Lunetta o l’Antica Dimora Mandas, permette di integrare la visita culturale con un soggiorno immerso nella storia. L’agriturismo Sa Pinnetta e Le Vigne Ducali offrono inoltre la possibilità di degustare i prodotti enogastronomici della Trexenta, creando un indotto economico che beneficia l’intera comunità.
Il museo funge da attrattore per un target di visitatori colti e appassionati, spesso disposti a viaggiare fuori stagione per partecipare a eventi specialistici o ammirare pezzi unici della storia dell’auto. Questo flusso costante di visitatori contribuisce a contrastare lo spopolamento delle zone interne e a mantenere vive le attività commerciali locali.

Innovazione Tecnologica e Valore Educativo
Il MAMES si propone anche come un laboratorio didattico. La possibilità di osservare da vicino motori a raffreddamento ad aria, cambi elettromagnetici e strutture in acciaio degli anni ’20 offre agli studenti e agli appassionati di meccanica una lezione pratica di storia della tecnologia. Comprendere come i motori abbiano trasformato le abitudini sarde del secolo scorso aiuta a riflettere sulle sfide attuali della mobilità sostenibile e dell’innovazione energetica.
Il racconto di figure come Filippo Saruis, il primo autista di Mandas, aggiunge un tocco umano alla narrazione tecnologica, ricordando che dietro ogni macchina c’è una storia di passione, audacia e spirito di servizio. Questi racconti biografici permettono di contestualizzare l’oggetto meccanico nel tessuto vivo della comunità.

Il Futuro del MAMES: Sfide e Opportunità
Guardando al 2026 e oltre, il MAMES si trova davanti a sfide importanti per consolidare il suo ruolo di riferimento regionale. La manutenzione conservativa dei veicoli, molti dei quali sono ancora funzionanti, richiede competenze tecniche specifiche che il museo mira a coltivare attraverso collaborazioni con officine specializzate e restauratori.
L’espansione della collezione attraverso l’acquisizione di moto d’epoca, come accennato dai piani comunali, permetterebbe di coprire un segmento di mercato collezionistico molto attivo in Sardegna. Inoltre, la digitalizzazione del percorso espositivo, con l’uso di guide multimediali e realtà aumentata per mostrare il funzionamento dei motori interni, potrebbe rendere la visita ancora più coinvolgente per le giovani generazioni.
L’integrazione con altri grandi eventi della Sardegna, come il Rally Italia Sardegna o le numerose cronoscalate storiche dell’isola, potrebbe posizionare Mandas come tappa obbligatoria per tutti gli amanti del motorsport che visitano la regione. La vicinanza con Cagliari e la facilità di accesso la rendono una “porta” ideale verso l’interno dell’isola, capace di trattenere il turista e offrirgli un’esperienza autentica e ricca di contenuti.

Considerazioni Conclusive sulla Valorizzazione del Patrimonio Motoristico
Il Museo d’Auto e Moto d’Epoca della Sardegna “Attilio Mocci Demartis” a Mandas rappresenta un esempio virtuoso di come la passione individuale possa trasformarsi in un bene comune attraverso la collaborazione tra privati e istituzioni pubbliche. La collezione non è solo un elenco di modelli famosi, ma una cronaca meccanica della nostra evoluzione sociale.
Dalla Vermorel del 1898, che con i suoi pochi cavalli vapore sfidava l’immobilità secolare dell’isola, alla SIMCA 1000 degli anni ’70, simbolo della motorizzazione di massa che ha definitivamente connesso le campagne alle città, il MAMES narra una storia di emancipazione e progresso. Mandas, con il suo sistema museale integrato, si conferma come un centro di eccellenza culturale capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici archeologiche ed etnografiche.
L’investimento di 250.000 euro per la sua realizzazione appare oggi come un seme gettato in un terreno fertile, destinato a generare valore culturale, economico e turistico per la Trexenta e per l’intera Sardegna negli anni a venire. Il MAMES è, in definitiva, il luogo dove la storia del motore incontra la storia dell’isola, invitando ogni visitatore a un viaggio nel tempo attraverso l’acciaio, il design e la memoria.


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